Ast, dimissioni Pucci e nuovo ad: commenti e reazioni. Corteo dei lavoratori

Ciò che si teme è che le dimissioni dell’amministratore delegato di Ast, Marco Pucci, siano legate ad un piano industriale “lacrime e sangue” calato dall’alto da Thyssenkrupp e che il manager potrebbe non aver voluto accettare. Una preoccupazione espressa oggi anche dai lavoratori, in occasione dello sciopero di tre ore e del corteo cui hanno preso parte un centinaio di dipendenti. Intanto dal mondo politico arrivano le prime reazioni ed i primi commenti all’inaspettato cambio al vertice delle acciaierie ternane con il ruolo di amministratore delegato passato a Lucia Morselli. 

Intorno alle 15 il corteo sindacale si è mosso dalle portinerie di viale Brin dello stabilimento per poi giungere in Comune, dove era in corso il Consiglio comunale e dove i consiglieri, la Giunta e il sindaco hanno ricevuto una delegazione delle Rsu di Ast. Al termine della riunione, che si è svolta nella sala della maggioranza alla presenza del sindaco, di rappresentanti della giunta, è stato elaborato un atto d’indirizzo unitario che poi l’assemblea ha approvato all’unanimità.

“Il Consiglio comunale di Terni – si legge nel testo dell’atto d’indirizzo – dopo l’incontro intervenuto fra il sindaco, i capigruppo consiliari, la Rsu di Ast e le rappresentanze sindacali, in ordine alla necessità di riprendere con determinazione e rapidità l’iniziativa politico-istituzionale per il futuro dell’Ast, patrimonio dell’industria nazionale ed europea, confermando la piattaforma unitaria per l’assoluta necessità della salvaguardia delle produzioni e dei volumi, nonché dell’unitarietà ed integrità del sito e dei livelli occupazionali, pur nel rispetto dei ruoli, esprime forte preoccupazione per le vicende societarie e per l’incertezza sul piano industriale nonché per l’assenza di interlocuzione in proposito; ritiene indispensabile una formale e sostanziale attivazione del sindaco nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri per la convocazione del tavolo permanente già attivato presso la Presidenza del Consiglio, con la partecipazione delle rappresentanze sindacali, per un confronto con la Thyssen Krupp e i manager di AST, per l’illustrazione delle linee di piano e le doverose determinazioni; analoga iniziativa va adottata nei confronti degli organismi dell’UE, tenendo anche conto dei precedenti deliberati; in questo contesto il Consiglio ribadisce la necessità del mantenimento degli impegni delle istituzioni preposte per il completamento della Orte-Civitavecchia e per la questione energetica nell’ambito delle politiche di settore del Governo, per garantire la migliore competitività del sito e della logistica che lo interessa”.

Sciopero e corteo erano stati programmati da diversi giorni per chiedere un accelerazione nel confronto con Tk in merito al futuro delle acciaierie ternane ma sono finiti per coincidere esattamente con il giorno delle dimissioni di Pucci. Un fatto inaspettato che ha ulteriormente allarmato lavoratori e sindacati. Tra le ipotesi infatti c’è quella che vorrebbe le dimissioni del manager legate alla presunta volontà della multinazionale tedesca di chiudere una linea a caldo con la conseguente perdita di posti di lavoro (il piano industriale dovrebbe essere presentato a metà luglio). Rsu e sindacati temono seriamente un indebolimento del sito produttivo e chiedono subito chiarezza.

ROSSI Per quanto riguarda i commenti, il senatore del Pd, Gianluca Rossi, ha affermato: “”Il Polo siderurgico ternano ha bisogno di certezze sia sul piano del management, sia su quello industriale, sia sugli assetti proprietari. Il cambio al vertice, senza entrare nella sfera decisionale della multinazionale e delle singole persone, stupisce e preoccupa”. Rossi sollecita inoltre “l’immediato coinvolgimento della Presidenza del Consiglio dei ministri, al fine di fare chiarezza definitiva”.

PAPARELLI Questa invece la posizione dell’assessore regionale Fabio Paparelli: “Le dimissioni di Marco Pucci dalla carica di amministratore delegato della Tk-Ast stupiscono e preoccupano, tanto più perché rassegnate a ridosso della presentazione del nuovo piano industriale dell’azienda dal quale i lavoratori, e con loro le istituzioni e le forze sociali, attendono un segnale concreto per il rilancio del comparto ternano dell’acciaio”.

NEVI Il capogruppo regionale di Forza Italia, Raffaele Nevi, sostiene che “in un momento particolarmente delicato, le dimissioni di Marco Pucci, di cui tutti noi avevamo la massima stima, fanno nascere grandi preoccupazioni visto che, come abbiamo più volte ripetuto, l’Ast è il motore economico non solo dell’Umbria intera ma di un pezzo importante dell’industria siderurgica italiana”.

MARINI La presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, ha affermato: “La comunicazione irrituale pervenuta alle istituzioni locali unicamente attraverso il comunicato ‘di informazione per la stampa’ di Thyssenkrupp circa la decisione della assemblea degli azionisti di accogliere la richiesta di dimissioni dell’ingegner Marco Pucci e la contemporanea nomina della dottoressa Lucia Morselli nelle funzioni di amministratore delegato, ci preoccupa fortemente e fa presagire l’apertura di una fase complessa soprattutto in merito al prossimo piano industriale”.

“Nell’ultimo incontro tenutosi a Palazzo Chigi il quattro giugno, alla presenza del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Del Rio e del vice ministro De Vincenti, Joakim Limberg (ceo business area materiale service a) – ricorda Marini – aveva ribadito l’impegno a presentare il piano industriale mantenendo anche un costante confronto con il Governo, le istituzioni locali, i lavoratori e le organizzazioni sindacali. L’unica sede nella quale sviluppare il confronto nel merito delle decisioni che gli azionisti di Ast stanno maturando in queste settimane – afferma Marini – è e rimane esclusivamente quella del Governo nazionale, in quanto la prospettiva industriale delle Acciaierie di Terni ed il futuro occupazionale rappresentano una vicenda di rilevante interesse nazionale, oltre che dell’Umbria e di Terni”.

“Nei prossimi giorni di intesa con il Sindaco di Terni e con il Presidente Della Provincia di Terni – rende noto la presidente Marini – convocherò una riunione del Tavolo regionale Enti locali, le organizzazioni sindacali e le rappresentanze dei lavoratori”.

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