Ast in vendita, giovedì sciopero e corteo. Prc: ”Germania tutela suoi stabilimenti, Monti no”

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“Ci vogliono far credere che l’uscita dell’Ast dal piano di fusione fra Inoxum e Outokumpu sia dovuta alle prossime decisioni dell’Antitrust europeo. Falso! La verità è che il Governo tedesco si è rifiutato di acconsentire alla chiusura degli impianti tedeschi, mentre Monti e i suoi tecnici, tanto vantati per la loro credibilità internazionale, non hanno battuto ciglio”. E’ questa la lettura di Rifondazione Comunista Terni delle recenti vicende che riguardano le acciaierie di Terni. Gli stabilimenti di viale Brin stanno infatti per tornare in vendita (qui l’articolo) e alcune voci parlano della possibilità che impianti ternani vengano smontati e trasferiti in Germania (qui l’articolo). Il Prc ieri ha consegnato un volantino ai dipendenti Ast per far conoscere la propria visione della vicenda e per chiedere la mobilitazione: “Dobbiamo impedire che l’Ast venga ceduta agli speculatori, così come dobbiamo impedire che vengano portati via gli impianti da chi sta dimostrando di non avere alcun interesse a produrre in Italia”.

Il volantino del Prc Terni consegnato ieri all'ingresso dell'Ast

Proprio ieri sono cominciate le assemblee dei lavoratori e per giovedì, al termine del secondo turno, è stato deciso un sciopero di 3 ore e un corteo. I lavoratori incroceranno le braccia dalle 9,30 alle 12,30. Nel frattempo anche la giornata di oggi potrebbe rivelarsi cruciale per l’intera partita: dovrebbe infatti essere emesso un comunicato della multinazionale finlandese nel quale spiegherà le proprie ragioni mentre, entro la fine di questa settimana, i vertici Outokumpu saranno a Roma per un incontro con il Governo, presso il ministero dello Sviluppo economico.

Oltre al Prc, anche il consigliere comunale di Terni Oltre, Leo Venturi, ritiene necessaria una mobilitazione per salvare le acciaierie e con essa la città intera. Venturi denuncia però non solo la debolezza del Governo ma anche “un opprimente torpore che alimenta stanchezza e rassegnazione” tra i cittadini.

Il comunicato di Venturi:

“La vicenda AST evidenzia la debolezza dell’Italia nel contesto europeo, l’insufficiente attenzione posta dai rappresentanti italiani nel Parlamento Europeo nel seguirla una politica “attendista” delle istituzioni locali e nazionali. Atteggiamenti tutti sbagliati in un momento in cui i Paesi Europei e le comunità locali, dentro una crisi epocale, usano tutti i mezzi per mantenere le produzioni e per difendere le proprie industrie e l’occupazione. Ma è altrettanto preoccupante l’assenza di una reazione diffusa e spontanea dei lavoratori e della comunità ternana alla notizia della vendita dell’AST.

La città è avvolta da un opprimente torpore che alimenta stanchezza e rassegnazione condizioni, quest’ultime, che le istituzioni locali devono assolutamente rimuovere attraverso un protagonismo e una determinazione fino ad oggi assenti pena lo scivolare del quadro economico e sociale verso una totale marginalizzazione. Il rischio che si corre, anche per l’Ast, è che la partita si chiuda senza che la città scenda veramente in campo.

Pochissimo il tempo a disposizione per tentare di giocarla nella consapevolezza che l’unico modo per preservare il futuro del sito ternano è costringere il Governo e i Parlamentari Europei ad intervenire pesantemente nei confronti sia della Commissione europea antitrust sia di Outokumpo affinché non sia stravolto il piano industriale che ha sancito la fusione fra Outokumpo e Inoxum-TK che assegnava un ruolo strategico all’AST.

Ogni altra ipotesi racchiude elementi di incertezza tali da mettere a rischio non solo il futuro del sito produttivo ma dell’intera economia di Terni e dell’Umbria”.

Aggiornamento: Outokumpu ufficializza la messa in vendita dell’Ast: http://www.ternioggi.it/outokumpu-dobbiamo-vendere-ast-non-abbiamo-scelta-ci-impegniamo-a-trovare-buon-compratore

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