Terni, due strozzini ternani arrestati: prestiti a tassi fino al 440% ad almeno 11 commercianti e artigiani

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Investiti in pieno dalla crisi economica, si sono ritrovati pieni di debiti, rifiutati dalle banche e apparentemente senza vie d’uscita. La disperazione ha fatto cadere tanti commercianti e artigiani nella rete di due strozzini ternani che prestavano denaro a tassi di interesse annui che arrivavano fino al 445%. Le indagini dei carabinieri hanno permesso di smantellare il giro di usura, arrestare i due responsabili e sanzionare altre due persone che aiutavano gli strozzini.

A finire in manette un pensionato, ex imprenditore nel campo dell’edilizia, di 75 anni, considerato il capo del gruppo, e un suo stretto collaboratore, un ex commerciante nel settore dell’abbigliamento di 66, entrambi ternani. E’ stato invece disposto il divieto di dimora e di ritorno a Terni nei confronti di un 40enne originario di Roma e di un 56enne di Foligno. Questi ultimi sono contemporaneamente autori e vittime del reato di usura, in quanto inizialmente costretti a ricorrere ai prestiti del 75enne, avrebbero poi a loro volta individuato e attratto nel giro di usura altri commercianti per garantirsi il favore dell’uomo e le dilazioni nei pagamenti.

L’indagine denominata “Uomo nero” – è stato spiegato dal procuratore capo della Repubblica di Terni facente funzioni Barbara Mazzullo e dal comandante dei carabinieri di Amelia Michele Basilio – era stata avviata nel 2009 dopo la denuncia di un commerciante di Amelia, che aveva chiesto un prestito iniziale di 9mila euro al 75enne e che gli aveva poi corrisposto interessi mensili del 5%, sino a un esborso di circa 23mila euro, con interessi annui del 72%. Da quella denuncia, attraverso intercettazioni, testimonianze, accertamenti bancari e sequestri di documenti, è stata ricostruita l’attività: le vittime dovevano pagare interessi che andavano dal 5 al 10% mensili, oscillando da una media annua del 60% fino ad un massimo del 445% dell’importo iniziale.

Almeno undici le vittime tra commercianti e artigiani. Tra loro sono stati individuati un commerciante ambulante, un ristoratore e un panettiere di Terni, il titolare di un negozio di abbigliamento di Roma, una coppia di tappezzieri perugini, il titolare di un negozio di abbigliamento di Todi, un commerciante di Umbertide, un ferramenta della provincia di Perugia, oltre al 40enne romano, titolare di un negozio di abbigliamento nel Tuderte e al folignate, artigiano nel settore delle confezioni.

Nell’abitazione del 75enne sono stati sequestrati diari e agende nei quali venivano riportate dettagliatamente le somme corrisposte dalle vittime. Vittime che venivano minacciate, intimorite e soggiogate anche vantando amicizie e collegamenti con personalità criminali.

“L’attività dei carabinieri – ha commentato la Mazzullo – è stata encomiabile, perché un fenomeno come quello dell’usura, mai come in questo momento fortemente incrementato, è tanto diffuso e endemico quanto difficile da dimostrare, a causa del clima di paura e silenzio delle vittime”. Per questo gli inquirenti non escludono che il numero dei commercianti e degli artigiani finiti nel giro sia “molto più alto”.

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