Consiglieri d’opposizione denunciano conflitto d’interesse: ”Un dirigente Asm lavora con un’azienda concorrente”

0

Tornano a tuonare i consiglieri comunali d’opposizione Enrico Melasecche, Cinzia Fabrizi, Leo Venturi e Giovanni Cicioni. Questa volta in merito alla vicenda di un dirigente dell’Asm che, a detta degli esponenti di Udc, Lb e Terni Oltre, ricopre anche la carica di revisore dei conti.

Innanzitutto i consiglieri criticano la gestione delle società partecipate, come è il caso dell’Asm, che secondo loro “deve essere improntata alla massima trasparenza ed efficacia per renderle autonome da interessi di parte con l’obiettivo di farle diventare sempre più forti, competitive e redditizie a vantaggio dei propri dipendenti e dei ternani tutti che costituiscono di fatto gli azionisti di tali aziende mentre il Comune ha viceversa dovuto in questi anni ripianare perdite anche di svariati milioni e comunque ha dovuto rinunciare ad utili ingenti che analoghe società meglio gestite producono in altre città”.

In merito alla doppia vita lavorativa del dirigente, viene premesso che il soggetto in questione è stato rinviato a giudizio per mobbing dal Gup dopo lunghe indagini effettuate dalla Procura di Terni e che dopo la denuncia di fatti gravi nella gestione del personale Asm, tale soggetto continua comunque a ricoprire la carica di dirigente del personale nell’azienda.

Oltre a questo, lo stesso dirigente sembra essere stato autorizzato ad esercitare in contemporanea le funzioni di revisore dei conti presso la cooperativa Cosp Tecno Service, azienda che allo stesso tempo risulta “fornitrice di importantissimi quanto lucrativi servizi nei confronti dell’Asm, è una potenziale concorrente della stessa per l’assegnazione del prossimo bando dei rifiuti che l’Ati sta predisponendo, possa venire a conoscenza di dati riservatissimi dell’Asm contribuendo a determinare le strategie aziendali tramite il dirigente  che opera come professionista al servizio dell’impresa fornitrice e allo stesso tempo come concorrente del proprio datore di lavoro, trovandosi in un colossale conflitto di interessi tra pubblico e privato e tra diverse aziende, infine, per poter esercitare tutte queste funzioni dovrebbe avere il dono dell’ubiquità, in quanto presente in contemporanea durante l’orario di lavoro per adempiere ai propri obblighi come dirigente dell’ASM e come libero professionista altrove”.

A tal proposito Melasecche, Fabrizi, Venturi e Cicioni, con una interrogazione chiedono al sindaco se tutto ciò che è emerso corrisponda al vero. In caso di risposta affermativa, chiedono “quale pubblico amministratore, sindaco, presidente dell’Asm, ecc.., abbia mai autorizzato questa doppia vita lavorativa, per quali ragioni politiche sia avvenuto, a quali logiche e quali interessi risponda questa incresciosa situazione”.

CONDIVIDI