Aci: ”I nuovi autovelox servono più a fare cassa che a ridurre incidentalità”

Gli autovelox installati in via Alfonsine e in viale dello Stadio servono più a fare cassa che a garantire la sicurezza stradale. A dire quello che pensano in molti stavolta è l’Automobile Club di Terni. Nel corso di una conferenza stampa che si è svolta stamattina il direttore dell’Aci Raffaele Ferriello e il presidente Mario Bartolini hanno elencato una serie di osservazioni sul posizionamento delle postazioni di controllo della velocità, deciso da Palazzo Spada in base al decreto prefettizio che lo ha autorizzato. La conclusione è che i due apparecchi rispondano più “a un’esigenza di cassa che a una riduzione dell’incidentalità”.

Secondo Ferriello “le strade sulle quali sono posizionati gli autovelox, in base alle loro caratteristiche, potrebbero essere individuate come strade urbane di quartiere, sulle quali non è possibile collocare postazioni di controllo fisse”. Per sciogliere questo dubbio formale, che potrebbe portare all’illegittimità dei verbali finora emessi, l’Aci ha chiesto di visionare la cartografia tecnica comunale. Ferriello ha sottolineato inoltre che “gli apparecchi sono posizionati a metà dei rettilinei piuttosto che nell’approssimarsi delle aree di incrocio, rotonde o curve, dove invece potrebbero avere maggiori effetti di riduzione dell’incidentalità”.

Ferriello ha sottolineato inoltre che “gli apparecchi sono posizionati a metà dei rettilinei piuttosto che nell’approssimarsi delle aree di incrocio, rotonde o curve, dove invece potrebbero avere maggiori effetti di riduzione dell’incidentalità”. I responsabili dell’Aci hanno infine evidenziato che, al contrario di quanto previsto dalla direttiva Maroni in materia, “in sede di valutazione preventiva dell’installazione degli apparecchi, l’amministrazione non ha coinvolto la conferenza permanente per la sicurezza stradale né la stessa Aci”.

Tutte queste osservazioni saranno illustrate all’assessore comunale alla Viabilità Luigi Bencivenga nel corso di un incontro che si svolgerà il 10 aprile prossimo. “Le modalità di applicazione della direttiva Maroni e del decreto prefettizio – è stato detto ancora – lasciano forti perplessità circa la coerenza con la logica, sottesa alle stesse, dell’azione di contrasto mirato all’incidentalità stradale”. Ferriello e Bartolini hanno spiegato che “dopo pochi mesi degli oltre 15.000 verbali emessi per eccesso di velocità oltre l’85% riguarda casi in cui si oltrepassa il limite di meno di 10 km/h”.

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