”Non chiudere il tribunale di Orvieto”, lo chiede all’unanimità il Consiglio provinciale

Si discute ancora sulla possibile soppressione del tribunale di Orvieto e si cercano soluzioni per evitarla. Da ieri c’è anche una mozione approvata all’unanimità dal Consiglio provinciale di Terni. Con il documento, il Consiglio impegna la Giunta “a porre in essere ogni attività atta a scongiurare la soppressione del tribunale di Orvieto ed in particolare ad istituire un tavolo di confronto con le amministrazioni provinciali e comunali” per verificare la realizzabilità del progetto di ampliamento del circondario del tribunale.

Nella mozione si ricorda che il Consiglio dell’ordine degli avvocati di Orvieto e la Camera penale di Orvieto individuano nell’ampliamento del Circondario la soluzione praticabile al fine di scongiurare la chiusura del tribunale. “Il progetto – scrivono i firmatari della mozione – prevede l’estensione del Circondario a territori ricadenti nelle province di Grosseto, Viterbo, Perugia e Terni, di cui la maggior parte sono attualmente compresi nelle circoscrizioni delle sezioni distaccate dei relativi Tribunali di competenza, e pertanto di sicura soppressione”.

Sono mesi che si dibatte sul futuro del tribunale di Orvieto. Tutto è cominciato con l’ex ministro della Giustizia, Nitto Palma, che era intenzionato a cancellare gli 88 tribunali minori italiani (quelli cioè con un organico inferiore ai 15 magistrati) per ottenere un risparmio di circa 80 milioni di euro all’anno. La proposta è poi passata al vaglio del Parlamento. In Umbria sarebbero cancellati i tribunali di Spoleto e di Orvieto. Quest’ultimo sarebbe accorpato con il tribunale di Terni, mentre nella città sulla rupe rimarrebbe solo una sede distaccata per procedimenti minori in campo civile. Ventitre i dipendenti che sarebbero trasferiti da Orvieto a Terni, insieme a 6 magistrati ordinari e 3 onorari. La proposta che è stata fin da subito avanzata e che da ieri è appoggiata dal Consiglio provinciale è invece quella di rivedere le circoscrizioni giudiziarie per ampliare le competenze territoriali del tribunale che ora rischia la chiusura.

 

Di seguito riportiamo integralmente le motivazioni contenute nella mozione:

“il Circondario del tribunale di Orvieto comprende i seguenti 16 Comuni per una popolazione complessiva di circa 60.000 abitanti: a) in Provincia di Terni: Orvieto (anche sede di uno dei due Uffici del Giudice di Pace), Porano, Castelgiorgio, Castel Viscardo, Allerona, Ficulle, Fabro, Parrano, Monteleone d’Orvieto, Montegabbione, San Venanzo, Baschi, Montecchio; b) in Provincia di Perugia: Città della Pieve (sede dell’altro Ufficio del Giudice di pace), Piegaro e Paciano. Attualmente, il tribunale e la Procura sono in pieno organico con sei Giudici, il Procuratore della Repubblica e due sostituti. Detti Uffici si avvalgono, inoltre di tre G.O.T. e di quattro V.P.O.. Grazie al loro impegno, oltre a quello profuso quotidianamente da tutto il personale amministrativo e tecnico, il Tribunale di Orvieto rappresenta un esempio di efficienza, quantomeno sotto il profilo della durata dei procedimenti, raramente riscontrabile in altre realtà giudiziarie. Si consideri che alla data del 30 settembre 2011, non esistevano procedimenti, sia penali che civili, in arretrato rispetto al loro naturale svolgimento. Va altresì evidenziato che il servizio giustizia è un tassello di una cornice che racchiude altri fondamentali servizi. Ad Orvieto, infatti, hanno sede la Casa di Reclusione, il Commissariato di Polizia con sezione Digos, la Compagnia dei Carabinieri, la Tenenza della Guardia di Finanza, l’Ufficio Territoriale dell’Agenzia delle Entrate e uno Sportello di Equitalia Centro S.p.a. Sotto il profilo del contesto economico, il tribunale porta ampie e positive ricadute per tutta una serie di attività professionali direttamente collegate con il servizio giustizia (avvocati, praticanti avvocati, consulenti tecnici, ausiliari del Giudice, amministratori di sostegno, servizi sociali, ecc.), e da ciò l’intera città di Orvieto trae benefici diretti ed indiretti. Sopprimerlo, comporterebbe quindi, soprattutto in tempi di crisi come quelli attuali, seri e gravi contraccolpi a molte attività che direttamente o indirettamente beneficiano della presenza del Tribunale. Le ripercussioni sul tessuto sociale e demografico della realtà orvietana sarebbero, nel tempo, devastanti. Col passare degli anni, infatti, avvocati, magistrati e il personale, costretti a recarsi quotidianamente a Terni per lo svolgimento delle loro attività, finirebbero per trasferirsi definitivamente insieme alle loro famiglie nella città sede del presidio di giustizia, togliendo alla città di Orvieto una fetta importante della sua popolazione. La soppressione del tribunale di Orvieto, con conseguente accorpamento a quello di Terni, va assolutamente evitata, poiché le due città distano 76 chilometri e le infrastrutture stradali e ferroviarie consentono il collegamento in tempi non inferiori all’ora.

Inoltre Paciano, che è il Comune rientrante nel Circondario del tribunale di Orvieto, più lontano da Terni, dista da quest’ultima 129 Km, con tempi di copertura della distanza non inferiori all’ora e mezza.

Si considerino poi i disagi per gli avvocati orvietani, di cui alcuni residenti in Città della Pieve (108 Km da Terni) e Fabro (95 Km da Terni), costretti tutti i giorni a percorrere l’autostrada per recarsi in un Palazzo di Giustizia che, recentemente ristrutturato, non è in grado di ospitare neanche gli Ufficiali Giudiziari e i Giudici di pace e che dovrebbe assorbire anche carico e personale del tribunale di Orvieto. Lo stesso dicasi per i cittadini che, per alcune materie (es. amministrazioni di sostegno, interdizioni, inabilitazioni, etc.) sono costretti a fruire periodicamente dei servizi del tribunale. Senza poi considerare che ciò comporterebbe notevoli ripercussioni anche sotto il profilo ambientale, poiché centinaia di persone si sposterebbero giornalmente da Orvieto a Terni, laddove invece le ultime politiche ambientali sono volte alla minimizzazione degli spostamenti proprio per ridurre i costi di inquinamento”.

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