Terni, cavalcavia Cospea: le criticità dell’opera, l’ostinazione del Comune

Il cavalcavia di Cospea non è soltanto un’opera contestata dai residenti e che rischia di portare con se problemi veicolari e di inquinamento: è anche un’opera che presenta una lunghissima serie di criticità legate alla sua realizzazione. E’ stato lo stesso Comune di Terni (dirigenti e funzionari) a mettere nero su bianco queste criticità, decidendo nonostante tutto di approvarne l’esecuzione. Questa apparente contraddizione, contenuta negli atti della seduta n.2 del 16.12.2010 della Conferenza tecnica dei servizi, non è sfuggita al lavoro di controllo e analisi del Comitato No Cavalcavia Cospea che aggiunge così un ulteriore freccia al proprio arco.

Cosa ha scoperto stavolta il Comitato spulciando le carte? Che in merito alle opere di urbanizzazione connesse al nuovo centro commerciale di Cospea (attualmente in costruzione, comunemente chiamato “Cospea 2”), la Commissione comunale ha espresso parere favorevole alla realizzazione delle opere di urbanizzazione che comprendono anche il cavalcavia in via Alfonsine previsto per consentire il collegamento sottostante tra “il Pianeta” e “Cospea 2” pur avendo individuato decine di criticità legate alle opere e al cavalcavia stesso.

MENO VERDE, PIU’ GRIGIO Tra le criticità ci sono una serie di rilevazioni tecniche (in merito a materiali, distanze di vari elementi, assenza di dettagli nel progetto) cui fanno seguito una lunghissima serie di prescrizioni e modifiche. Tra queste c’è n’è una che appare più particolare delle altre: viene chiesto di ridurre il verde pubblico previsto nell’area limitrofa al cavalcavia poiché comporterebbe da parte del Comune “frequenti e specialistici interventi manutentivi” e quindi “elevati costi di gestione che non possono essere garantiti”. Insomma, meglio il grigio (quello del cemento) che il verde (quello di giardini e piante): mantenerlo costa decisamente meno. Dal Comitato ipotizzano scherzosamente che forse il Comune sta pensando ad un altro tipo di verde pubblico: quello di murales colorati in cui siano raffigurate piante e vegetazione.

ALTERNATIVE? NO GRAZIE Alla luce di queste ultime scoperte del Comitato, appare sempre più sorprendente l’ostinazione dell’Amministrazione comunale nel voler dare seguito al contestato cavalcavia. La vicenda in effetti può apparentemente essere vista in questo modo: da una parte c’è un’opera pubblica (cavalcavia) molto costosa, contestata dai residenti, che rischia di causare problemi e che per la sua realizzazione presenta molte criticità; dall’altra una serie di alternative a quell’opera (galleria sotterranea, passerella ciclo-pedonale, rotonda), tutte apparentemente molto più semplici, efficienti ed economiche, ben accette dai cittadini e prive di problematiche.

Per circa due anni il Comune si è rifiutato di valutare queste alternative, soltanto lo scorso aprile la Giunta ha deciso di costituire “un apposito gruppo di lavoro interdirezionale, col compito di analizzare e valutare le soluzioni avanzate dai cittadini proponenti o altre soluzioni alternative e per determinare nei tempi più brevi una risposta concreta che possa approdare ad una modifica del piano attuativo”. Di questo gruppo non si conoscono ancora sviluppi. Non resta che vedere quale sarà l’orientamento della nuova Giunta appena insediatasi per il Di Girolamo bis.

COMUNICATO DEL COMITATO Questo il comunicato integrale del presidente del Comitato No Cavalcavia Cospea, Moreno Castellucci:

“La Conferenza tecnica dei servizi permanente nella seduta n.2 del 16.12.2010 ha preso in esame le “Opere di urbanizzazione relative al Piano Attuativo di iniziativa pubblica per la realizzazione di un intervento direzionale e commerciale in loc. Cospea – Nucleo compreso tra Via Alfonsine e Via Montefiorino”. Presenti i dirigenti/funzionari delle direzioni interessate. L’importo complessivo delle opere di urbanizzazione approvato ammonta a € 2.432.945,48.

La Commissione, al termine dell’illustrazione e dopo attento esame, tenuto conto delle delucidazioni e dei chiarimenti forniti dal soggetto attuatore, ha espresso un sorprendente “… conclusivo parere favorevole alla proposta progettuale con le prescrizioni evidenziate nei singoli pareri dell’Ufficio … “.

Lo scrivente Comitato, esaminate le numerose osservazioni, ritiene incomprensibile, anche se formalmente accettabile, il parere favorevole espresso dalla suddetta Commissione e invita la cittadinanza ad una seria riflessione sul perché l’Amministrazione Comunale, preso atto di tali evidenze, non abbia ritenuto opportuno rigettare la proposta progettuale imponendo al progettista una rielaborazione più chiara e completa anziché formulare cotante pesanti prescrizioni.

Criticità verbalizzate nel corso della conferenza:

Direzione Manutenzione Rete stradale

In merito alla realizzazione del cavalcavia di Via Alfonsine:

• Si ritiene tecnicamente non valida la composizione della pavimentazione stradale …

• Si ritiene insufficiente lo spessore della massicciata bituminosa del sottofondo …

• Si ritiene incompatibile, in presenza di conglomerato bituminoso del tipo drenante e fono assorbente, la tipologia dei corpi ricettori delle acque previsti …

• Non sono reperibili, dagli elaborati allegati al P.A., informazioni in merito agli accorgimenti adottati per il rispetto delle normative in materia di abbattimento delle barriere architettoniche.

• Nella relazione tecnica si cita funzione ciclopedonale dell’attraversamento di Via Alfonsine. Tuttavia non si rilevano elementi tecnici relativi ad eventuali piste ciclabili di prolungamento con quelle esistenti in Via Alfonsine.

In merito alla realizzazione due zone di parcheggio pubblico:

• Si ritiene non adeguatamente strutturato, il complesso degli strati di materiale componenti la sede viabile dei parcheggi. In particolare occorre inserire uno strato di massicciata bituminosa tra la fondazione stradale e lo strato di bynder …

Direzione Manutenzione Illuminazione pubblica

Viene richiesto di integrare il progetto con le seguenti prescrizioni e modifiche:

a) Completamento degli elaborati previsti dalla L.R. 20/2005 e regolamento attuativo n. 2/2007 All. B, con esplicitazione dei livelli di illuminamento conseguiti e dei dettagli realizzativi degli impianti;

b) L’altezza dei pali da utilizzare in Via Alfonsine deve passare da 7 a 8 m per le esigenze illuminotecniche delle zone;

c) La relativa interdistanza deve passare da 20 a 30 m;

d) La potenza dei relativi corpi illuminanti deve passare da 250 W a 150 W – ioduri di sodio,

e) Il tratto di Via Alfonsine coperto dalla nuova illuminazione deve essere esteso fino a tutto il tratto rettilineo a cavallo del sottopasso (150 m tra il primo ed ultimo palo);

f) Deve essere realizzata la progettazione integrale dell’illuminazione pubblica dell’intersezione stradale con Piazzale Senio (nell’attuale idea-progetto limitata ad un solo lato);

g) Nella grande area di parcheggio si deve riprogettare l’illuminazione rispettando la prescrizione di provvedere la protezione dei sostegni dagli urti con gli autoveicoli mediante idonea compartimentazione e distanziamento;

h) Deve essere rivisto il computo metrico adeguando al prezzario vigente i costi indicati per i singoli sostegni e corpi illuminanti;

i) Deve essere armonizzata la scelta dei corpi illuminanti, tenendo anche presente la necessità di adottare ottiche asimmetriche specie per l’illuminazione del parcheggio,

j) Per l’illuminazione del sottopasso deve essere evitato l’utilizzo di proiettori non incassati a causa della forte incidenza del vandalismo, adottando esclusivamente proiettori da incasso e rivisitando la scelta dei materiali anche rispetto agli oneri di manutenzione;

k) La progettazione elettrica deve essere approfondita perseguendo quanto più possibile la “chiusura ad anello” delle linee elettriche presenti;

l) Non deve essere presente impianto di terra in quanto la norma ne proibisce l’uso per impianti in classe II;

m) Nel computo metrico deve essere contemplata la rimozione dei tratti di impianto esistenti;

n) Dalle considerazioni fatte, a Via Alfonsine viene assegnata classificazione illuminotecnica di progetto CE2, mentre tutte le altre aree saranno illuminate secondo la classificazione illuminotecnica CE3.

Direzione LL. PP. Opere di Urbanizzazione

Elenco di rilevanti problematiche riscontrate nel Computo metrico:

• Voci 8 – 9 – 10 – 11 e 12 – Nel computo metrico delle suddette voci, dalla sezione 30 alla 17, è stata conteggiata una larghezza pari a mt. 1,20 contro i mt. 0,68 previsti nell’abaco delle fognature del Comune di Terni ed anche per i tratti 18 – 16, 35 – 45, 46 – 44, nel computo compare una larghezza di mt. 0,70 contro i mt. 0,60 previsti nello stesso abaco suddetto,

• Voci 13 – 14 – La lunghezza delle tubazioni che attraversano i pozzetti vanno detratte per le parti che appunto attraversano i suddetti pozzetti;

• Voci 71 – 72 – 73 – 74 – Non è evidente come scaturiscano i 12.000 Kg. Di acciaio, occorre un conteggio analitico;

• Voce 1 – (Aree piazze da pavimentare) Non c’è riscontro nei disegni delle aree presenti nel computo, sarebbe meglio indicarle;

• Voci 75 – 76 – 77 – Idem c.s.;

• Voci 78 – 79 – 80 – 81 – 82 – 83 – 84 -85 – Idem come voce 1;

• Voce 33 – Devono essere fornite le misure “DTM” ante e post-operam dalle quali si evidenzi il volume conteggiato nel computo ed anche i volumi delle superfici pavimentate;

• Voci 22- 25 – Le quantità del ferro sono state conteggiate a 100 Kg/mc in fondazione e 120 Kg/mc in elevazione, ma va fornito il calcolo analitico del ferro;

• Voci 26 – 27 – 28 – 29 – Non si evidenziano nel disegno delle carpenterie, le misure riportate nel computo;

• Voce 31 – Le quantità del ferro sono state conteggiate a 150 Kg/mc, ma va fornito il calcolo analitico del ferro;

• Voce 32 – Manca la dimostrazione del calcolo dal quale scaturiscono i 700 mq. di ponteggio;

• Voci 45 – 46 – Non è indicato dove vengono posti in opera i cordoli in pietra dura;

• Voce 52 – Dal volume della sabbia per l’allettamento del collettore, va detratto il volume che occupa il collettore stesso;

• Voci 53 – 54 – 55 – La lunghezza delle tubazioni che attraversano i pozzetti vanno detratte per le parti che appunto attraversano i suddetti pozzetti;

• Voce 36 – Manca la dimostrazione analitica di come scaturiscono i 2.866 mc. di rilevato stradale;

• Voci 41 – 42 – 43 – Manca la dimostrazione analitica di come scaturiscono i 2.320 mq. di superficie del cavalcavia;

• Voce 44 – In questa voce i mq. del cavalcavia aumentano da 2.320 a 3.500, manca la dimostrazione analitica;

• Voci dalla 86 alla 117 – Manca un disegno nel quale risultino posizionate e numerate le essenze arboree.

Quanto sopra con riserva di espressione del giudizio finale al collaudo delle opere.

Direzione Manutenzione Verde pubblico

… Il verde su aree pubbliche o da cedere prevede la messa a dimora di 700 arbusti di vario tipo, il verde su aree non da cedere circa 35 alberi di alto fusto e una quantità di arbusti, nulla viene previsto come prato e sistemi di irrigazione …

• Pur apprezzando l’elevato valore ornamentale e qualitativo del progetto rimesso, si evidenzia che, al fine di garantire un adeguato benessere fitosanitario ed un aspetto costantemente gradevole delle specie arbustive individuate, saranno necessarie da parte dell’Ente frequenti e specialistici interventi manutentivi, con conseguenti elevati costi di gestione che non possono essere garantiti. Pertanto si prescrivono alcune modifiche volte alla semplificazione del progetto e dei successivi oneri di manutenzione:

a. Riduzione del numero di specie arbustive che saranno utilizzate;

b. Eliminazione delle aiuole 5,6,7,8,9,10,11,12 e 13, a causa delle loro ridotte dimensioni;

c. Eliminazione delle aiuole 21 e 22 le cui essenze avrebbero goduto esclusivamente di luce artificiale.

• Dovrà essere previsto un impianto di irrigazione automatizzato mediante sistema di gestione elettronico, realizzato a regola d’arte, con le seguenti caratteristiche:

a. Per contenere i consumi d’acqua potabile l’impianto dovrà essere conforme alle prescrizioni dell’art. 9 della L.R. 9/2009, che impone l’utilizzo di acqua di pioggia ai fini irrigui;

b. Tutti gli alberi e tutte le siepi piantumate dovranno essere dotati di un impianto ”a goccia” per almeno i primi due anni;

c. Gli irrigatori dovranno essere di tipo dinamico e posizionati in maniera tale che non si creino sovrapposizione di aree di influenza o aree completamente scoperte e che non disperdano acqua lungo il marciapiede comunale esistente ed i percorsi pedonali interni;

d. E’ necessario che i percorsi delle tubazioni siano dotati di un numero adeguato di pozzetti,al fine di garantire un funzionale cambio di direzione e per consentire la rapida ispezione dell’impianto;

e. Per evitare intasamenti delle tubazioni e per ridurre al minimo i depositi di calcare e di materiale residuo (fogliame, erba, sassi), è necessario prevedere dei filtri, a monte dell’impianto, in gradi di trattenere sia i residui grossolani che quelli non visibili.

• Per quanto riguarda le superfici a prato, al fine di prevenire eventuali sofferenze determinate da temporanei malfunzionamenti dell’impianto di irrigazione, dovranno essere utilizzati sementi particolarmente resistenti alla siccità.

L’esito della sopra citata Conferenza è parte integrante e sostanziale della delibera n. 402 del 29.12.2010 con cui Il Consiglio Comunale ha approvato il Piano Attuativo”.

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