Sole 24 Ore: Terni è tra le dieci province più colpite dalla crisi

Terni è tra le province italiane più colpite dalla crisi. E’ quello che emerge da un’indagine del Sole 24 ore, in edicola oggi, che mette a punto sulla base di dieci indicatori (il reddito pro capite, la disoccupazione, i prestiti, i depositi in banca, il valore degli immobili, il numero di nuovi laureati, la spesa per i medicinali, l’acquisto di beni durevoli, il numero di auto immatricolate, la quantità di rifiuti prodotti) un indice di vulnerabilità alla crisi. Un ulteriore prova del declino economico di Terni d’altronde certificato dai dati Istat elaborati dall’osservatorio della Prefettura e da altri dati ufficiali.

Le prime 10 province dove la crisi ha colpito di più sono, in ordine di classifica, Viterbo, Latina, Novara, Cosenza, Nuoro, Cagliari, Terni, Messina, Grosseto, Reggio Calabria. Terni occupa quindi la settima posizione: vale a dire che soltanto altre 6 province italiane hanno maggiormente sofferto la crisi. Le 10 che invece hanno resistito meglio sono Vicenza, Bolzano, Modena, Mantova, Pisa, Genova, Prato, Verona, Aosta, Milano. Anche Perugia va decisamente meglio di Terni, posizionandosi al 58esimo posto.

Il segretario generale della Cgil Umbria, Mario Bravi, commenta: “Gli allarmi più volte lanciati dalla nostra organizzazione, trovano riscontro nell’evidenza dei fatti, rendendo sempre più irrinunciabile un dibattito vero intorno alle nostre proposte, come quella per il riconoscimento di Terni come area di crisi complessa. Più in generale crediamo che l’attuazione di un Piano del Lavoro per l’Umbria, inserito nel più ampio contesto dell’Italia di mezzo, risulti ormai una necessità improcrastinabile. Facciamo perciò appello, ancora una volta, alle istituzioni e alle imprese, affinché non si perda ulteriore tempo e si apra una stagione di rilancio degli investimenti e dell’occupazione per fermare il declino”.

Dai dati del Sole 24 Ore emerge anche che l’Umbria è la terza regione italiana in cui il livello dei consumi è arretrato di più dall’inizio della crisi. Se nel 2007 la spesa media mensile delle famiglie si attestava a 2.708 euro nel 2013 il valore è sceso a 2.345 euro, con una flessione del 13,4%. Solo Molise (-17,74%) e Calabria (-16,52%) hanno fatto peggio. Per Bravi questo dato “non fa altro che confermare la nostra analisi: in Umbria, nonostante livelli di salari e pensioni più bassi della media nazionale, la crisi continua a colpire con una pesantezza che non ha pari in Italia, se non in alcune aree del meridione”.

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