Terni, con inganno faceva firmare nuovi contratti di luce e gas: 23enne denunciato per tentata truffa

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poliziaBussava alla porta di cittadini residenti a Terni e, con trucchi e stratagemmi, li ingannava facendo firmare per nuovi contratti di luce e gas. Per questo motivo un cittadino italiano di 23 anni, di origini meridionali, è stato denunciato ieri dalla polizia per tentata truffa.

Il giovane si era presentato a vari residenti del quartiere di Borgo Rivo come operatore incaricato di una società di gas e luce, e cercava di convincere le persone a passare da una società all’altra, illustrando i vantaggi ottenuti nel cambio. Un normale lavoro di rappresentante o venditore. Con un cittadino, però, si è rivelato troppo pressante: gli ha chiesto di vedere le ultime bollette, ha detto che i costi erano davvero esorbitanti e per questo motivo avrebbe avuto diritto ad un rimborso. Nel frattempo, sempre con un atteggiamento di insistenza, gli ha fatto firmare il nuovo contratto con la società che rappresentava. Uscito il giovane di casa, l’uomo un po’ perplesso, ha telefonato alla sua vecchia società, la quale ha negato che egli avesse diritto a qualsiasi tipo di rimborso. Allora l’uomo è sceso di corsa in strada ed ha trovato il giovane alla fermata dell’autobus. Gli ha detto quanto riferito dalla società al telefono e il ragazzo, un po’ infastidito, ha preso il contratto sottoscritto poco prima e lo ha stracciato di fronte a lui. A quel punto l’uomo, visto l’anomalo comportamento del giovane, sicuramente poco professionale, ha richiesto l’intervento al 113 di una pattuglia della polizia la quale, successivamente, ha portato tutti in questura.

Dai successivi accertamenti, è stato appurato che il giovane era davvero incaricato da una società di luce e gas, realmente esistente, di reperire nuovi clienti, ma nella stessa giornata, sempre nello stesso quartiere, era passato anche da altri residenti, raccontando storie diverse, per indurli a sottoscrivere dei nuovi contratti, e lo stesso avevano fatto altri giovani, arrivati in città con lui.

Sono state sentite altre persone che hanno raccontato di come la firma del contratto era stata loro “estorta” con un altro stratagemma. Il giovane fermato (e in alcuni casi anche altri, che non sono stati rintracciati), diceva di lavorare per la stessa società di cui essi erano clienti, ma che, sottoscrivendo un nuovo vantaggiosissimo contratto, avrebbero risparmiato notevolmente. Per avvalorare le sue parole, faceva chiamare un call center alle stesse persone che, dopo aver ascoltato una voce registrata, dovevano rispondere ad alcune domande dell’operatore. Questa modalità di sottoscrizione si chiama “contratto vocale”, ed è un contratto a tutti gli effetti. Solo dopo, quando il giovane se ne era andato, leggendo bene i documenti, le persone si rendevano conto che il nome della società era diverso, non era quella di cui loro erano già clienti ma era quella per cui il ragazzo lavorava.

Il 23enne, quindi, è stato denunciato per tentata truffa e gli altri residenti hanno sporto querela, qualora dovessero ricevere un danno economico, sotto forma di costi più alti, dalla società con la quale hanno sottoscritto i nuovi contratti. Visto che non si tratta della prima volta che alcuni rappresentanti scorretti procurano grattacapi ai ternani, la questura di Terni invita a leggere attentamente tutta la documentazione presentata e di telefonare alla vecchia società per avere conferma di quanto raccontato, prima di firmare un nuovo contratto.

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