Ospedale di Terni, ai turnisti sarà pagato anche il tempo necessario al cambio d’abito

Il Santa Maria di Terni sarà il primo ospedale in Umbria a riconoscere ai propri dipendenti turnisti la retribuzione per il tempo necessario, a ogni cambio turno, al cambio d’abito e al passaggio di consegne. La novità viene introdotta nel nuovo regolamento sull’orario di lavoro dei dipendenti adottato dall’azienda ospedaliera ternana al termine di un confronto con i sindacati di categoria.

Esprime soddisfazione la Uil Fpl, che da tempo chiede alle aziende ospedaliere e sanitarie umbre il riconoscimento del cambio turno come lavoro aggiuntivo. “Si tratta di una cosa eccezionale – hanno detto oggi in una conferenza stampa il segretario regionale del sindacato, Marco Cotone, e quello provinciale, Gino Venturi – anche perché vengono riconosciuti ai lavoratori addirittura 20 minuti per ogni cambio turno e non 15 come invece aveva stabilito il tribunale di Orvieto, accogliendo il ricorso presentato in materia da alcuni lavoratori dell’ospedale Santa Maria della Stella. E’ dunque un cambiamento di rotta importante che testimonia attenzione verso i dipendenti da parte dell’azienda”.

Sulla scorta della sentenza emessa nei mesi scorsi dal tribunale di Orvieto (che ha condannato l’Asl 4 a risarcire fino a 800 euro all’anno per ogni lavoratore per gli ultimi cinque anni) sono arrivati oggi a quasi 2.500 in tutta l’Umbria i ricorsi presentati dai turnisti del sistema sanitario nazionale, 350 dei quali in provincia di Terni. “Se per quanto riguarda il passato i contenziosi rimangono aperti – ha detto Venturi – per quello che concerne il futuro, almeno al Santa Maria di Terni, le cose cambieranno, visto che il riconoscimento della retribuzione arriva direttamente dall’azienda”. Per ogni lavoratore la Uil Fpl stima che l’aumento retributivo sarà di circa 650 euro netti l’anno. “Ci auguriamo che questo accordo – ha aggiunto Cotone – possa portare all’apertura di un confronto regionale e possa essere esteso a tutte le aziende ospedaliere e sanitarie della regione, con circa 8.000 lavoratori interessati alla questione”.

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