Comitato No Inceneritori organizza convegno su salute. ”Terni già inquinata, inceneritore è ciliegina”

Mentre l’inceneritore di Aria spa (ex Acea) a Maratta riprende a sbuffare e comincia a bruciare pulper di cartiera, il Comitato No Inceneritori Terni continua la propria battaglia: per sabato 12 gennaio ha organizzato un convegno titolato “Inceneritori e salute: nessun rischio?”. Un appuntamento che il Comitato stesso giudica importante “per accrescere la conoscenza complessiva delle problematiche legate all’incenerimento, e per far crescere la mobilitazione contro l’inceneritore di Aria spa, convinti che questa sia una giusta battaglia che la città si merita di vincere”.

Non solo salute. “E’ la prima iniziativa che facciamo completamente dedicata all’aspetto medico – spiega il Comitato – in cui interverranno solo esperti del settore; altre volte abbiamo avuto con noi medici ma all’interno di momenti pubblici in cui si è cercato di dare una visione complessiva del tema rifiuti/incenerimento. Il motivo è semplice: non abbiamo mai tollerato l’uso strumentale della salute come spauracchio per stimolare la partecipazione, ma abbiamo sempre voluto ampliare l’analisi fino a comprendere tutti gli elementi di contrarietà all’incenerimento; elementi che pongono una critica al modo di produrre merci che l’attuale sistema economico mette in campo, trasformandoci in individui produttori di montagne di rifiuti, di cui spesso siamo inconsapevoli. Soprattutto – continua il Comitato – siamo stati resi ignoranti del fatto che non solo è possibile ridurre i rifiuti a monte, ma è anche possibile trasformarli in risorsa, differenziando, riducendo, riusando, limitando sempre di più il ricorso alle discariche ed eliminando in toto l’uso dell’inutile incenerimento. Questi argomenti stanno diventando sempre di più sapere comune e condiviso, e soprattutto pongono il problema dell’incenerimento al centro di una discussione che parte dai rifiuti ma arriva a parlare di strategie future di sostenibilità reale”.

Inquinamento e salute. L’incontro di sabato 12 gennaio, in cui saranno presenti medici e ricercatori, sarà un “momento pubblico di alto profilo scientifico convinti che sia necessario e urgente creare i presupposti affinché in città il dibattito sulla salute e le sostanze inquinanti esca dal pantano in cui si trova, schiacciato da continui tentativi di ‘riduzione alla normalità’, di letture che hanno sempre il solo obbiettivo di ricondurre tutto ‘all’interno delle soglie consentite dalle direttive’. Per non considerare poi quegli scienziati e istituti di ricerca che negano il legame tra polveri da combustione e patologie. Questo sta diventando davvero insopportabile. E soprattutto, e questo è ciò che ci interessa, non si pone il problema della soluzione”.

“A Terni si muore di cancro perché è una città in cui molti impianti industriali producono sostanze nocive. Il riscaldamento e il traffico veicolare fanno da triste corollario a questa realtà. L’inceneritore da ciliegina” afferma il Comitato. Analoga considerazione era emersa in un’inchiesta di Terni Oggi dello scorso ottobre (qui l’inchiesta).

“Ci chiediamo – continua il Comitato – perché ogni qual volta venga sollevato il problema dell’inquinamento dell’aria anziché porsi nell’ottica di individuazione di politiche attive orientate alla sua soluzione, ci si sente rispondere dall’amministrazione e dalle agenzie preposte che in fin dei conti è appunto tutto ‘dentro i limiti consentiti’, e nessuno di questi che invece prenda fonte per fonte di inquinamento e per ciascuna individui una strategia di superamento, rimozione, miglioramento e quindi di soluzione”.

Per i membri del Comitato “l’inceneritore è sotto tutti i punti di vista una non-soluzione. Perché la Regione e la Provincia, conoscendo la criticità della situazione ambientale della conca, hanno rinnovato le autorizzazioni ad Acea? Questo impianto produrrà ogni anno 5mila tonnellate di polveri sottili che si accumuleranno nei nostri corpi e nell’ambiente, generando solo profitti per l’impresa con una minima ricaduta occupazionale: pura e sempre socializzazione dei danni”.

L’inceneritore inquina per il 5%? Riprendendo quanto affermato a fine ottobre dal professore Lamberto Briziarelli, consulente scientifico dell’Osservatorio provinciale sull’ambiente e la salute e membro del Direttivo di Legambiente Umbria, il Comitato afferma: “L’inceneritore incide sull’inquinamento atmosferico della Conca per un 5%? Ammesso che sia vero saranno comunque cinque mila tonnellate l’anno le polveri emesse dal suo camino, citando il noto climatologo Luca Mercalli ‘tante 0,1 portano a un cancro'”. Proprio sulla consistenza dell’apporto di inquinamento dell’inceneritore (oltre che su altre questioni), Terni Oggi aveva replicato alle considerazioni del professore (qui l’articolo).

Briziarelli aveva sostenuto: “Da stime della Provincia di Terni, convalidate da Arpa, su circa 800 chili di polveri prodotte giornalmente a Terni i tre ‘inceneritori’ di Maratta, quando ancora erano tutti e tre in piena funzione, producevano poco più del cinque percento”. Terni Oggi aveva messo in luce il fatto che un rapporto Arpa riferito al 2009 (quando era ormai in funzione un solo inceneritore, quello Terni-Ena) affermava che l’apporto dell’incenerimento di polveri fini era proprio al 5%. La conclusione di Terni Oggi era stata: “Appare piuttosto curioso che l’apporto inquinante dell’incenerimento a Terni, a prescindere dal numero di impianti termici attivi, sia sempre fermo al 5%. Con tre inceneritori accesi: 5%; con un inceneritore acceso: 5%”. Terni Oggi aveva inoltre evidenziato che il 5% di cui parla il rapporto Arpa del 2009 non riguarda il Pm10 ma il più pericoloso Pm2,5 (polveri più fini rispetto al Pm10 e quindi dalla capacità più invasiva e nociva nell’organismo umano).

Appello. Il Comitato lancia infine un appello: “Sarà importante che nei mesi che verranno tutti coloro che come medici e ricercatori avranno la volontà di dare il loro contributo, si facciano avanti. E’ necessario e urgente che chi di noi ha le competenze tecniche e scientifiche si metta a servizio di una lotta decennale fino a chiudere per sempre il capitolo incenerimento. Altri medici e professionisti lo stanno già facendo”.

Stampa