Terni, Macroregione, Unione Civica: “No a Perugia baricentro”. Lega: “Svenduti a Toscana”

0

MacroregioneTorna d’attualità il discorso relativo alla macroregione che a breve farà di fatto scomparire l’Umbria dal panorama.  Lo scontro politico è fra due posizioni, quella che sostiene la macroregione Centrale (Marche, Umbria, Toscana) e quella a favore di quella Appenninica (Toscana, Umbria e Provincia di Viterbo) scaturita dal DDL Ranucci-Morassut stimolato del Governo.

La posizione del governo regionale in questo senso sembra prendere la strada della prima, con l’accordo stretto in queste ore con Toscana e Marche ed immediatamente arrivano attacchi frontali a quella che sembra essere una scelta già decisa. Unione Civica per Terni e Lega Nord, ciascuna per proprio conto, alzano la voce, esprimendo contrarietà.

UNIONE CIVICA – L’Unione Civica per Terni sottolinea di essere nettamente contraria perché questa scelta “è fortemente penalizzante per il territorio ternano, e promossa con l’unico scopo di perpetuare le rendite di posizione politiche e gli schemi di potere consolidatisi in decenni di regionalismo. Guardando alla proposta con gli occhi del territorio e della cittadinanza ternana, che noi come Unione Civica per Terni ci siamo ripromessi di difendere, va detto che questa ipotesi è totalmente irrazionale oltre che, ancora una volta, penalizzante per il territorio ternano. Le tre regioni (Marche Umbria e Toscana) sono logisticamente molto distanti, la contiguità dei confini non è significativa se si pensa che il confine fra Marche e Umbria è costituito dall’Appennino e che i collegamenti stradali e ferroviari sono precari. A pensar male verrebbe da chiedersi se questa proposta non abbia ancora una volta come fine quello di rendere Perugia baricentrica rispetto alla nuova realtà regionale relegando ancora una volta Terni a periferia estrema. (…). Perugia sta tentando con ogni mezzo di far passare l’idea che Terni dovrà continuare a guardare verso l’attuale capoluogo di Regione per tutte le sue scelte politiche, culturali ed economiche demandando a Perugia la rappresentanza dell’Umbria nella nuova macroregione Centrale (dove naturalmente Perugia stessa si candiderebbe al ruolo di capoluogo), quasi a voler costituire una sorta di macro-provincia perugina. Viceversa l’ipotesi in campo della Regione Appenninica, alla quale a nostro avviso andrebbero aggiunte Rieti e Civitavecchia, costituirebbe uno scenario foriero di un nuovo sviluppo per il nostro territorio. L’assenza infatti di grandi città (Firenze e Roma avrebbero lo status di città metropolitane) e una popolazione diffusa sul territorio, con 2 centri di attrazione contigui alla futura macroregione, Roma e Firenze, creerebbero le condizioni per un addensamento dei servizi offerti in prossimità di queste 2 aree metropolitane. Arezzo Siena, Prato Pistoia Lucca, Pisa e Livorno graviterebbero intorno all’attuale capoluogo toscano a formare un agglomerato di 3 milioni di abitanti, mentre l’asse Civiter (Civitavecchia, Viterbo, Terni e Rieti) rappresenterebbe il corridoio nord dell’area metropolitana di Roma. Sarebbe costituito dalle Province di Terni, Rieti, Viterbo, con l’aggiunta del territorio Spoletino, della Valnerina e del territorio che gravita su Civitavecchia. Un comprensorio di 850.000 abitanti con vocazione industriale, di connessione logistica e scambio merci e persone, cerniera fra la capitale e la macroregione Appenninica (…). Già da qualche mese ai più alti livelli della politica regionale umbra si ascoltano slogan che richiamano ad un’unità dell’Umbria nella nuova macroregione. Deve essere chiaro invece che nelle nuove macroregioni l’Umbria non esisterà più. Ognuno per la sua strada. Terni dovrà farsi trovare pronta per cavalcare con cognizione di causa e con programmi già definiti l’ipotesi del policentrismo e dell’asse Civiter. Si gioca qui il futuro del nostro territorio”.

LEGA NORD – “Mentre la Marini è a Bruxelles per svendere l’Umbria alla Toscana, il nostro territorio reclama attenzione. La morte annunciata della polizia provinciale è solo l’ennesimo fallimento in capo alla giunta Marini”, scrivono i consiglieri regionali Fiorini e Mancini. “In ottica di Macroregione-  dicono i due leghisti – la prossima settimana a Perugia ci sarà un pranzo di lavoro tra i Presidenti dei tre consigli regionali nel frattempo, però a Perugia e a Terni abbiamo una Polizia Provinciale sensibilmente ridimensionata nell’organico e nel servizio e a rimetterci sono sempre i cittadini. Il mancato interesse di questa Giunta alla questione è riscontrabile anche nel fatto che l’argomento non sia stato affrontato in Consiglio Regionale. Quello della Polizia provinciale è un patrimonio da salvaguardare, si tratta di personale altamente qualificato da impiegare con convinzione in ruoli importanti in termini di sicurezza e controllo a partire dall’ambiente. Allo stesso modo lasciare sguarnito, in termini di vigilanza, il settore venatorio è una follia che poteva venire in mente solo all’assessore Cecchini, perché sono 28 mila le licenze di caccia in atto. Tanti problemi che si potevano tradurre in un risparmio reale e che invece con la riforma Del Rio, una minore spesa in provincia diventa una maggiore in Regione”

CONDIVIDI