Maxi-inchiesta ospedali Narni e Amelia: 250 falsi ricoveri, indagati 19 tra medici e infermieri

Trapelano maggiori dettagli della maxi-inchiesta che vede coinvolte 80 persone per presunti falsi ricoveri negli ospedali di Narni e Amelia (qui l’articolo). Sono circa 250 i casi di irregolarità emersi dall’indagine dei carabinieri del Nas: secondo l’accusa i falsi ricoveri sarebbero serviti ad evitare ai pazienti di pagare il ticket o permettere loro un avanzamento nelle liste di attesa per le analisi del sangue. I militari ipotizzano un danno di 80 mila euro annui per il sistema sanitario nazionale.

I carabinieri del Nas dell’Umbria – comandato dal capitano Marco Vetrulli – hanno esaminato circa 2 mila e 500 prestazioni nei due ospedali. Irregolarità sono state accertate nel dieci per cento dei casi (circa 250). Al termine dell’inchiesta i carabinieri del Nas – coordinati dalla procura di Terni – hanno notificato una ottantina di avvisi di conclusione indagini. Di questi, 19 riguardano medici, infermieri e altro personale delle strutture sanitarie; il restante riguarda i pazienti, molti dei quali parenti o conoscenti dei sanitari. I reati ipotizzati sono falso e truffa.

Controlli analoghi sarebbero in corso da parte dei Nas anche in altri ospedali umbri. Sull’indagine viene comunque mantenuto il riserbo.

Aggiornamento ore 18: L’Asl di Terni si appresta ad avviare procedimenti disciplinari nei confronti dei dipendenti coinvolti e il recupero delle somme non pagate da parte dei pazienti: lo ha annunciato il direttore generale Sandro Fratini. “Attendo di conoscere l’elenco dei nomi dei dipendenti coinvolti nell’indagine – spiega Fratini – e nei casi in cui verrà riscontrato un comportamento effettivamente non giustificabile si avvieranno dei procedimenti disciplinari, che saranno proporzionati alla pesantezza dei danni arrecati. Allo stesso modo chiederemo il rimborso delle cifre relative agli esami fatti e non pagati”.

Il direttore generale spiega che è stata la stessa Asl a segnalare le presunte irregolarità e fornire i dati ai carabinieri Nas all’interno di un monitoraggio più vasto che, in tutta la regione, ha riguardato l’incrocio dei dati relativi al pagamento dei ticket con quelli delle prestazioni ambulatoriali. “In futuro saremo noi stessi – conclude Fratini – a monitorare direttamente la situazione all’interno dell’Asl 2 per evitare che si ripropongano situazioni simili”.

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