E’ ufficiale: Sgl Carbon chiude lo stabilimento di Narni Scalo, istituzioni: ”Inaccettabile”

Si temeva, si era intuito, ora è ufficiale: la multinazionale Sgl Carbon chiude lo stabilimento di Narni Scalo in cui sono impiegati 110 lavoratori nella produzione di elettrodi di grafite. La decisione della Sgl Carbon è stata annunciata questa mattina nel corso di un incontro al ministero dello Sviluppo economico con istituzioni e sindacati. E’ stato spiegato che il cda straordinario che si è riunito ieri, ha deciso la messa in liquidazione dell’azienda, nell’ottica del contenimento dei costi.

All’incontro, presieduto dal responsabile dell’unità di crisi del Mise, Giampietro Castano, erano presenti l’amministratore delegato della divisione italiana della Sgl, Mauro Montani, e un legale liquidatore. Istituzioni e sindacati (presenti anche la presidente della Regione, Catiuscia Marini, e il sindaco di Narni, Francesco De Rebotti) hanno immediatamente rigettato la decisione dell’azienda, chiedendo un incontro urgente con il management tedesco. Di fronte al ministero, nel corso della riunione, si è nel frattempo svolto un presidio dei lavoratori dello stabilimento che, una volta tornati a Narni, si riuniranno subito in assemblea.

CONTENIMENTO DEI COSTI La stessa Sgl Carbon ha diffuso una nota in cui spiega che il provvedimento di chiusura dello stabilimento di Narni Scalo e degli uffici amministrativi di Lainate ad esso collegati è inquadrato all’interno del programma “di contenimento dei costi”. “La decisione del Gruppo non è in alcun modo legata alla qualità del personale italiano o del prodotto, entrambe eccellenti da molti anni – spiega Mauro Montani (già amministratore delegato di Sgl Carbon Spa – bensì su altri, cruciali fattori, quali i costi totali di produzione e l’utilizzo della capacità produttiva attuale e futura”. E’ intenzione della società avviare “un confronto collaborativo con le organizzazioni sindacali e le istituzioni per una gestione possibilmente condivisa dei prossimi passi”.

REGIONE: “GRAVE SCONCERTO” La presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini e l’assessore allo Sviluppo Economico, Vincenzo Riommi esprimono “grave sconcerto” accusando Sgl Carbon di “un atteggiamento inaccettabile e che condanniamo fermamente, quello della multinazionale che, in spregio alla tenuta di normali relazioni con il sistema istituzionale e territoriale di riferimento, ha deliberato la messa in liquidazione della società senza alcuna previa comunicazione. Appare in tutta la sua gravità – aggiungono Marini e Riommi – che una decisione di tale portata, relativa ad una realtà industriale che ha fatto la storia del territorio e di Narni, oltre che di un pezzo rilevante dell’industria italiana, debba essere trasmessa alle istituzioni ed ai lavoratori senza alcun confronto e senza l’attivazione di quelle che, in tutta Europa e quindi anche in Germania, sono normali relazioni istituzionali ed industriali”.

“Oggi – ha proseguito Marini – ministero, Regione, istituzioni locali e organizzazioni sindacali hanno rappresentato una posizione unica: non possono esistere alternative alla prosecuzione dell’attività produttiva dello stabilimento di Narni, la cui chiusura sarebbe solo il frutto di ingiustificabili scelte legate al trasferimento della produzione presso altri siti europei. Le attività industriali realizzate presso lo stabilimento di Narni evidenziano infatti condizioni di equilibrio economico e produzione di utili negli ultimi anni e rappresentano l’unico ciclo produttivo di tale tipologia presente in Italia, mercato che d’altra parte potrebbe assorbire già oggi l’intera produzione narnese”.

“Ferma restando la necessità di riattivare fin da subito corrette relazioni istituzionali e in attesa di comunicazioni formali da parte della proprietà oggi non presente al tavolo – ha concluso Marini – le istituzioni si attiveranno immediatamente per la continuità produttiva dello stabilimento e la ricerca di imprenditori interessati, procedendo come succede in tutta Europa”. Presidente e Riommi auspicano che “chi non intende continuare a produrre permetta ad altri di mantenere produzioni che sono dei veri e propri asset del territorio e del sistema industriale”.

ANGELILLI E PITELLA I vicepresidenti del Parlamento europeo Angelilli e Pittella in una nota congiunta dichiarano: “Alla luce delle preoccupanti notizie emerse dall’incontro di questa mattina al Ministero dello Sviluppo economico sul caso SGL Carbon di Narni è fondamentale fare squadra anche a livello europeo e trasversalmente, per cercare di mettere in atto ogni sforzo e verificare ogni possibilità per scongiurare la chiusura dello stabilimento di Narni, in vista del prossimo tavolo”.

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