Ospedale di Terni, via al Codice rosa: assistenza psicologica a donne vittime violenza e tumore al seno

L’ospedale Santa Maria di Terni, in occasione della festa delle donne dell’8 marzo, dà il via al progetto “Psicologia in rosa”. L’obiettivo è fornire assistenza psicologica alle donne che si trovano ad affrontare due diverse drammatiche situazioni: la violenza domestica e sessuale e la diagnosi di tumore al seno. Per attivare un percorso “privilegiato” per le donne e i problemi che contraddistinguono il loro corpo e la loro identità, l’azienda ha istituito, con una azione concreta oltre che fortemente simbolica, il cosiddetto ‘Codice Rosa’. Il progetto è a cura del servizio di Psicologia diretto da David Lazzari, in collaborazione con il Pronto Soccorso, l’unità operativa di Ginecologia e Ostetricia e il Centro Salute Donna

In un comunicato l’azienda ospedaliera spiega che qualsiasi sia il canale di accesso della donna al sistema ospedaliero, viene predisposto un percorso coerente ed integrato di accoglienza e di valutazione psicologica, il cosiddetto ‘codice rosa’, volto a rilevare precocemente le forme di disagio e di violenza nascoste da dinamiche individuali e familiari, aiutando la donna a prendere contatti non soltanto con l’ospedale quale luogo di cura, ma anche con la rete di intervento territoriale finalizzata al supporto e alla gestione delle problematiche sia della donna che dei figli minori. Per rendere più efficace ed omogenea la gestione del problema e la relazione con l’utenza, è stata prevista un’attività di formazione per il personale sanitario.

Oltre alle donne vittime di violenze, il progetto vuole fornire anche alle donne con diagnosi di tumore al seno ed indicazione di trattamento chirurgico la possibilità di avere un aiuto psicologico specifico, come previsto dalle linee-guida internazionali, al fine di migliorare la gestione della malattia e ridurre il disagio psicologico e o stress.

Questi aspetti, come dimostrano diversi studi, hanno un peso significativo nella cura, nel recupero e nella riduzione di eventuali recidive, perché lo stress legato alla malattia ha una forte ricaduta negativa non solo sulla psiche ma su tutto l’organismo. Diviene allora importante individuare e aiutare quel 50% di donne che, in base ai dati disponibili, vive una situazione soggettiva molto difficile e spesso si chiude e non chiede aiuto.

“Affrontare questi aspetti non è solo un problema etico o di coerenza con la progettualità che distingue la nostra Regione – sottolinea il direttore generale dell’ospedale Andrea Casciari – ma è anche un modo per fornire interventi più integrati ed efficaci nel momento in cui sono necessari ed hanno il maggiore impatto. Avere un occhio ai costi non vuol dire fare meno ma fare meglio, per evitare che aspetti spesso trascurati, che tuttavia hanno un peso, finiscano per incidere negativamente sulle persone e sulla società oltre che sul sistema sanitario”.

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