Frode fiscale da 6 milioni di euro: nei guai un imprenditore ternano

Una frode ‘carosello’ con fatture false dalla Repubblica di San Marino per oltre 6 milioni di euro: è quella che è stata scoperta dalla guardia di finanza di Rimini. A finire nei guai un professionista marchigiano e un imprenditore ternano da tempo residente a Rimini. Le fiamme gialle hanno eseguito sequestri per 2 milioni e 600 mila euro.

L’indagine è partita da un controllo dei finanzieri di Rimini nella sede, solo sulla carta, di un’attività commerciale per la compravendita di bevande alcoliche. Quando i militari hanno proceduto al sopralluogo, invece di un magazzino con merce in attesa di essere rivenduta, uffici commerciali e dipendenti all’opera, si sono trovati dinnanzi solo un terreno agricolo con un prefabbricato in lamiera. Di attività commerciale neanche l’ombra: al suo posto una montagna di fatture false per operazioni inesistenti, ben catalogate nello studio del consulente fiscale della ditta. Fatture e documentazione false di diverse imprese, italiane ed estere, per un ammontare di oltre 6 milioni.

Dai controlli effettuati è stato accertato che la società riminese aveva comprato da due ditte sammarinesi per poi rivendere, a un prezzo inferiore a quello di acquisto, a grossisti italiani. Il prezzo, abbattuto tramite il sistema delle ‘cartiere’ del costo dell’Iva, permetteva ai grossisti di sbaragliare la concorrenza. Denunciati quindi per frode fiscale, utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti e indebita compensazione un ragioniere sessantenne marchigiano, con studio commerciale a Rimini, e il titolare dell’impresa, un 47enne nato a Terni, ma residente da tempo nel riminese. Sequestrati in via preventiva agli indagati beni immobili, tra cui due terreni agricoli, quote di sei società, due auto e conti correnti per oltre 2.640.000 euro.

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