Ast, pervenute solo due offerte vincolanti di acquisto: cordata Aperam-Marcegaglia-Arvedi e fondo Apollo

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acciaieria-terniIeri era l’ultimo giorno utile per presentare offerte vincolanti di acquisto per le acciaierie di Terni. Ne sono giunte soltanto due: una formulata dalla cordata italo-lussemburghese Aperam-Marcegaglia-Arvedi e una del fondo di investimento Apollo. I soggetti che avevano manifestato interesse erano però 4; manca all’appello un altro fondo, One equity, e il gruppo industriale cinese Tsingshan. Quest’ultimo potrebbe aver presentato un’offerta non vincolante. Tutte le offerte pervenute riguarderebbero gli impianti di viale Brin con l’esclusione del Tubificio.

La parola dovrebbe ora passare ad Outokumpu che aveva già fatto sapere di ritenere prioritaria l’offerta economica. Secondo le analisi di qualche settimana fa, dalla vendita la multinazionale finlandese dovrebbe realizzare circa 500 milioni di euro. I sindacati ternani sperano invece di far parte in qualche modo della partita auspicando di poter prendere visione quanto prima dei piani industriali.

Ieri una fonte industriale non meglio specificata, ha affermato all’agenza Reuters che “il consorzio guidato da Aperam è la migliore soluzione per il mercato europeo”. La stessa fonte ha parlato dei rischi avvertiti rispetto ai fondi di investimento privati: “In Italia c’è la convinzione che se un private equity prende l’impianto, le acciaierie saranno ridimensionate nel giro di 3 o 4 anni”.

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