Montecchio, centrale biogas, Ranicchi: ”Il Comune ha agito rispettando normative”

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Pochi giorni fa è arrivato l’annuncio da parte della Albachiara Srl di rinunciare alla realizzazione della centrale biogas a Montecchio: decisione che ha messo fine a furibonde polemiche di consiglieri comunali e cittadini. Diatriba giunta fino in Senato, con un’interrogazione di senatori Idv ai ministri Clini e Barca. Ora il responsabile dell’Area-Tecnica del Comune di Montecchio, Giancarlo Ranicchi, additato come principale autore di un’operazione che avrebbe messo in pericolo la salute dei cittadini, si toglie qualche sassolino dalle scarpe.

Il responsabile dell’area tecnica snocciola una serie di normative e regolamenti spiegando come nella realizzazione della centrale a biogas il Comune non avesse praticamente voce in capitolo, dovendosi strettamente limitare ad applicare quanto prescritto dalla legge.

“La normativa – spiega Ranicchi – prevede che l’attivazione di simili impianti è sottoposta ad autorizzazione unica di competenza della Provincia, salvo che per le potenze impegnate inferiori ad un Mw la procedura da seguire è quella della P.A.S. (procedura abilitativa semplificata) chiaramente individuata nell’art. 6 del D.Lgs. n. 28/2011. Il progetto in esame è di potenza impegnata pari a 999 Kw. La P.A.S. si configura come un percorso in cui il richiedente l’insediamento comunica e dichiara al Comune la propria intenzione di procedere alla realizzazione di un impianto di biogas, ne attesta il possesso dei requisiti soggettivi e può allegare, qualora disponga della documentazione di riferimento, i pareri e le autorizzazioni di rito rilasciate da altre pubbliche amministrazioni. Funzione del Comune è esclusivamente quella della verifica di quanto dichiarato, del possesso delle previste autorizzazioni e pareri ed acquisirli d’ufficio qualora mancanti. Entro 30 giorni dal perfezionamento della comunicazione il richiedente ha titolo per iniziare i lavori”.

Insomma, le polemiche intorno al Comune e alla figura di Ranicchi sarebbero completamente ingiustificate, poiché il tecnico si è limitato ad applicare la stringente normativa, non avendo alcuna discrezionalità o potere decisionale. “La denunciata inerzia del Comune – dice ancora Ranicchi – nell’adozione di provvedimenti in autotutela è completamente priva di ogni fondamento, mancando nel caso di specie i presupposti giuridici per l’attivazione di tale istituto”.

Il responsabile dell’area tecnica del Comune di Montecchio spiega di essere intervenuto solo ora, “a qualche giorno dalla definizione delle problematiche sollevate dall’impianto di biogas in località Cordigliano, per riaffermare con toni di pacatezza e correttezza, prima preclusi, l’atteggiamento ed il percorso seguito”. Chi però ha “posto in essere comportamenti ingiuriosi ed infamanti sulle persone” afferma Ranicchi, sarà chiamato a risponderne “in altra sede”, evocando implicitamente il tribunale.

Il resto del comunicato è un insieme di leggi, commi e articoli che citati a supporto della propria tesi.

LE TAPPE DELLA VICENDA:

20/07/2012 – Interrogazione parlamentare dei senatori Idv ai ministri Clini e Barca http://www.ternioggi.it/centrale-biogas-montecchio-no-dei-senatori-idv-che-interrogano-i-ministri-clini-e-barca

24/07/2012 – Sì è svolta un’assemblea cittadina infuocata presso il comune di Montecchio con l’annuncio di una denuncia in Procura da parte del capogruppo di minoranza Idv, Giuseppe Laudi http://www.ternioggi.it/centrale-biogas-montecchio-assemblea-cittadina-infuocata-idv-pronta-alla-denuncia-in-procura

27/07/2012 – La centrale a biogas non si realizzerà più. La società appaltatrice si è ritirata dal progetto http://www.ternioggi.it/la-centrale-biogas-di-montecchio-non-si-fara-la-societa-appaltatrice-si-ritira-dal-progetto

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