Ast, stop a coltivazioni e allevamento a Prisciano: provvedimento arriva dopo anni di allarmi

Stop a coltivazioni ed allevamento di bestiame a Prisciano, nelle zone limitrofe allo stabilimento Ast ThyssenKrupp. Lo ha deciso oggi la Giunta comunale di Terni, con diversi anni di ritardo rispetto agli allarmi lanciati a più riprese da più soggetti relativamente al fenomeno battezzato “polveri di Prisciano” sul quale è in corso anche un’indagine della magistratura ordinata dal gip Maurizio Santoloci. La situazione di Prisciano è talmente critica che in un servizio del Tg3 nazionale era stata paragonata a quella della Terra dei fuochi mentre il Corriere della Sera aveva parlato di “neve velenosa che uccide”.

Di fronte a tutto questo, solo oggi la Giunta interviene con “un atto di indirizzo che prevede l’individuazione di alcune aree, suddivise funzionalmente, limitrofe allo stabilimento Thyssen Krupp Ast al fine di monitorare ulteriormente, unitamente alle Istituzioni competenti, i valori delle polveri sospese nell’aria derivanti dai processi di lavorazione nel parco scorie. Un approfondimento a seguito dell’emersione di alcune positività emerse nel precedente monitoraggio. L’atto prevede, altresì, il mandato al Sindaco per l’emanazione, in via cautelare, di un’ordinanza a tutela della salute pubblica per inibire la coltivazione e l’allevamento di bestiame all’aperto in una porzione del territorio di Prisciano. Il provvedimento è conseguente alla proposta formulata dall’Asl n. 2 con nota del 13 aprile 2016, per un’ordinanza atta a prevenire la contaminazione delle matrici animali e vegetali”.

Si tratta, spiega l’assessore all’ambiente Emilio Giacchetti, di un provvedimento cautelativo a tutela della salute pubblica e fa seguito alla proposta formulata dall’Asl n. 2 lo scorso 13 aprile: “Il provvedimento è stato già adottato in situazioni analoghe e noi lo continueremo ad adottare ogni qualvolta ce ne siano i presupposti. Il principio di precauzione è una linea guida della nostra attività amministrativa nell’interesse della tutela dei cittadini e del territorio”.

Principio di precauzione che arriva quindi a scoppio ritardato, per usare un eufemismo. Ed anche a singhiozzo: a tal proposito basta ricordare la precedente “analoga” ordinanza, quella che vieta le coltivazioni in terreni in cui sono stati interrati rifiuti pericolosi. In quell’occasione infatti è stato risparmiato dal divieto un vasto terreno in zona Fiori: nel provvedimento è sostenuto che “non risultano coltivazioni” mentre le foto pubblicate a più riprese da Terni Oggi lo smentiscono. Repetita iuvant: oggi ne pubblichiamo un’altra che mostra le “piantagioni fantasma”, ortaggi che crescono sopra ad una ex discarica dell’Ast e sopra a rifiuti speciali di una ex attività di demolizione di veicoli ma che “spariscono” nei documenti ufficiali dell’Amministrazione comunale. Secondo un “principio di precauzione” alquanto originale.

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