Terni, 10 arresti, sgominata banda criminale albanese: furti in case, spaccio e prostituzione

Furti in abitazione, ricettazione, spaccio di droga e sfruttamento della prostituzione. Sono le attività che portava avanti, a Terni, un’associazione criminale albanese e che, proprio in queste ore, era pronta al salto di qualità volendo mettere a segno una rapina in villa con sequestro di persona. Questa mattina la polizia ha sgominato la banda arrestando 10 persone. La maxi-operazione è stata chiamata Milot, dal nome dalla città di provenienza della maggior parte dei componenti dell’associazione.

10 ARRESTI All’alba, sono stati eseguiti 10 arresti su ordine del procuratore della Repubblica di Terni, Cesare Martellino e dal sostituto procuratore Raffaele Pesiri: in manette 10 cittadini albanesi accusati di associazione a delinquere, furto in abitazione, ricettazione, spaccio di sostanze stupefacenti e sfruttamento della prostituzione. Questi arresti si vanno a sommare a quelli del 30 dicembre scorso poiché i cinque albanesi sorpresi sul raccordo Orte – Terni, con un carico di 5,50 kg di marijuana, erano anch’essi membri della banda.

LE INDAGINI Le indagini hanno preso l’avvio da un normale controllo all’aeroporto di Fiumicino: a metà novembre, un cittadino albanese, residente a Terni e diretto a Dublino, aveva mostrato in uscita una carta di identità italiana. La polizia di frontiera si era accorta subito che in quella carta c’era qualcosa che non andava, infatti si trattava di una carta di identità originale e valida, ma rilasciata ad una donna: l’uomo aveva sostituito la foto e modificato il nome dal femminile al maschile. Quella carta in effetti risultava essere stata rubata un mese prima a Terni, durante un furto in abitazione nel quartiere di Borgo Rivo.

MILOT La polizia di Stato ternana ha allora iniziatato ad indagare sulle persone legate all’albanese presenti sul territorio. A seguito di una lunga e laboriosa indagine, ha scoperto che a Terni operava una banda composta da alcuni soggetti dediti a più attività criminali, in prevalenza furti in abitazione, ma più le indagini venivano approfondite, più numerosi apparivano gli individui coinvolti. Legati fra loro da rapporti di parentela o di amicizia, in quanto quasi provenienti tutti dalla stessa città di origine, Milot, nel nord ovest dell’Albania (lo stesso nome che usavano nelle telefonate per indicare Terni), queste persone hanno come unica attività il crimine, che va dai furti in abitazione, allo spaccio di droga, allo sfruttamento della prostituzione, oltre che alla ricettazione.

ALMENO 50 FURTI La banda operava per lo più nei piccoli centri del ternano e del viterbese, dove la presenza della forze dell’ordine è meno numerosa: Narni, Sangemini, Acquasparta, Montecastrilli e Soriano nel Cimino e Vasanello, prediligendo case isolate e condomini in periferia. Cinquanta i furti accertati commessi dalla banda tra dicembre 2014 e gennaio 2015, e almeno 100 quelli ancora da attribuire.

LE INTERCETTAZIONI All’interno del nutrito gruppo, i compiti erano chiari: una metà della banda si occupava dei furti e l’altra dello spaccio, entrambe le attività portate avanti con dedizione e impegno, tanto che vi fanno riferimento sempre con il termine “lavoro”. “Sei andato al lavoro oggi?”, chiede uno in una telefonata, “Sì, risponde l’altro, abbiamo fatto Bingo!” e un padre chiede al figlio: “Come sono i tuoi rapporti con i colleghi di lavoro?”, “Buoni, papà, va tutto bene”.

Il linguaggio scarno, usato per comunicare al telefono, in stretto dialetto albanese, di difficile comprensione anche per esperte interpreti, volutamente senza nessun tipo di riferimento specifico, ha reso l’indagine alquanto complessa, come l’uso limitato di autovetture e di cellulari continuamente scambiati.

LADRI IN AZIONE I ladri agivano con l’oscurità, in fretta, forzavano serrande e finestre, entravano nelle case e chiudevano a chiave la porta di ingresso dall’interno, arraffavano ogni cosa di valore che trovavano, dai gioielli ai computer, non disdegnando in alcuni casi i vestiti, e scappavano. La maggior parte del bottino veniva venduto: di questo si occupava l’unica donna arrestata nelle operazioni di questa mattina, il resto lo mandavano ai parenti in Albania.

SOBRIETA’ E CASA IN ALBANIA Il tenore di vita di questi individui era modesto, senza ostentazione per non dare nell’occhio, ma dalle indagini emerge che quasi tutti stanno ristrutturando o costruendo la casa in Albania, costruzioni di ampia metratura e dotate di ogni comfort. In una telefonata, uno degli arrestati, quello considerato più pericoloso di tutti, parla con il padre della cappella di famiglia che stanno ultimando e per la quale hanno già speso una cifra estremamente alta.

IL PIU’ PERICOLOSO L’albanese in questione particolarmente pericoloso è un 34enne già arrestato per tentato omicidio nel 2001, quando ancora 20enne, durante una rapina in villa nella città di Bergamo, aveva sottoposto una delle vittime a subire il macabro rituale della roulette russa, con la pistola appena rubata. Per quel fatto, e per altre rapine commesse in modo analogo, era stato condannato a 11 anni di reclusione. Un altro membro della sua famiglia, un suo fratello, è l’albanese ucciso nel dicembre 2013 a Brescia da un colpo di fucile sparato dal proprietario di una casa che era andato a svaligiare.

LA BANDA La banda, è formata da tutti uomini e una sola donna per metà irregolari, veri e propri “fantasmi”, persone che sfuggono ad ogni tipo di censimento; gli altri hanno tutti un permesso di soggiorno: giovani cresciuti in Italia e che hanno frequentato le scuole locali, ma totalmente indifferenti alle leggi e alle regole del vivere civile. Nessuno di loro ha un lavoro, quelli addetti allo spaccio non hanno precedenti penali, mentre alcuni di quelli dediti ai furti hanno riportato condanne e denunce per reati contro il patrimonio.

RAPINA IN VILLA E SEQUESTRO DI PERSONA L’operazione è scattata oggi poiché gli investigatori avevano avuto la certezza che la banda stava progettando una rapina in villa, con eventuale sequestro di persona.

OMICIDIO ZELLI? La chiusura delle indagini è stata disposta anche per evitare che potessero ripetersi episodi analoghi a quelli che hanno portato alla morte della signora Zelli dello scorso mese, la cui unica colpa è stata quella di sorprendere i ladri all’interno della propria abitazione. Gli inquirenti non escludono che le persone arrestate possano aver avuto un qualche ruolo o essere collegate proprio a quel delitto che ha profondamente scosso la comunità ternana. E’ proprio in questa direzione che si stanno concentrando accurati e approfonditissimi accertamenti.

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