Sangemini, lavoratori scrivono a giudice e alla proprietà: ”Valutare alternative a Norda”

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Sangemini lavoratoriI dipendenti della Sangemini hanno scritto una lettera al presidente del tribunale di Terni, Girolamo Lanzellotto, e una all’attuale proprietà: la richiesta in entrambi i casi è quella di procedere ad una valutazione di tutte le offerte pervenute per l’acquisto dell’azienda. Quanto emerso dal piano della cordata Norda viene infatti contestato: in particolare è la forte riduzione dei posti occupazionali. 

Nella prima missiva i lavoratori avanzano ufficialmente ai giudici – che nei giorni scorsi hanno ammesso il concordato preventivo avanzato dall’azienda – la richiesta di “approfondimento” di tutte le proposte di rilancio in campo, “senza alcuna pregiudiziale”. “Riteniamo infatti estremamente importante valutare tutte le alternative – scrivono i dipendenti – al fine di una migliore tutela dei creditori e degli stessi dipendenti onde evitare eventuali compromessi al ribasso. In tal senso ogni proposta migliorativa che dovesse pervenire è, a nostro avviso, degna di approfondimento e considerazione”. La proposta concordataria prevede infatti l’affitto del ramo di azienda da parte del gruppo Norda, con il riassorbimento, a tempo indeterminato, soltanto di 50 dei 136 dipendenti, altri 20 sarebbero riassunti a tempo determinato e gli altri perderebbero il posto.

All’attuale proprietà – nello specifico a Grazia Bottiglieri Rizzo e Roberto Rizzo – i lavoratori chiedono invece “il massimo impegno” nella vicenda “mettendo in campo tutte le vostre risorse e dando seguito a tutte le proposte pervenute (senza alcuna pregiudiziale) per favorire una felice conclusione” e per dare “continuità all’attività aziendale ed ai livelli occupazionali”. I dipendenti si dicono infine pronti “ad intraprendere tutte le azioni necessarie volte all’approfondimento della determinazione del debito in essere e della successiva gestione della fase di concordato”.

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