Terni, Crescimbeni a Di Girolamo: ”Sinistra becera e affaristica, fugge davanti a domande”

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Paolo-CrescimbeniIl prossimo 8 giugno a Terni si vota per il ballottaggio tra il candidato sindaco del centrosinistra, Leopoldo Di Girolamo, e il candidato del centrodestra, Paolo Crescimbeni. Da ieri i toni della campagna elettorale si sono alzati, in particolare con uno scontro tra Crescimbeni e il senatore del Pd Gianluca Rossi. Oggi il candidato del centrodestra replica duramente anche a Di Girolamo che ieri aveva dato al suo sfidante dell'”ex fascista” ed aveva annullato ogni faccia a faccia in programma.

Crescimbeni risponde accusando Di Girolamo di essere espressione di una “sinistra becera e affaristica”, di aver annullato i confronti pubblici solo perché non in grado di rispondere a domande scomode e di aver prodotto a Terni una enorme questione morale.

Il comunicato di Paolo Crescimbeni:

L’annunciata e gravissima decisione del candidato-sindaco Di Girolamo di annullare i faccia a faccia e i confronti pubblici già programmati è nient’altro che una fuga: un modo per sottrarsi ad argomenti per lui troppo imbarazzanti e a domande troppo scomode, tipo quelle già indirizzate al senatore Rossi e alle quali tutto lo stato maggiore del PD si è guardato bene dal fornire una risposta.

A conferma che abbiamo colto nel segno, Di Girolamo & C. si guardano bene dall’entrare nel merito. E questa sinistra becera e affaristica che imperversa nella conca – e non ha niente a che spartire neanche con Matteo Renzi (del quale infatti i ‘democratici’ ternani sono stati acerrimi nemici fino all’altro ieri) – si trincera dietro al peggior repertorio dei luoghi comuni: sciorinando pseudo-argomenti vecchi come il cucco, che con la “rotonda Berrettini” (come tutti i ternani chiamano lo svincolo di fronte alla multisala di vocabolo Fiori) non hanno niente a che vedere…

Se li seguissimo su questo terreno, dovremmo dargli del “post-comunisti” e via dicendo. Se li seguissimo su questo terreno, dovremmo imputargli a buon diritto di essere, a scelta, eredi di Baffone o compagni di merende di questo o quello…

Ma tutto ciò non ci interessa e non interessa a nessuno. A noi preme soltanto fare chiarezza su quel ‘sistema-Terni’ che vive e prolifera nella stessa omertà che oggi cuce le bocche della sinistra ternana. E induce Di Girolamo a sottrarsi al confronto, dopo l’autogoal del suo senatore Rossi: così male informato, da credere davvero di potermi prendere in castagna sulla faccenda di una massoneria alla quale non appartengo. Così auto-convinto che qualcuno possa ancora credere alla favola della presunta superiorità morale della sinistra, da pretendere che i ternani possano veramente ignorare che a Terni la questione morale, per merito di Di Girolamo & C., è una vera e propria emergenza, da soffocare imprese e professionisti e gettare gravi ombre sull’uso del denaro pubblico. La sedia che Di Girolamo lascerà vuota ai faccia a faccia, e ai confronti pubblici in vista del ballottaggio, ne è la prova più eloquente”.

CECCONI FDI Una replica a Di Girolamo arriva anche dal coordinatore comunale di Fratelli d’Italia, che siederà nel prossimo Consiglio comunale di Terni, Marco Celestino Cecconi.

Questo il suo comunicato:

“Anziché sentirgli tirare in causa nientemeno che Alemanno (che con Terni c’entra proprio un emerito nulla) da Di Girolamo sindaco uscente abbiamo legittimo motivo di pretendere risposte di dettaglio sulle questioni ternanissime di appalti, varianti e incarichi che sono state sollevate. Anziché vederlo giocare al gioco dei quattro cantoni (destra, sinistra e via così) dal sindaco uscente abbiamo legittimo motivo di pretendere che si esponga a quel confronto democratico al quale invece ha deciso di sottrarsi, dopo la buccia di banana sulla quale è scivolato il senatore Rossi.

La verità è che, come dice la canzone, ‘la verità gli fa male’ e, beccati con le mani nel barattolo della marmellata, i massimi esponenti della sinistra ternana (nemica di Renzi) preferiscono come sempre cercare di tirarne le schegge in frantumi in faccia all’avversario. Ma non si facciano illusioni: scappare o parlare d’altro è la massima ammissione di colpevolezza. E questo ai ternani non sfuggirà”.

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