Terni, iniziato processo per truffa ”protesi d’oro”: tre dipendenti Asl accusati di maxi-danno erariale

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corte-dei-contiQuesta mattina è iniziato il processo presso la Corte dei conti dell’Umbria nei confronti di tre dipendenti della ex Asl n.4 di Terni, considerati dall’accusa gli autori della truffa denominata “protesi d’oro”. I tre avrebbero causato un maxi-danno erariale all’azienda sanitaria locale: si parla di oltre 500 mila euro. La magistratura contabile farà ora il proprio corso mentre dal punto di vista penale, tutti i reati contestati ai tre sono già caduti in prescrizione nel 2011.

A conclusione delle indagini eseguite dalla guardia di finanza, la Procura contabile ha ipotizzato non solo l’ingente danno patrimoniale ma anche il danno all’immagine della Asl: a doverne rispondere sono il responsabile del settore protesi, il medico specialista prescrittore e una dipendente amministrativo. Tra il 2001 e il 2003, i tre avrebbero deliberato, attraverso pratiche fittizie, l’erogazione di contributi per acquistare materiale sanitario, come busti, carrozzelle e protesi varie, a nome di pazienti che non ne avevano bisogno o addirittura deceduti.

Secondo le indagini delle fiamme gialle, terminate nel 2006, le prestazioni di assistenza protesica – erogabili a carico del Servizio Sanitario Nazionale – erano di fatto controllate dall’impiegata che, oltre a facilitare l’erogazione di quanto richiesto dai pazienti, indirizzava gli assistiti verso determinate Sanitarie (le quali a loro volta, in cambio, cedevano alla dipendente sia regalie varie che denaro).

Per l’accusa ci sarebbero centinaia di irregolarità. La guardia di finanza ha contestato firme false, codici di prodotti diversi rispetto a quelli inizialmente prescritti, assenza della diagnosi di prescrizione medica o firma dello specialista prescrittore. Ora l’accusa chiede che il danno da oltre mezzo milione di euro sia risarcito.

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