Ast, manca gas argon: entrambi i forni restano spenti. Rsu critiche con l’azienda

Ieri entrambi i forni sono rimasti spenti nel reparto Acciaieria dell’Ast di Terni a causa di una carenza di argon, il gas nobile utilizzato nella produzione. In particolare il forno 5 è rimasto fermo fino alle 6 di stamattina, mentre il forno 4 è ancora spento e riprenderà a funzionare soltanto martedì prossimo.

A causare la fermata sarebbe la carenza, a livello europeo, del gas, dovuta alla chiusura dei tre principali impianti di distillazione e, contemporaneamente, alla riduzione (sempre su scala europea) del consumo dell’ossigeno, la cui produzione è a sua volta legata a quella dell’argon. La specificità del prodotto è inoltre tale per cui è difficile compensare una riduzione repentina, in quanto non vengono programmati grandi stoccaggi, piuttosto dispendiosi, mentre i contratti di fornitura sono rigidi e pluriennali. L’azienda, che importa l’argon dall’estero dai principali produttori, che si trovano in Austria, Germania e Repubblica Ceca, si sta comunque adoperando per rifornire al più presto gli impianti.

La problematica è stata affrontata nel corso di un incontro richiesto urgentemente alla dirigenza da parte della rsu. Durante la riunione, la rappresentanza sindacale unitaria ha contrastato “tutte le motivazioni apportate dalla direzione aziendale al punto da evidenziare tutte le inefficienze del sistema organizzativo attualmente in campo”. Secondo le rsu si tratta di “un’inaccettabile perdita di produzione e relativi profitti”. Vista l’eccezionalità dell’accaduto, la rsu ha chiesto e ottenuto la copertura totale di tutti i lavoratori tramite la cassa integrazione ordinaria con integrazione salariale e il vincolo della volontarietà per tutti coloro che ne possono usufruire.

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