Terni, Comune diffida società a riaccendere inceneritore ex Printer, iter si allunga

Lo scorso 14 aprile il Comune di Terni ha diffidato la Terni Biomasse, ex Printer, a riattivare l’impianto di Maratta. La società (che fa parte della Tozzi Holding) ha infatti avviato i lavori per riaccendere il secondo inceneritore della Conca ma, almeno in questo caso, l’Amministrazione comunale ha deciso di prendere tempo e non concedere subito il nulla osta.

Lo stop di palazzo Spada è stato dettato “da motivi tecnici e giuridici, a fronte di una richiesta di procedura abilitativa semplificata, Pas, per la riaccensione del bruciatore autorizzato nel 2005”. Dopo questo stop, il 18 aprile la Terni Biomasse ha presentato le controdeduzioni. A questo punto il Comune, la direzione Edilizia, ha chiesto una valutazione della vicenda alla Provincia poiché è stato proprio palazzo Bazzani, nove anni fa, ad esprimersi sulle autorizzazioni. Insomma, l’iter per la riaccensione si allunga. I maligni penseranno si tratti di una mossa dell’Amministrazione comunale adottata per evitare che il secondo inceneritore torni in attività proprio durante la campagna elettorale, ma riprenderà a bruciare subito dopo le elezioni. Si vedrà.

Intanto l’assessore all’Urbanistica Marco Malatesta difende l’operato del Comune, “in particolare della direzione edilizia” che “smentisce in pieno le affermazione di queste ore del consigliere comunale Enrico Melasecche che o non è informato oppure strumentalizza la vicenda”. Il riferimento dell’assessore è ad un duro comunicato di Melasecche che criticava il sindaco e l’Amministrazione comunale per aver permesso la riapertura di ben due inceneritori.

“La diffida – sostiene Malatesta – è tutt’altro che l’accondiscendenza di cui parla Melasecche, ma è un percorso rispettoso e attentissimo alla normativa, un iter garantista verso gli interessi generali e la salute dei cittadini. Un percorso pienamente condiviso da questa Amministrazione comunale che si è mossa in questi anni con atti concreti per garantire la salute dei cittadini, il miglioramento della qualità ambientale della città, autorizzando e sostenendo solo quelle attività produttive che vanno in questa direzione. Ogni altra affermazione – conclude l’assessore – è fuorviante, dettata da esigenze politiche ed elettorali, le stesse che hanno spinto in questi anni il consigliere Melasecche a gridare a falsi allarmi, ad alimentare una polemica esasperata che non è servita certo alla crescita di terni”.

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