Notte bianca, Coordinamento Commercianti: ”No a gazebo”. Confimpresa: ”Assessori si dimettano”

La Notte bianca e la guerra dei gazebo. Il Coordinamento Commercianti del Centro di Terni che si è costituito nei giorni scorsi come associazione autonoma, chiede al sindaco di intervenire sulla questione e bloccare l’assegnazione delle strutture temporanee. Confimpresa chiede invece le dimissioni dell’assessore al Commercio Maria Bruna Fabbri e di quello alla cultura Simone Guerra.

Per Francesco Bartoli, che l’ha fondato, il Coordinamento Commercianti del Centro di Terni attualmente conta circa 60 aderenti ed è quindi “l’associazione più rappresentativa degli operatori commerciali del centro”; per altri, tale Coordinamento sarebbe invece molto meno rappresentativo. Oggi, rivolgendosi al sindaco, il Coordinamento esprime “assoluta contrarietà ai gazebo bar straordinari annunciati per la Notte bianca e assolutamente non previsti dal relativo bando” rilevando diverse criticità:

“1. La nota della Cabina di Regia diffusa dall’assessore alla Cultura Simone Guerra anziché fare chiarezza sull’argomento introduce nuovi ed inquietanti punti interrogativi che si aggiungo a quelli da sempre sollevati dal nostro coordinamento.

2. Ad oggi, giorno in cui sarebbero aperti i termini di presentazione delle richieste, non si conosce una mappa dettagliata delle dislocazioni di ogni singolo gazebo, i costi variabili per ogni singolo gazebo, non si capisce di questi quali siano quelli esclusivi per la somministrazione di bevande e quali quelli per la vendita di alimenti e quindi ammesso che un commerciante fosse interessato ad una di queste tipologie su quali basi potrebbe effettuare una richiesta di prenotazione di un entità così astratta?

3. Non è ulteriormente chiarito per quanti giorni siano fruibili questi gazebo, se il costo così indefinito si riferisce ad una giornata o a più giornate.

4. I criteri di selezione delle domande sono ambigui e se saranno confermati saranno causa di ulteriori polemiche o peggio di possibili favoritismi perché due sono le modalità di presentazione e non si capisce come tra loro possano essere confrontate e come una società privata possa arbitrariamente e privatamente gestire la cronologia di un protocollo di domande a valenza pubblica e come una ricevuta scritta a mano da un privato possa certificare un’ora di presentazione ed avere valenza di fronte a terzi o costituire un titolo abilitativo all’esercizio di una attività. Inoltre non si capisce quali siano i criteri di tipicità che possano costituire elemento discriminante di un punto di somministrazione rispetto ad un altro (la coca cola è meno tipica della birra o della fanta?).

5. Il Coordinamento dei Commercianti del Centro invita l’assessore Guerra a chiarire quali siano le associazioni “riconosciute” dal comune e in base a quale legge o normativa esista questo presupposto che obbligherebbe un commerciante autonomo a pagare il 15% in più rispetto ad un suo collega solo per il fatto che non sia iscritto ad alcuna associazione.

6. In ultimo si fa notare che ogni gazebo dovrà avere in dotazione anche un bagno chimico perché non è pensabile che le attività commerciali regolari del centro possano essere sfruttate solo come bagni pubblici dai clienti dei gazebo bar abusivi”.

Per questi motivi il Coordinamento Commercianti del Centro di Terni invita il Sindaco ad “annullare la procedura di inoltro delle domande già avviata fino a quando non saranno chiariti tutti i punti evidenziati in modo da permettere un procedimento di selezione chiaro , trasparente e corretto per tutti gli operatori commerciali”.

Francesco Bartoli, in qualità di esponente di Confimpresa, chiede invece le dimissioni dell’assessore al Commercio Maria Bruna Fabbri e di quello alla Cultura, Simone Guerra. “Assistiamo sconcertati – scrive in una nota – alla gestione di un evento pubblico, tramite un bando pubblico e tramite posizioni ufficiali assunte da assessori della giunta Comunale, che si sostanzia in atti e progetti di attività che non hanno alcun riferimento normativo e quindi presumibilmente illegittimi tesi a favorire alcuni operatori commerciali a danno di altri”.

“Vorremo capire – dice ancora la nota – se stiamo assistendo ad un delirio di onnipotenza di qualche assessore convinto di poter decidere in completa autonomia anche ponendo in essere atti contra legem oppure è in scena il festival dell’improvvisazione dell’amministratore pubblico. In ambedue i casi sono tali e tanti gli atti illegittimi o contrari a leggi ormai deliberati e posti in essere dalla famosa cabina di regia della Notte bianca che i componenti della stessa dovrebbero rapidamente fare un rapido esame di coscienza e arrivare alle ovvie conclusioni che per le associazioni di categoria coinvolte dovrebbero essere l’uscita delle stesse dalla cabina di regia onde evitare l’inevitabile giudizio negativo dei propri associati mentre per gli assessori che ne coordinano i lavori responsabili degli atti incriminati (ci riferiamo in particolare all’Assessore al Commercio Maria Bruna Fabbri e all’assessore alla cultura Simone Guerra) le dimissioni immediate per manifesta incapacità nel gestire il proprio mandato”.

In particolare a Confimpresa non va giù la parte della nota diffusa dalla cabina di regia che fa “riferimento alle associazioni riconosciute dal comune che fruirebbero di facilitazioni da parte del comune e vorremo sapere in base a quale legge o normativa esista questo presupposto e qual è l’elenco delle associazioni riconosciute dal Comune?” Per Bartoli si tratta del “primo caso di applicazione ufficiale da parte dell’amministrazione Comunale del teorema Porcacchia sempre esistito fino a qualche mese fa ma mai ufficializzato che tutti pensavano fosse stato abolito con l’uscita di scena ingloriosa di quel personaggio. Ai tempi – continua Bartoli – in cui imperava l’allora direttore della Confcommercio,  ogni nuova associazione di commercianti o artigiani indipendenti che volevano avere rapporti con il Comune per difendere i propri diritti venivano dichiarate non gradite e non ricevibili dall’amministrazione con la scusa della scarsa rappresentatività. Questa posizione del tutto illegittima ha portato poi ai fatti che tutti noi conosciamo”.

“Oggi il Comune – continua la nota – ci comunica che un commerciante autonomo dovrebbe pagare il 15% in più rispetto ad un suo collega per l’affitto di questi fantomatici gazebi solo per il fatto che non sia iscritto ad alcuna associazione. Questa previsione oltre ad essere chiaramente illegittima, non prevista da nessuna norma o regolamento, appare profondamente ingiusta anche agli occhi di un bambino. Come può un assessore comunale – chiede Bartoli – legittimare evidenti disparità di trattamento fra cittadini con un regolamento contra legem? Come possono delle associazioni di categoria che dovrebbero tutelare l’interesse di tutte le categorie coinvolte avallare queste ingiustizie?”

In conclusione Confimpresa auspica “un intervento immediato del Sindaco con un blocco di questa procedura fino a quando non verranno chiariti tutti questi interrogativi , prima che lo scaldalo e la protesta si diffonda con tutta la gravità del caso. In attesa di una presa di posizione ufficiale del Sindaco , sicuri dell’impossibilità di attuazione dei fantomatici gazebo bar Confimpresa promuoverà richieste autonome di occupazione di suolo pubblico da parte dei commercianti che vorranno ampliare la loro attività in occasione della notte bianca come già effettuato lo scorso anno”.

Qui la replica rilasciata a Terni Oggi di Fabrizio Fabi: www.ternioggi.itnotte-bianca-parla-fabi-di-eventi-srl-polemiche-strumentali-abbiamo-carte-in-regola

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