Regionali 2015, Liberati: ”In Umbria c’è cappa paramafiosa, gigantesca questione morale”

Cooperative favorite dal sistema politico fino al punto da inquinare il libero mercato, multinazionali lasciate libere di violare i diritti dei cittadini, procure della Repubblica che . Una somma di elementi che danno vita ad una cappa paramafiosa che asfissia l’intera regione. E’ il fosco quadro dipinto dal candidato del Movimento 5 Stelle alla presidenza dell’Umbria, Andrea Liberati.

Scrive Liberati: “Quando dovrebbe cambiare l’Umbria, se non ora? Quando, visto il disastro generato dalle permanenti collusioni tra sinistra e destra?C’è una gigantesca questione morale: si candidano persone indagate o sotto processo e nessuno fiata. Quel che per questi partiti conta è solo portare voti”.

Nel comunicato Liberati parla di “un rapporto disinvolto con la cosa pubblica che qui poi comporta precise conseguenze” tra le quali “un laissez faire assoluto di sinistra e destra verso alcune cooperative che hanno pressoché in mano l’economia umbra. Cooperative che di mutualistico non hanno più nulla, ma che, grazie a questi partiti, inquinano il libero mercato e depauperano la pubblica amministrazione ‘esternalizzata’, sfruttando vergognosamente i lavoratori e distruggendo altre imprese grazie a intrecci pesantissimi ed evidenti in particolare col Partito Democratico, patologia del sistema su cui presto torneremo”.

“Lo stesso approccio servile, clientelare e interessato – prosegue – verso quelle multinazionali che, da Perugia a Nocera a Orvieto, da Spoleto a Narni, da Foligno a Terni, hanno spesso scelto l’Umbria come terra elettiva per costituire uno Stato nello Stato, nella più totale impunità, con licenza di sottrarre beni comuni, senza mai risponderne ad alcuno: le numerose vertenze aperte sul fronte socio-occupazionale, ambientale e sanitario parlano da sé, con una dinamica economica mai davvero accompagnata politicamente, da Roma a Perugia, senza soluzione di continuità”.

Liberati parla poi della magistratura citando anche recenti dichiarazioni del presidente dell’Autorità anticorruzione: “Seguendo poi le parole di Raffaele Cantone, che qualche settimana fa ha rilasciato alla stampa dichiarazioni molto chiare sul lavoro di alcune Procure di provincia, sarebbe a questo punto interessante capire perché in Umbria da anni sia così debole la repressione giudiziaria della corruzione politico-affaristica. Ma lasciamo parlare Cantone: ‘Ancora oggi esistono realtà in cui non si aprono indagini per tangenti, nonostante nel Paese non esistano zone franche (…). Se la corruzione non viene scoperta significa che c’è un problema nelle Procure o negli inquirenti’ (L’Espresso, 26 marzo 2015)”.

Il candidato del M5S si era già occupato ad inizio 2015 dell’atteggiamento e dei comportamenti di alcuni magistrati: a gennaio denunciando frequentazioni sconvenienti di alcune toghe notate a cena con politici sotto processo, e a febbraio criticando amicizie sconvenienti strette sui social network.

In conclusione scrive Liberati: “Per il Movimento Cinque Stelle esiste una cappa paramafiosa sull’Umbria, una cappa tuttora integra ma destinata fatalmente a cadere, situazione vergognosa ben descritta da alcuni osservatori: al riguardo sarebbe assai istruttivo capire le ragioni delle cene tra certi funzionari dello Stato e personale politico sotto processo. Sarebbe interessante capire se siamo tutti persone libere, tese al bene comune, o se invece alcuni preferiscano vite più comode, dimentichi del proprio altissimo ruolo a garanzia dei cittadini, a partire da quelli più deboli, quelli senza lavoro, senza consulenze. Senza speranze. Intanto le prescrizioni fioccano – quando i processi ci sono, ovviamente. Brani significativi della sinistra, della destra, congiuntamente a corrotti e corruttori dell’Umbria ringraziano”.

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