Terni, controlli antidroga a scuola, professore non fa entrare polizia e cane in aula

Il 26 marzo scorso la polizia ha eseguito dei controlli antidroga in alcune scuole superiori di Terni (qui articolo e video). In una di queste, l’Istituto geometri Antonio da Sangallo, è accaduto qualcosa di inconsueto: un professore si è opposto ed ha impedito agli agenti e al cane antidroga di entrare nell’aula. A seguito di questo, nei suoi confronti è stato avviato un provvedimento disciplinare da parte dell’ufficio scolastico provinciale dell’Umbria.

Protagonista della vicenda è Franco Coppoli, insegnante di lettere e militante dei Cobas. A Radio Onda d’Urto ha raccontato: “Stavo interrogando alcuni studenti sulla seconda guerra mondiale quando è stata improvvisamente aperta la porta. C’era un cane lupo che stava per entrare, dietro tre poliziotti che chiedevano di uscire per controllo antidroga. Ho pensato: la polizia dentro la scuola che interrompe le lezioni? Così ho avuto la prontezza di chiedere: ‘ma avete un mandato del magistrato?’ Loro si sono fermati ed hanno risposto ‘no, ci ha autorizzato la preside’. Ho replicato: ‘la preside vi può autorizzare ad entrare nella scuola, a controllare bagni e corridoi ma dentro la mia aula mentre faccio lezione non potete entrare, se provate ad entrare vi denuncio per interruzione di pubblico servizio'”. Dopo qualche momento di tensione, ha spiegato l’insegnante che gli agenti hanno deciso di non entrare e di proseguire i controlli in altre aule. “I ragazzi – racconta ancora Coppoli – avrebbero voluto fare un applauso ma li ho subito bloccati, gli ho solo detto: ‘ricordatevi di non farvi mettere i piedi sulla testa e di rivendicare sempre i vostri diritti’, poi ho ripreso ad interrogare”.

Secondo Coppoli i controlli antidroga nelle scuole effettuati con quelle modalità sono “gravissimi” perché “violano lo spazio educativo”. Secondo l’insegnante la logica è “creare il problema e agire in maniera repressiva. Ma trovare un ragazzo con una canna dentro la scuola, significa rovinarlo con conseguenze penali o amministrative. La scuola serve invece a capire eventuali problemi ed intervenire non con l’ottica della repressione, con i pastori tedeschi”.

Infine afferma Coppoli: “Parlando con i colleghi, nella discussione c’è stata una condivisione almeno dello spirito dell’intervento cioè del fatto che la scuola non possa essere violata così, con le intimidazioni dei ragazzi, con la spettacolarizzazione della repressione”.

Franco Coppoli era salito agli onori delle cronache nazionali nel 2009 quando rimosse il crocifisso dall’aula. In quel caso fu sospeso per un mese (qui articolo di Repubblica). Qui invece l’audio dell’intervista di Radio Onda d’Urto a Franco Coppoli.

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