Centro musicale Pan Pot di Borgo Rivo, contestato danno erariale da 240 mila euro per lavori del 2004

La Corte dei conti contesta al Comune di Terni, al consorzio di bonifica Tevere-Nera e a due privati un danno erariale da 242 mila euro per alcuni lavori risalenti al 2004 relativi alla costruzione del centro di produzione musicale “Pan Pot” di Borgo Rivo. La magistratura contabile chiede di risarcire il danno a 6 ex assessori della Giunta Raffaelli, a due dirigenti e a un funzionario del Comune, all’intero vecchio consiglio di amministrazione del consorzio di bonifica Tevere-Nera e a due architetti. Tutto ruota intorno ad uno smottamento del canale artificiale Sersimone che si è verificato a settembre 2004 a causa di un’abbondante pioggia. Lo smottamento causò danni al cantiere del centro musicale Pan Pot.

La Corte dei conti contesta a due privati (due architetti) che hanno avuto ruolo nella progettazione, di non aver preso in considerazione i rischi di avviare il cantiere e costruire la struttura a ridosso del canale, quindi in una zona a rischio: per questo vengono chiamati entrambi a risarcire 29 mila euro a testa.

Agli ex assessori Sergio Trivelli, Alberto Pileri, Sonia Berrettini, Giuseppe Boccolini, Eros Brega e Mario Giovannetti, viene contestata una delibera con cui sono stati affidati lavori da 50 mila euro per riparare il canale e quelli riportati dal cantiere. In particolare, questi lavori sarebbero stati finanziati con i Boc invece che con la spesa corrente. Per ognuno di loro è chiesto un risarcimento di circa 6 mila euro.

Il vecchio consiglio di amministrazione del Consorzio di bonifica Tevere-Nera viene accusato di aver eseguito lavori per il ripristino della funzionalità del canale utilizzando soldi della Regione invece che rivalendosi sul Comune. A Vittorio Contessa, Emanuele Fausti, Antonio Monteforte, Rufo Ruffo, Ortenzio Matteucci vieno chiesto il risarcimento di circa 3500 euro a testa.

A rischiare più di tutti è un funzionario del Comune a cui la Corte dei conti chiede il risarcimento di circa 100 mila euro. A lui viene imputato di aver avallato gli errori dei progettisti ma soprattutto di non aver incassato tempestivamente la fidejussione della ditta incaricata di eseguire i lavori del centro musicale Pan Pot. La ditta è poi fallita, lasciando il cantiere a metà.

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