Terni, percolato, 20 rinvii a giudizio: c’è anche il sindaco Di Girolamo

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Sono in 20, tra assessori, ex assessori, dirigenti ed il sindaco Leopoldo Di Girolamo ad essere stati rinviati a giudizio. Questo quanto deciso dal giudice per le udienze preliminari Federio Bona Galvagno, che ha accolto la richiesta del pubblico ministero Raffaele Iannella in merito all’inchiesta sullo smaltimento del percolato dell’ex discarica comunale di Valle (qui Terni Oggi aveva dato conto della vicenda nel 2014).

Secondo la procura, la procedura di affidamento dello smaltimento dei rifiuti della discarica nel periodo compreso tra il 2009 e il 2015 avrebbe aggirato le norme di evidenza pubblica, grazie ad un frazionamento degli importi sotto soglia e garantendosi così la possibilità di procedere tramite affidamento diretto. Questo avveniva sfruttando il requisito dell’urgenza mentre, secondo il PM, il procedimento doveva avere un carattere continuativo ed unitario.

Oltre al sindaco sono stati rinviati a giudizio alcuni degli attuali e degli ex assessori Bencivenga, Paci, Fabrini, Piermatti, Fabbri, Ricci, Malatesta, Bartolini, Bucari, Guerra, Giacchetti, Andreani, Falchetti, Riccardi, Armillei e Tedeschi, insieme ai dirigenti Galli, Fattore e Sdogati, con quest’ultimo che ha potuto beneficiare della prescrizione per 3 dei 5 capi d’accusa.

Immediato l’intervento del consigliere De Luca (M5S) che torna come ormai consuetudine ad invocare le dimissioni, questa volta tirando in ballo il codice etico del PD stesso e minacciando di scrivere all’ex presidente del consiglio Renzi: “L’art.5 comma 1 lettera a) e comma 5 del codice afferma, infatti, che in caso di “emesso decreto che dispone il giudizio”, facendo riferimento quindi al rinvio a giudizio a conclusione dell’udienza preliminare, “…i titolari di incarichi all’interno del partito, ovvero il personale di nomina politica, rassegnano le dimissioni dal relativo incarico. Invitiamo quindi i democratici ternani ad essere coerenti con se stessi facendo il favore, a noi ternani ed alla loro persona, di andarsene prima che il consiglio comunale venga sciolto dal Prefetto. Nel caso in cui, così come ci aspettiamo, la compagnia del dissesto intenda andare avanti in questa missione suicida scriveremo comunque a Renzi per chiedere il commissariamento del Partito Democratico ternano”.

A De Luca fa seguito Melasecche (I love Terni), che sempre in modo critico attacca il PD sul piano politico: “Attendo come sempre che si pronunci la Magistratura, ritengo che responsabilità ed anche gravi ci siano, soprattutto in capo a chi, dirigenza politica, avrebbe potuto e dovuto realizzare un impianto di depurazione che avrebbe risolto il problema spendendo molto ma molto meno, facendo nel contempo mancare le risorse per l’impianto, con un danno economico per la città milionario”

La prossima udienza è fissata per il 12 Marzo 2018.

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