Terni, approvato bilancio di previsione 2014: nella maggioranza una sola astensione

Al termine di circa 16 ore di dibattito in aula e dopo il lavoro delle commissioni, oggi il Consiglio comunale ha approvato il bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2014, il bilancio di previsione triennale 2014/2016, la relazione previsionale e programmatica e la presa d’atto degli equilibri di bilancio, con gli emendamenti approvati in precedenza. I voti a favore sono stati 19, quelli contrari 10 e un astenuto.

La maggioranza si è quindi mostrata unita: unica astensione, “per ragioni tecniche”, quella di Renato Bartolini (Pd) a cui il presidente del Consiglio non aveva ammesso un emendamento ad un emendamento della Giunta.

La maggioranza ha anche votato favorevolmente tutti gli atti collegati al bilancio, la determinazione delle tariffe e delle contribuzioni relative ai servizi a domanda individuale; il regolamento per la disciplina delle prestazioni soggette a contributo da parte dell’utente e non rientranti nei servizi pubblici essenziali, con l’approvazione delle nuove tariffe; l’approvazione dell’elenco dei beni immobili da inserire nel piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari; le aree Peep da destinare a residenza, delle aree Paip per insediamenti produttivi; l’approvazione degli schemi del programma triennale 2014-2016 e dell’elenco annuale 2014 delle opere pubbliche (18 a favore, due astenuti Ricci e Bartolini e dieci contrari).

IL BILANCIO Ieri mattina, nel corso del dibattito, l’assessore Piacenti D’Ubaldi aveva illustrato la manovra: “Per la parte entrate sul totale complessivo di 341,5 milioni di euro, 116,5 milioni sono di entrate correnti. L’avanzo di amministrazione è pari ad € 27,2 milioni di euro e l’entità è determinata soprattutto dai fondi vincolati delle anticipazioni di liquidità per il pagamento dei debiti pregressi dei fornitori dell’Ente”.

Nella sua relazione, in riferimento alla parte entrate e in particolare sulle imposte, l’assessore ha affermato che “il nostro è stato il comune, tra quelli grandi e medi della regione, con il più basso rapporto delle imposte pagate pro-capite. I dati del 2013 hanno certificato che nel Comune di Terni ogni singolo cittadino ha versato in media 457 euro di imposte e tasse comunali, a fronte di 827 euro a Città della Pieve, di 732 a Perugia, di 658 a Orvieto, di 649 ad Assisi, di 588 a Città di Castello, di 577 a Spoleto, di 568 a Narni, di 502 a Foligno”.

Inoltre ha detto: “In una recente indagine a livello nazionale l’aliquota media TASI dei comuni capoluogo di provincia era stata fissata al 2,93%, mentre per il nostro comune l’aliquota standard è stata fissata pari al 2,5% prevedendo esenzioni ed agevolazioni al ribasso. Il peso della Tasi a Terni è mediamente quasi la metà rispetto al Comune di Perugia e che nella nostra città il peso fiscale della Tasi più l’IMU è mediamente inferiore all’IMU pagata nel 2012 e il sistema delle detrazioni definito dall’Amministrazione, rappresenta una scelta di forte equità fiscale per non far gravare il peso sulle fasce di popolazione più in difficoltà in questo momento”.

“Un capitolo a parte – ha proseguito Piacenti D’Ubaldi – è la TARI (Tassa rifiuti) che a fronte dell’avvio della gestione provinciale ha subito rispetto agli impegni iniziali un leggero incremento dovuto ad un costo eccessivo del conferimento dei rifiuti in discarica, oltre ad un incremento dei costi legati principalmente all’avvio della raccolta differenziata. Sul ciclo dei rifiuti dovrà essere avviata una riflessione attenta che porti alla diminuzione dei costi di gestione e di conferimento, anche alla luce di alcune novità introdotte recentemente nel Decreto “Sblocca Italia” che rischia di rimettere in discussione il processo virtuoso avviato in questa città da alcuni anni”. Infine, sempre sulla parte entrate l’assessore ha sottolineato come le tariffe dei servizi a domanda individuale siano rimaste invariate.

“Una innovazione è stata poi introdotta nel corso della partecipazione che sul bilancio abbiamo fatto con i gruppi consiliari e cioè l’esenzione totale di IMU (quota comunale) e Tasi per alcune tipologie di nuove imprese, che vuole essere una sperimentazione per favorire a Terni l’avvio di nuove attività produttive. Questa sperimentazione andrà allargata già a partire dal prossimo anno, verificando se sussistono anche sul nostro territorio le condizioni giuridiche ed economiche per definire una vera “zona franca”.

Per le uscite “il totale complessivo delle spese previste è pari a 341,5 milioni di euro di cui 115,9 di spese correnti. Le spese di investimento fissate in 72,8 milioni di euro sono finanziate con mutui o con proventi da alienazione. E’ evidente che la loro realizzabilità entro fine anno è legata principalmente alla capacità dell’Ente di realizzare entrate da alienazioni”.

“Nel triennio si prevede una riduzione progressiva della spesa complessiva per il personale, ancora poco evidente nel 2014 e l’incidenza del costo del personale sulle spese correnti è pari per quest’anno al 24,52%”. D’Ubaldi ha anche precisato che “è in corso una nuova riforma della macchina amministrativa con l’obiettivo di far lavorare meglio la macchina burocratica, semplificandola e facendola costare meno”.

“Un’esigenza imprescindibile da realizzare è il mantenimento degli attuali livelli qualitativi della spesa sociale, non con risorse aggiuntive ma perseguendo una ulteriore efficienza allocativa nella spesa sociale (qualificata da precisi e chiari indicatori di efficacia dell’intervento) e di sinergie nuove tra tutti gli attori territoriali. Nel settore delle politiche sociali e non solo, un segnale importante è stato dato in questi mesi pagando i debiti pregressi degli aziende e società cooperative fornitrici di servizi, il cui processo si concluderà fra pochi giorni saldando tutti i debiti certi ed esigibili al 31/12/2013. Ciò sarà possibile appena ci verrà autorizzata la prossima tranche di anticipazione di liquidità ai sensi del DL 35”.

L’assessore si è poi riferito alla questione del fondo svalutazione crediti che è da settimane al centro di polemiche. “La previsione di un Fondo svalutazione crediti, in ottemperanza alla legge ed in vista della nuova contabilità, per oltre 5 milioni di euro, con un aumento rispetto all’anno precedente oltre di 1,8 milioni di euro. A questi accantonamenti vanno aggiunti quelli del Fondi rischi per ulteriori 1,5 milioni di euro circa, che servirà a sopperire ad eventuali criticità riscontrabili nel rapporto con il sistema delle partecipate locali. Tali accantonamenti complessivamente ammontano ad € 6.548.899. La scelta di fare accantonamenti così significativi, testimonia la nostra volontà di garantire il progressivo miglioramento dei conti pubblici del nostro Comune, attuando scelte prudenti e trasparenti. La ridefinizione del Fondo svalutazione crediti, avvenuta dopo i rilievi del Collegio dei Revisori, che va chiarito per l’ennesima volta non incideva sulla legittimità delle scelte operate originariamente da questa Amministrazione, ha avuto l’assenso formale dello stesso Collegio che quindi, anche su tale ultimo aspetto, ha espresso parere favorevole. Ciò è stato fatto nel pieno rispetto del Patto di Stabilità che è oggi per i comuni la vera e più tragica palla al piede. Per questo la nostra Amministrazione auspica con forza e decisione il superamento, o almeno l’attenuazione di tali vincoli”.

“Se tale intervento normativo nazionale non dovesse realizzarsi – ha aggiunto l’assessore – non siamo comunque disposti ad accettare un annullamento totale delle nostre possibilità di investimento, e pertanto cercheremo seriamente un’accelerazione nel processo di dismissioni patrimoniali. Sia di patrimonio immobiliare, che di patrimonio mobiliare. Ricordo che il finanziamento di investimenti tramite dismissioni patrimoniali è perfettamente compatibile con le regole del Patto di Stabilità interno, anche se – addirittura – esse dovessero peggiorare”.

“Sul fronte degli investimenti e delle opere pubbliche – ha detto infine Piacenti D’Ubaldi – la nostra città come ha chiarito bene il Sindaco, non ha oggi bisogno di nuovi, ingenti investimenti strutturali, ha bisogno invece di manutenzione, di migliorare la qualità urbana, rendere gli spazi pubblici più accessibili e gradevoli. Per ora è solo un segnale ma nel bilancio 2014 abbiamo concentrato le risorse destinate alle manutenzioni in un unico capitolo proprio per rendere visibile questo sforzo che con il prossimo bilancio dovrà essere ancora più evidente e sostanzioso”.

Stampa