Terni, De Luca: “Coltivazioni sopra discarica di rifiuti, Maratta come Terra dei fuochi”

Il documento risale a febbraio 2009 ma per oltre 6 anni è rimasto avvolto nel silenzio. Eppure è terrificante: attesta che in alcune zone di Terni si coltiva frutta e verdura proprio sopra a dei rifiuti urbani decenni fa, che si coltiva anche nei pressi di fanghi industriali e che in passato sono avvenute “combustioni incontrollate di rifiuti”. A riportare alla luce il documento, redatto dalla Regione Umbria, è il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Thomas De Luca, che insieme agli altri consiglieri pentastellati ha presentato delle interrogazioni a riguardo.

Il comunicato di Thomas De Luca:

“’Negli anni dal 1980-1985 le cavità originate sono state colmate mediante l’apporto di rifiuti provenienti in prevalenza dai centri urbani dei comuni di Terni e Narni. L’area è stata ricoperta con terreno per circa 1 m ed è attualmente coltivata.’ Così si legge nella scheda di sintesi riguardante l’area “Ex cava Sabbione” contenuta all’interno del Piano Regionale per la bonifica delle aree inquinate. Sito di interesse regionale di categoria A2, ovvero ad alta presunzione di contaminazione. I contaminanti che il piano prevede di cercare sono: Metalli pesanti, Idrocarburi, solventi,  alifatici clorurati cancerogeni, PCB, amianto e diossine.

Oggi ci chiediamo come sia possibile che in un documento ufficiale della Regione Umbria si faccia riferimento in maniera così spudorata al fatto che sopra ad una discarica vi fosse la presenza di una coltivazione. Umbria la Regione del benessere, del buon vino e del buon cibo e poi c’è Terni. Tre piani di sviluppo rurale che superano i due miliardi  e nemmeno un euro stanziato per analizzare, mettere in sicurezza, bonificare, rimediare ad anni ed anni di sversamenti di veleni, nell’aria nell’acqua e nel suolo. Questa è la condotta dei dirigenti del Partito Democratico ternano, collaborazionisti di una Regione totalmente disinteressata a Terni.

Ecco perché la presentazione in massa di interrogazioni per avere risposte. Che fine hanno fatto le decine di siti da bonificare ternani inseriti nell’anagrafe Regionale di cui numerosi ancora ad oggi ad uso agricolo, come la discarica di Maratta 1? Proprio nella discarica di Maratta 1, ad uso agricolo, si parla di “combustioni incontrollate di rifiuti” e “plastica bruciata nel ‘94.  Ora davvero ci vuole molta fantasia ad evitare paragoni con la terra dei fuochi. Tutto questo nel più totale silenzio e disinteresse.

Chiediamo e pretendiamo di sapere se su questi siti siano ancora ad oggi svolte attività agricole e se questi prodotti finiscano sulle nostre tavole o su quelle degli italiani. Pretendiamo inoltre che la Regione Umbria inizi a trattare Terni come un territorio in emergenza e come un caso straordinario, attuando tutti gli strumenti straordinari idonei a porre rimedio a questo disastro ambientale.

“Misure di prevenzione per la gestione degli allevamenti avicoli rurali finalizzati a ridurre i rischi legati alla contaminazione ambientale”, un’ordinanza senza numero emanata il 26 novembre dello scorso anno che dispone il rispetto delle prescrizioni in tutto il territorio comunale diffuse dalla USL2 Umbria. Fra queste anche quella di allevare “polli e galline in ambiti protetti dalla contaminazione ambientale (protezione con tettoia delle aree recintate dove razzola il pollame, allevamento in ambiti chiusi, ecc.) al fine di evitare che mentre beccano il terreno, possano assumere sostanze nocive.”

L’ordinanza, che ha a dir poco del ridicolo incentrando 4 prescrizioni su 5 nel sostegno dell’ardua tesi che a produrre la contaminazione da diossine e PCB siano stati davvero gli allevatori a bruciare buste di plastica nei loro cortili, è passata totalmente nel silenzio anche dello stesso Sindaco.

Il M5S depositerà un’interrogazione al fine di chiedere se tale ordinanza abbia un valore meramente informativo declassandosi quindi a semplice comunicato istituzionale oppure imponga la chiusura degli allevamenti all’aperto, quali siano i controlli ad oggi posti in essere per verificare qualora il rispetto di tale prescrizione, se tale ordinanza sia ad oggi in vigore.

Una riflessione di certo non può mancare sul nuovo piano di monitoraggio predisposto da Regione, Asl, Arpa e Comune. Riscontrare valori negativi nelle nuove analisi, ora con gli allevamenti al chiuso sarà davvero facile ma rinchiudersi dovranno anche gli essere umani per evitare la contaminazione?”.

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