Terni, da domani sarà operativa residenza protetta di Collerolletta. Agci in aiuto a coop Aidas

Una storia travagliata sin dall’inizio. Alla fine per la residenza protetta di Collerolletta è arrivato il tanto sospirato lieto fine: da domani sarà finalmente operativa. Per la cooperativa Aidas, proprietaria della nuova e funzionale struttura ed alle prese con difficoltà economiche legate anche a questa storia, non è l’unica buona notizia. La Uil di Terni in una nota fa infatti sapere che a fianco dell’Aidas si sta muovendo l’Agci (associazione generale cooperative italiane): venerdì 2 agosto presenterà proprio a Collerolletta un piano per uscire dal pantano.

Dopo il via libera del Consiglio di Stato, che ha dato ragione all’Aidas, la nuova residenza protetta è pronta ad accogliere gli anziani. I primi venti saranno trasferiti già nelle prossime ore: arriveranno dal Domus Gratiae. Inaugurata due anni fa e fino ad oggi mai utilizzata, la struttura di Collerolletta ha alle spalle una storia particolarmente travagliata tra affari mal riusciti con la Diocesi di Terni a contese con la cooperativa Actl (qui gli articoli su struttura di Collerolletta: articolo 1, articolo 2, articolo 3).

Esulta la Uil di Terni: “Inizia dunque finalmente ad essere operativa una moderna ed efficiente struttura di 7.000 mq che può essere considerata un vanto non solo per le lavoratrici dell’Aidas che hanno voluto realizzarla ma anche per l’intera città. Una buona notizia anche per gli anziani ricoverati che avranno una residenza confortevole ed efficiente, immersa nel verde di Collerolletta”.

Per quanto riguarda invece l’aiuto da parte di Agci, il segretario di Uil Terni, Gino Venturi, afferma: “L’intervento autorevole di Agci nazionale con una concreta e diretta assunzione di responsabilità e la scesa in campo di tecnici del settore delle cooperative è già di per se elemento positivo per quanti, come la Uil, si battono concretamente da mesi non solo per creare le condizioni che consentano a decine di lavoratori di poter finalmente prendere gli stipendi arretrati ma anche per dare agli stessi prospettive certe di occupazione futura”.

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