Stroncone, arrestati 7 dipendenti del Comune per assenteismo

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auto-carabinieriQuesta mattina sono stati arrestati 7 dipendenti del Comune di Stroncone, in provincia di Terni. Devono rispondere di assenteismo nella pubblica amministrazione: secondo quanto ipotizzano gli investigatori, hanno messo in atto la tipica truffa del cartellino. Il reato ipotizzato è truffa aggravata continuata in concorso. Tutti quanti sono stati posti agli arresti domiciliari.

Si tratta di sette operai addetti alle manutenzioni che avevano messo in atto un accordo tra di loro per risultare presenti quando non lo erano. In particolare, timbravano il cartellino, qualcuno anche per i colleghi, poi si assentavano per l’intera mattinata o per tutto l’orario previsto, anche con l’auto di servizio, spesso per trattenersi al bar, fare la spesa o altre commissioni personali.

L’indagine iniziata alla fine dello scorso anno e coordinata dal pm Elisabetta Massini, è partita da un esposto presentato lo scorso ottobre dal sindaco di Stroncone, Alberto Falcini. I carabinieri hanno scoperto che un alcuni operai appartenenti all’autoparco dell’ente, i”n maniera collettiva e continuativa, timbravano vicendevolmente i cartellini del personale che entrava in ritardo, usciva in anticipo ed in alcuni casi era completamente assente dal servizio”.

Stroncone telecamera nascostaI carabinieri di Terni hanno messo in atto pedinamenti e utilizzato telecamere nascoste raccogliendo “prove fattuali chiare ed esaustive di condotte illecite inequivocabili” sulla base delle quali il giudice Maurizio Santoloci ha deciso di porre ai domiciliari i 7 indagati. Gli arrestati sono tutti uomini, 4 residenti a Terni, 2 a Stroncone e uno a Narni, con età compresa fra i 37 ed i 62 anni.

Spiegano i carabinieri che “la reiterazione e la tranquillità delle condotte illecite hanno ragionevolmente indotto a ritenere che le stesse costituissero normale modus operandi degli operai dell’autoparco che non si sono fatti minimamente intimidire dall’accesso dei Carabinieri in Comune per l’acquisizione di documentazione”.

Ha detto tra l’altro il colonnello Giovanni Capasso: “Colpisce la sfrontatezza di chi, evidentemente, per oltre 20 anni è stato abituato a comportarsi così”. Per i militari “la condotta registrata appare peraltro un vero sfregio e spregio verso il proprio fortunato ruolo di dipendente pubblico e costituisce un affronto nei confronti di chi, in questo momento, vive il dramma della disoccupazione”.

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