Comitato No Inceneritori Terni, sabato sit-in all’Arpa: potenziare monitoraggio inquinamento aria

Non soddisfa e non convince il nuovo Piano Regionale di Monitoraggio: per il Comitato No Inceneritori, a Terni, e soprattutto in determinate zone, occorrono più centraline e un controllo costante e non alterno delle diossine. Per questo sabato 2 marzo a partire dalle ore 10 darà vita ad un sit-in presso la sede ternana di Arpa Umbria (incaricata del monitoraggio) in via Dalla Chiesa (Tulipano di Borgo Rivo).

Questa la lettera aperta che il Comitato No Inceneritori Terni invia all’assessore all’ambiente Silvano Rometti, all’Arpa di Terni e al sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo:

“Constatiamo preoccupati e indignati che il nuovo Piano Regionale di Monitoraggio prevede per i nostri quartieri, considerate aree a massima ricaduta delle polveri del polo di incenerimento di Maratta, una sola centralina nella zona di Borgo Rivo.

Apprendiamo dal sito di ARPA che la centralina di Maratta non è ad oggi ancora in funzione, venendo meno quindi i dati delle emissioni dell’inceneritore di ACEA in questo periodo di prove tecniche di funzionamento.

Abbiamo verificato che per le diossine non sono previsti altro che campionamenti periodici, così come non sono state predisposte tecnologie utile alla rilevazione delle polveri ultrafini, tipico prodotto dei filtri di ultima generazione. Tra l’altro esprimiamo una certa perplessità in merito ai risultati delle ricerche sull’accumulo delle diossine nelle aree a massima ricaduta: tre impianti di incenerimento in funzione di cui uno (quello ASM) con tecnologia obsoleta che non hanno lasciato tracce pesanti è davvero curioso, quando a Brescia il tanto decantato “inceneritore modello” ha reso inutilizzabile il latte delle fattorie nelle aree sottovento perchè contaminato fortemente da diossine.

Inoltre a questo si somma il fatto che le nuove centraline stanno già segnalando un numero eccessivo di sforamenti, segno che le attuali fonti di emissioni inquinanti rappresentano già un elemento di allarme, a cui si sommeranno anche quelle dell’inceneritore che riverserà 5mila tonnellate/anno di polveri nell’aria della Conca.

Ci chiediamo con quali criteri sia stato redatto tale piano, soprattutto perchè per Terni non siano state predisposte misure straordinarie data la grave condizione della qualità dell’aria e la forte presenza di impianti industriali tra cui un inceneritore.

Invitiamo poi l’ARPA ad evitare di spendere inutilmente soldi per piazzare teleschermi con i dati in tempo reale della qualità dell’aria e utilizzare quelle risorse per altre forme di rilevamento, più urgenti e necessarie.

A fronte di questo vi comunichiamo che esigeremo da voi e attraverso voi da Acea:

Non siamo disposti ad accettare passivamente classifiche fantasiose che disegnano per Terni una condizione quasi idilliaca. Sappiate che le conoscenze tecniche sono divenute ormai appannaggio anche dei movimenti, sempre più medici, legali e tecnici si mettono a disposizione per contribuire alle battaglie contro le devastazioni ambientali e per la salute di tutti e tutte. Pensiamo che sia anche nel vostro interesse avere un quadro completo degli effetti dell’inquinamento dell’aria che non lasci spazio ad ulteriori inutili analisi fantasiose di una condizione invece di estrema gravità per la nostra città”.

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