Area di crisi complessa, i Consigli di Terni e Narni approvano atto, Regione avvierà iter

Oggi pomeriggio a palazzo Spada si è svolta una seduta congiunta tra i consigli comunali di Terni e Narni, sul tema del riconoscimento dell’area di crisi complessa. Al termine entrambi gli organi hanno approvato un atto di indirizzo che impegna le rispettive Giunte ad attivarsi nei confronti della Regione affinché avvii l’iter per il riconoscimento dell’area di crisi complessa che potrebbe garantire risorse per la riqualificazione industriale del territorio. La presidente dell’Umbria Catiuscia Marini, presente alla seduta, ha garantito che avvierà in breve tempo le procedure con il Governo. Nel corso del dibattito non è mancato un piccolo momento di tensione con una persona che ha più volte insultato prima un consigliere comunale del M5S, e poi Marini (più in basso il video).

DI GIROLAMO Intervenendo in apertura, il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo, ha definito l’occasione di oggi “una tappa importante nella storia del nostro territorio. Condividiamo con Narni un obiettivo al termine di un percorso né semplice, né breve che ci ha fatto discutere in diverse sedi se fosse utile o meno lo strumento dell’area di crisi complessa. Il tempo è servito per chiarirci e per approfondire le questioni. Con Narni abbiamo cercato di costruire delle politiche e dei percorsi comuni in molti settori, anche in quelli più avanzati dei servizi alle imprese e alle persone, attraverso smart city con il sostegno della Regione”.

“Il nostro obiettivo – ha detto ancora il sindaco Di Girolamo – è la creazione di un vero e proprio distretto industriale innovativo nel nostro territorio, sapendo che non sono più attivi strumenti di concertazione come gli accordi di programma e i patti di territorio, ma utilizzando lo strumento messo a disposizione dalla legge 134, quello dell’area di crisi complessa. Crediamo che ci siano tutti gli elementi per stare dentro questo percorso che può aprire una nuova stagione di sviluppo per Terni, Narni e l’Umbria”.

RAPPRESENTANTI DI CATEGORIA Dopo gli interventi istituzionali dei presidenti dei consigli comunali Mascio e Latini e dei sindaci di Terni e Narni Di Girolamo e De Rebotti, è stato lasciato spazio ai rappresentanti delle categorie. Dai banchi normalmente riservati alla Giunta di Palazzo Spada, hanno parlato i rappresentanti di Confindustria Antonio Alunni (“Dobbiamo ricreare le condizioni per iniziare a fare impresa”), di Federmanager Gustavo Brascugli che ha messo in evidenza soprattutto la complessità della situazione nel settore energia con la vendita di EOn, della Camera di Commercio di Terni Giuseppe Malvetani, di Confimpresa Riccardo Ruggeri, della CNA Gianluca Bellavigna, di Confartigianato Michele Medori (“E’ importante fare rete, creare sinergie”), di Coldiretti Massimo Manni (“Occorre prendere in considerazione e valutare ogni strumento”), di Confcommercio Paolo Cianfoni.

SINDACATI E’ stata poi la volta dei sindacati con Tasso della Cisl che ha detto di sperare che “da oggi si passi dalle parole ai fatti e si è espresso in favore dell’area di crisi complessa, ma solo se porta vantaggi reali al territorio” e ha fatto notare l’assenza di rappresentanti del settore creditizio. Alessandro Rampiconi, Cgil, ha fatto riferimento alla “necessità di un’analisi del tessuto sociale ed economico del territorio e ha detto che occorre coniugare vocazione industriale e salvaguardia dell’ambiente”. Daniele Francescangeli, Ugl, ha rimarcato che “l’area di crisi complessa a Piombino non ha portato grossi benefici per lavoratori e l’indotto”.

INSULTI E MINACCE Subito dopo sono iniziati gli interventi dei rappresentanti dei gruppi consiliari di Terni e Narni. Ad un certo punto è entrato un uomo che si è mostrato subito piuttosto agitato. E’ stato avvicinato da agenti della polizia ma questo non è bastato a calmarlo. Ad un certo punto si è messo ad urlare contro il consigliere che in quel momento aveva la parola, Thomas De Luca del Movimento 5 Stelle. E’ stato accompagnato alla porta ma poi è rientrato e, diversi minuti dopo, ha lanciato insulti anche alla presidente Marini.

M5S In una nota il Movimento 5 Stelle ha lamentato la non ammissione al dibattito delle associazioni ambientaliste: “Il consiglio di oggi è frutto di una richiesta del gruppo consiliare del M5S, ma né il sindaco, né il presidente Mascio lo hanno ricordato. L’atto da noi depositato in corso di seduta il 2 febbraio 2015 richiedeva la convocazione degli ‘stati generali dell’industria e della piccola e media impresa’. La maggioranza ha scelto di cogliere questa occasione come opportunità di propaganda anche se a più di sei mesi dall’approvazione ancora nulla è stato fatto fino ad oggi. Dal canto nostro – prosegue la nota – crediamo che alcuni degli interventi delle forze economiche e sociali siano stati in parte produttivi e interessanti, nonostante questo pensiamo che servano soggetti preparati e capaci di cogliere questa nuova occasione di sviluppo, affinché non si compiano oggi gli stessi errori del passato. Ci duole constatare come le associazioni ambientaliste siano state tenute fuori nonostante fossero presenti nella nostre richieste, in quanto la sostenibilità ambientale delle aziende rappresenta una nuova componente dello sviluppo economico. A livello nazionale così come a livello locale il M5S crede che gli spazi di dibattito, soprattutto su questioni come questa, vadano aperti favorendo la partecipazione delle migliori energie della società civile”.

MARINI Al termine del dibattito, prima del voto dell’atto di indirizzo, ha preso la parola la presidente dell’Umbria Marini che ha affermato: “Mettere al centro la ripartenza economica e lo sviluppo di un territorio colpito dalla crisi economica, anche nel cuore del proprio assetto industriale. E il riconoscimento di area di complessa dovrà rappresentare lo strumento attraverso il quale le istituzioni, sia locali che nazionali, ed anche il sistema economico nel suo complesso, dovranno sostenere insieme questo processo di ripresa economica”.

Per Marini “l’area di crisi complessa non è un obiettivo o una opportunità, ma uno strumento di politica industriale che viene messo a disposizione degli enti territoriali laddove siamo in presenza di una crisi profonda del settore industriale che non può essere gestita con le risorse, gli strumenti e le politiche ordinarie”. Secondo la presidente dell’Umbria “è quindi sbagliato ritenere l’area di crisi complessa un mero strumento di utilizzo di risorse nazionali” perché centrale sarà “l’elaborazione di un progetto di riqualificazione, riconversione industriale e di politiche di sviluppo mirato”. Dovranno quindi essere messe in rete, ha continuato la Marini, “sia le azioni distinte che già la Regione mette in campo con risorse proprie, sia quelle innovative e aggiuntive con la collaborazione di soggetti privati e istituzionali, in primis il Governo”.

Nello specifico, ha spiegato ancora, la Regione ha già previsto nell’ambito della programmazione di Por, Fse e Fesr e grazie anche ad altri strumenti circa 27 milioni di euro, oltre a quelli programmati in ambito infrastrutturale. Quest’ultimo settore, nell’ambito dell’accordo di programma, potrà prevedere specifici interventi strettamente finalizzati allo sviluppo di progetti industriali, programmi di bonifica e attivazione di interconnessioni viarie e ferroviarie. “Infine – ha concluso Marini – come Regione riteniamo che il territorio interessato dovrà comprendere, oltre all’area dei comuni di Terni e Narni, anche quelle di San Gemini e Stroncone”.

Marini a margine dell’assemblea ha poi garantito che la Giunta regionale avvierà a breve il confronto con il Governo per il riconoscimento di area di crisi complessa per Terni e Narni ed ha evidenziato il primo passo fatto oggi grazie “all’unità di intenti delle istituzioni interessate”.

ATTO DI INDIRIZZO I Consigli comunali di Terni e Narni hanno esaminato un atto d’indirizzo comune, che era stato illustrato dal presidente del gruppo del Pd Andrea Cavicchioli, sul riconoscimento dell’area di crisi complessa che è poi stato approvato da entrambi. Con l’atto, i Consigli di Terni e di Narni impegnano i rispettivi sindaci e Giunte a “ad attivarsi con immediatezza nei confronti della Regione dell’Umbria, soggetto preposto secondo la normativa applicabile, per la presentazione al Mise dell’istanza per il riconoscimento di Area di Crisi Industriale Complessa per il territorio di Terni e Narni, con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati e l’individuazione dei riferimenti operativi e dei supporti tecnici idonei”.

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