Ast, i sindacati hanno deciso: sciopero fino a mercoledì, poi si torna gradualmente al lavoro

Questa mattina si è riunita la rappresentanza sindacale unitaria del gruppo Ast per valutare le modalità di mobilitazione: lo sciopero va avanti da oltre un mese e, dopo gli ultimi sviluppi della trattativa sul piano industriale, c’è chi chiede di rivedere la linea da seguire. Il confronto sarà molto articolato ed animato e potrebbe andare avanti per diverse ore.

Le rsu hanno deciso di riunirsi dopo l’assemblea dei lavoratori dei giorni scorsi nella quale sono emerse posizioni diverse tra i lavoratori su come proseguire l’agitazione. Diversi anche gli appelli di esponenti governativi a far riprendere l’attività dello stabilimento dopo i passi avanti registrati nel confronto tra azienda, sindacati e istituzioni in corso al ministero dello Sviluppo economico sul piano industriale dell’Ast. Soprattutto a pesare è l’appello dei lavoratori delle ditte esterne: sono loro che, con il fermo delle acciaierie, rischiano di più.

E proprio alcuni operai delle ditte esterne, come annunciato ieri, questa mattina hanno dato vita ad un’assemblea spontanea alla portineria Serra della fabbrica per chiedere di interrompere lo sciopero e tornare al lavoro. Poche le decine di lavoratori che hanno partecipato e che si sono confrontati con gli operai Ast in presidio (favorevoli a mantenere la linea dura). “Siamo qui solo per chiedere risposte ai nostri dubbi – ha detto un ragazzo all’assemblea – vogliamo dialogare, non creare spaccature. Vogliamo anche far sentire la nostra parola, noi lavoratori delle ditte esterne non possiamo essere abbandonati a noi stessi”. Alessandro Rampiconi, della segreteria della Cgil e responsabile del settore ditte esterne, ha commentato: “Questa sorta di auto convocazione è legittima, ma in questo momento non servono fughe in avanti di elementi che inquinano il dibattito tra i lavoratori e depotenziano il lavoro delle rsu, che proprio in questi momenti stanno discutendo anche su come rimodulare lo sciopero”.

Aggiornamento ore 15: Le Rsu hanno deciso: lo sciopero e i presidi vanno avanti fino a mercoledì – giorno del nuovo incontro al Mise – e poi sarà messa in atto una rimodulazione della protesta con un progressivo rientro al lavoro dei lavoratori. Il programma di rimodulazione della protesta sarà reso pubblico dai sindacati che, considerano comunque l’incontro al Mise decisivo per stabilire come proseguire la protesta.

Aggiornamento ore 17,30: In una nota congiunta le segreterie provinciali di Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Ugl spiegano le ragioni della loro decisione. In particolare viene spiegato che la scelta di rimodulare, da mercoledì, lo sciopero è avvenuta “non a seguito delle molteplici sollecitazioni di chi non è parte attiva di questo negoziato, ma ragionata esclusivamente dalle organizzazioni sindacali metalmeccaniche insieme alle rsu come atto di responsabilità rispetto alla ripresa del negoziato”.

Per i sindacati la decisione di non procedere a modifiche prima di mercoledì, giorno della ripresa della trattativa al ministero dello Sviluppo economico, è legata anche al “comunicato aziendale affisso alle portinerie” qualche notte fa. Considerato “elemento di disturbo e di ulteriore frizione tra i lavoratori manifestatosi nell’andamento della stessa assemblea di giovedì”.

Il negoziato, sottolineano le sigle, “dovrà avere come obiettivo quello di ottenere un esito di avanzamento o positivo, tenendo presente le posizioni che unitariamente le organizzazioni sindacali hanno più volte espresso al ministero dello Sviluppo economico”. Le rsu verificheranno l’andamento della trattativa “come elemento per poter ulteriormente modificare le azioni in essere”.

Intanto i sindacati hanno anche deciso un calendario potrà però subire delle variazioni sulla base della trattativa: l’attività delle acciaierie riprenderà mercoledì mattina alle 6 e solo in alcuni reparti. Nei giorni seguenti la ripresa del lavoro alle acciaierie di Terni avverrà progressivamente in tutti gli altri reparti. Secondo questo calendario, il lavoro tornerà a pieno regime il primo dicembre. Rimangono intanto attivi i presidi in uscita dalle portinerie, mentre viene sospeso quello in Comune.

Aggiornamento ore 18,30: La Cgil di Terni in una nota sostiene che il negoziato in corso per l’Ast “riguarda complessivamente il sito di Viale Brin, tanto è vero, che ad oggi, uno dei punti di non accordo riguarda la clausola di salvaguardia per il personale delle ditte terzi, richiesta fatta dalle organizzazioni sindacali e non accettata dalla controparte aziendale. In questo senso sono inutili e a volte dannose le fughe in avanti che vengono proposte da soggetti lontani dalla mobilitazione e soprattutto dagli interessi specifici dei lavoratori. La fallita assemblea degli autoconvocati di questa mattina va inserita in questo contesto. Poche unità di lavoratori che proponevano il rientro incondizionato hanno trovato una rilevanza numerica solo quando molti lavoratori dei presidi si sono avvicinati per contestare tale decisione”.

Secondo la Cgil la “straordinaria lotta che va avanti da oltre un mese, dove lavoratori diretti e indiretti, che stanno rinunciando al salario e presidiando giorno e notte le portinerie, hanno dato mandato al sindacato di proseguire nella mobilitazione e se necessario rimodulare la protesta per giungere ad un accordo che tuteli tutte le parti in causa”. Il sindacato e “tutte le categorie dei lavoratori dell’indotto rimangono ferme su questo mandato e sugli obiettivi che le assemblee ci hanno consegnato, a partire dalle decisioni che la rsu dell’Ast sta maturando in queste ore”.

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