La nuova offerta shock per la telefonia mobile arriva dalla Francia: la lancia Free Mobile

La notizia è stata battuta ieri dalle principali agenzie di stampa europee e il mercato della telefonia mobile del continente è già in fermento: il noto provider low cost Free dell’imprenditore francese Xavier Niel esordisce nel settore della telefonia mobile con un’offerta killer che punta a sbaragliare la concorrenza.

L’offerta proposta da Free Mobile in Francia è la seguente:

Il costo del piano a forfait è di soli 19,99 euro al mese, che diventano 15,99 euro se si è già abbonati a Freebox. Il tutto senza alcun abbonamento o vincolo. Nella nuova offerta Free Mobile c’è spazio anche per un forfait da 2 euro che mette a disposizione:
Anche in questo caso gli utenti che possiedono già l’abbonamento Freebox potranno usufruire del pacchetto a 0 euro al mese.
Nel comunicato Ansa diffuso ieri dopo l’annuncio di Free, viene riportata una dichiarazione del patron dell’azienda d’oltralpe: “Ne abbiamo abbastanza di farci truffare con i prezzi più cari d’Europa”.
Le parole di Niel sono una risposta abbastanza chiara ai dati diffusi dal Communication Outlook 2011 dell’OCSE: le tariffe mobili francesi sono, infatti, tra le più care d’Europa, insieme – e questa non è una sorpresa – a quelle del nostro paese. L’offerta di Free Mobile rappresenta una scelta a cui sarà difficile dire di no, soprattutto in un periodo di crisi come quello attuale, che attanaglia praticamente tutto il vecchio continente.

L’ambizioso obiettivo di Free è di guadagnare un quarto dell’intero mercato mobile francese in poco tempo: un risultato che non sembra cosi improbabile, visto l’entusiasmo degli utenti dopo l’annuncio delle nuove offerte a forfait. C’è chi spera che la società di Niel si rivolga nei prossimi mesi non solo al mercato interno, ma anche all’estero, offrendo tariffe simili. Perché in Italia, visti i risultati dell’OCSE, nessuna compagnia offre delle formule di questo tipo per invertire questo trend negativo e venire incontro alla clientela? Abbiamo qualche speranza per il futuro?

 

Fonte: SOS tariffe

Stampa