Comitato promotore di Terni con il Lazio: ”Perugia ci ha meridionalizzato, diciamo basta”

La soppressione della provincia di Terni ed il futuro della città continua naturalmente ad essere al centro dell’attenzione di molti cittadini, associazioni e politici. Mentre i ternani si interrogano su quale delle ipotesi per la città sia migliore, le istituzioni umbre brancolano nel buio affidando tutte le proprie speranze di salvare l’ente provinciale in un emendamento di un senatore. Il Partito Democratico sulla questione ha nel frattempo organizzato un incontro con la cittadinanza per il 26 luglio, alle 17,30, presso la sala consiliare di palazzo Spada. Oggi il comitato promotore del referendum di Terni con il Lazio è invece tornato a denunciare le ingiustizie subite dalla città di San Valentino a favore di Perugia. Gli aspiranti laziali ritengono che Terni sia stata “meridionalizzata” a poco a poco della decisioni della classe politica locale, tutte volte a favorire il capoluogo di Regione.

Andrea Liberati, in rappresentanza del comitato, chiede “al Consiglio Regionale di attivarsi per la costituzione di una Commissione speciale di inchiesta che faccia luce sui gravi squilibri nella ripartizione della spesa tra Perugia e Terni, registrati negli ultimi 40 anni. La Corte dei Conti dell’Umbria sia l’organo terzo di consulenza di un Ente Regione che dovrà rendere noti non solo i dati della ripartizione della spesa regionale e nazionale, ma anche i freddi numeri relativi all’applicazione delle politiche di sostegno comunitario in Umbria”.

Continua Liberati affermando: “Terni che, con le sole Acciaierie, contribuisce al 25% del PIL dell’intera Umbria, rifiuta di essere ancora depredata del suo residuo benessere. Le modalità con cui una tale forma di saccheggio è stata condotta hanno impoverito soltanto questa parte del territorio, sottomesso a logiche inique. Ci hanno meridionalizzato”.

“Intanto – continua il rappresentante del comitato – si stanno investendo oltre 2 miliardi di euro per i collegamenti Umbria-Marche del c.d. Quadrilatero, ma non una lira viene riservata sulla trasversale Umbria-Lazio tramite la ferrovia Orte-Civitavecchia per consentire alle nostre industrie di competere davvero sul mercato europeo, così come chiedono da anni lavoratori e sindacati. Dove saremmo più forti a questo punto, in Umbria o nel Lazio?”

Per Liberati la soppressione dell’ente provinciale rappresenta solo l’ultimo episodio della tendenza in atto da decenni: “La vicenda della Provincia di Terni, sul piano irreversibilmente inclinato della soppressione, è solo la logica conclusione del mancato riequilibrio. Siamo stati troppo a lungo a testa bassa: ora perderemo uffici, rappresentanza, persino associazioni e forse fabbriche a vantaggio ancora di altri. Diciamo basta o diventeremo un paesone senza speranza. La breve storia della Provincia di Terni rappresenta dunque l’ultima ingiustizia di una nutrita serie di altre, spesso avallate nel tacito consenso dei nostri rappresentanti ternani a Roma e a Perugia. Per le loro misere carriere, salvo luminose eccezioni. Questa responsabilità morale, queste colpe sono incancellabili e peseranno come un macigno sulla nostra vita e quella dei nostri figli”.

Il comitato si rivolge quindi alla città: “Come cittadini chiediamo pertanto a tutti, politici compresi di ogni partito, un sussulto d’orgoglio per interrompere una china autodistruttiva. Il referendum è uno strumento potente ma necessario per iniziare un altro percorso, fatto di alleanze nuove e strategiche, senza complessi di inferiorità nei confronti di alcuno, forti come siamo di radici culturali che affondano dentro a una storia quasi trimillenaria. Forti come siamo del primato industriale che abbiamo costruito in secoli di onesto e duro lavoro, dalle antiche ferriere ad oggi”.

Intanto continua il sondaggio tra i nostri lettori:

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