Odissea per 43 famiglie ternane: senza riscaldamento e acqua calda

Si sa, gennaio è il mese più freddo dell’anno e lo dimostrano le temperature degli ultimi giorni che nella notte arrivano a toccare i meno 3 gradi. Lo sanno benissimo, purtroppo, 43 famiglie ternane residenti nel palazzo dell’Ater in via Brodolini, dove da diversi giorni sono senza riscaldamento e acqua calda.

La vicenda raccontata da Arnaldo Casali sul Giornale dell’Umbria ha dell’assurdo se si pensa che sono state lasciate al freddo, e soprattutto senza che gli venisse mai recapitata una bolletta. Il palazzo dell’Ater, inaugurato nel 1982, è provvisto di pannelli solari per il riscaldamento delle abitazioni. Per caso, da un controllo effettuato nei giorni scorsi sui contatori dei pannelli dai tecnici ASM, chiamati dagli stessi inquilini per una perdita d’acqua nell’ascensore, è risultato un credito nei confronti dell’azienda di 39mila euro, a causa del mancato pagamento in poco meno di trent’anni della tariffa. Scoperto ciò, l’ASM incurante dei disagi che si sarebbero venuti a creare ha provveduto a staccare la corrente.

Le famiglie dei civici 4 e 6 si sono difese dicendo che loro hanno sempre pagato quello che era dovuto, e credevano che le bollette, da parte dell’Ater, erano caricate già sull’affitto, in quanto loro in tutti questi anni non le hanno mai ricevute.

Ora in riferimento agli arretrati, le famiglie hanno raggiunto un accordo sulla somma totale degli arretrati  da versare che sarà di 17mila euro invece dei 39mila euro previsti, anche grazie all’applicazione della prescrizione sugli importi arretrati che non possono superare gli ultimi cinque anni.

Non è tutto perché, nel corso di una trattativa tra Ater, Servizio Idrico e condominio (l’ultima tenutasi lo scorso dicembre), dove sembrava che si era giunti ad un accordo anche per le modalità di pagamento, con l’Ater che avrebbe versato per intero l’importo totale che successivamente sarebbe stato caricato progressivamente sulle prossime bollette,  ieri mattina, l’ASM ha provveduto a staccare anche l’acqua, per conto del Sii, lasciando i poveri cittadini nel mezzo di una vera e propria “bufera”.

Un gesto che suscita forti perplessità, soprattutto in relazione al fatto che i condomini, in tutta questa storia, non hanno nessuna colpa. Ma questo è solo l’ultimo di una serie di eventi italiani dove a rimetterci sono sempre i cittadini.

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