Da ”Imprese che resistono” una serrata nazionale delle partite Iva; manifestazione umbra a Narni Scalo

Basta agli aumenti di tasse, alla burocrazia elefantiaca, al taglio dei servizi, alle riforme promesse e non realizzate, agli sprechi di denaro pubblico. E’ il grido di “Imprese che resistono”, un movimento spontaneo nazionale di piccole e medie imprese fondato nel 2009 che mercoledì prossimo 27 novembre darà vita ad una serrata nazionale delle partite Iva. L’iniziativa ha raccolto 5 mila adesioni, alcune anche dall’Umbria e a Narni Scalo è in programma una manifestazione, un serpentone delle partite Iva.

Peotta. Il presidente del movimento Luca Peotta spiega che “per la prima volta in Italia, piccoli imprenditori, commercianti, artigiani e titolari di partita Iva si sono uniti, sfruttando le potenzialità della rete, per mandare un messaggio al mondo della politica e delle associazioni di categoria: ci fermeremo per 4 ore perché così non si può più andare avanti; lo Stato deve agire cambiando rotta”. L’iniziativa trova infatti origine da Facebook e la pagina “ImpreseCheResistono” ha raccolto 4 mila “mi piace” in pochi giorni.

Peotta ritiene che “dopo cinque anni di crisi ed il susseguirsi di governi più o meno tecnici, la risposta ai bisogni del Paese è rimasta la stessa: più tasse, più imposte e meno servizi. L’idea della serrata, promossa da ImpreseCheResistono, vuole essere un messaggio forte e chiaro, per chiamare all’unità il mondo delle partite Iva e per chiedere allo Stato in che direzione si vuole andare: la crisi morde e le imprese così non possono e non vogliono più resistere. Resistere con queste regole fiscali e burocratiche si traduce troppe volte in una sorta di accanimento terapeutico fine a se stesso. Resistere in questo sistema vuole dire, in troppi casi, creare debiti invece che creare ricchezza. L’imprenditore è sempre più spesso lasciato solo a difendersi dagli attacchi delle banche e del fisco e da un sistema di riscossione violento e sordo”.

Per il presidente di Imprese che resistono si sono già contate “troppe vite distrutte per aver avuto come unica colpa quella di voler fare impresa in questo Paese. E’ giunto il momento che lo Stato faccia quello che ha troppe volte promesso di fare. Riforme fiscali, riforme burocratiche, riforme serie del lavoro, riforme elettorali e revisione seria della spesa pubblica, ma che, soprattutto, smetta di mentire agli italiani raccontando di mancanza di risorse; menzogna che utilizza per giustificare le continue vessazioni nei confronti dei cittadini e gli imprenditori del paese. I soldi ci sono ed anche tanti, e noi siamo testimoni giornalieri dello spreco di danaro pubblico in ogni componente della macchina pubblica. Per questo noi diciamo basta”.

“Le partite Iva italiane non faranno uno sciopero fiscale, esprimeranno unicamente un diritto democratico, quello di non lavorare e non produrre ricchezza se questa ricchezza si traduce, per regole assurde, in debito. Noi incroceremo le braccia, una, dieci volte o anche ad oltranza – conclude Peotta – sino a che il Governo comincerà a fare quello che, da troppo tempo, da tutto il paese civile, gli viene chiesto di fare”.

Manifestazione umbra. In Umbria è stata organizzata una manifestazione regionale che si svolgerà a Narni Scalo: avrà luogo un “serpentone della partite Iva”. Hanno aderito i commercianti dell’associazione Narni Insieme e quelli di altre città umbre aderenti a Confimpresa Umbria. Il referente regionale, Francesco Bartoli, spiega di essere stato incaricato pochi giorni fa di “curare la comunicazione sui social network e anche grazie a questo lavoro e la visibilità creatasi”, è stato invitato alla trasmissione Quinta Colonna in onda domani sera in diretta su Rete Quattro, in rappresentanza di Imprese che resistono.

“La scelta di Narni Scalo non è casuale – scrive Bartoli in un comunicato – ma è un plauso all’attività fin qui svolta dall’associazione Narni Insieme, una realtà che ormai è la più importante nella cittadina umbra, contando oltre 150 iscritti e che ha già dimostrato che la collaborazione fattiva fra imprese è la chiave del successo e dello sviluppo delle attività di tutti. Ad oggi hanno promosso tanti eventi a favore della città, oggi manifestano insieme a tutte le imprese dell’Umbria per difendere il loro lavoro”.

“Ci uniamo da tutta l’Umbria a loro – continua Bartoli – organizzando un serpentone di auto e mezzi d’opera che partirà dal parcheggio del Sir William in via Tuderte e si snoderà lungo le vie di Narni scalo per arrivare a Piazza De Sica dove illustreremo le richieste che intendiamo rivolgere anche agli amministratori locali. Occorre un segnale concreto di attenzione verso le piccole e medie imprese che ormai sono la base della struttura economica della regione e sono assediate da un livello insostenibile di tasse, tributi, burocrazia e adempimenti di ogni tipo”.

Cecilia Cari, presidente dell’associazione Narni Insieme, spiega così le ragioni che hanno spinto i commercianti di Narni ad aderire all’iniziativa del 27 novembre: “ Non possiamo rimanere fermi di fronte a questa crisi. In Italia ormai è diventato impossibile lavorare, fare impresa, creare posti di lavoro, creare ricchezza. E’ giunto il momento di unirci tutti insieme senza dividerci in varie categorie, perché la crisi a colpito tutti e tutti insieme ne dobbiamo uscire . Il Governo, le regioni e gli altri enti locali devono sentire le nostre ragioni ed agire concretamente”.

L’invito rivolto a “tutto il mondo delle partite Iva dell’Umbria” è quello di “partecipare per sfilare con le auto insieme ai dipendenti, perché per lo Stato italiano abbiamo solo doveri ma nessun diritto ed è ora di far sentire la nostra voce. Il ritrovo è fissato alle ore 10.30 la partenza alle ore 11.00”.

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