Terni, debiti fuori bilancio, Melasecche: “Ascoltata la dirigente, emergono responsabilità politiche”

“L’audizione della dirigente apicale al Settore Scuola del Comune di Terni per molti anni fino al 31 dicembre 2015, dott.ssa Moscatelli, su cui sembravano scaricarsi tutte le responsabilità dei comportamenti gravemente irregolari che hanno creato dal 2008 al 2016 oltre 1.700.000 euro di debiti fuori bilancio ha chiarito (a chi vuol capire) molti aspetti della vicenda”. E’ quanto afferma il consigliere comunale Enrico Melasecche scrivendo per punti:

“1)- la dirigente ha fatto richiesta due/tre volte ogni anno per otto anni di seguito agli assessori al Bilancio ed alla Scuola, oltre che alla Dirigente al Bilancio di stanziare i fondi indispensabili per fornitura dei pasti ai bambini nelle mense;

2)- la stessa ha quindi chiarito in modo inequivocabile che erano tutti al corrente anche dell’esistenza dei debiti fuori bilancio che nel frattempo aumentavano di anno in anno, a meno che, di fronte alle sue richieste, la giunta “non fosse cosciente delle carte inoltrate”…il che pone forti dubbi sulle capacità di costoro di leggere documenti elementari;

3)- alla domanda di chiarire se dall’1 gennaio 2016 la stessa dirigente è stata posta nelle condizioni di svolgere il lavoro da dirigente (per cui è retribuita) la stessa conferma di non avere una struttura minima da dirigere, di non avere direttive nè obiettivi da raggiungere nè da parte del sindaco nè da parte della dirigente apicale cui è gerarchicamente sottoposta, il che fa sorgere fortissimi dubbi sulla bontà della seconda riforma del personale visto che manteniamo dirigenti, con stipendi adeguati, senza utilizzarli al meglio delle loro capacità ed esperienze, facendo loro fare quotidianamente quasi nulla; gli assessori licenziati in tronco costavano molto meno;

4)- la dirigente non ha mai contestato, a sua memoria, ai due fornitori All Foods e CNS alcuna fattura nè ricorda di aver mai dato l’assenso al pagamento di fatture per interessi e penali per i ritardi rilevanti nei pagamenti”

“Da tutto ciò – scrive ancora Melasecche – viene confermato, salvo ulteriori elementi non chiari inerenti la volontà di nascondere tutti;

a)- che la città è stata amministrata a dir poco con estrema leggerezza;

b)- che scientemente sono stati falsati i bilanci dal 2008 al 2016 in quanto se quei debiti fossero emersi (da qui l’assoluta opacità nel consegnare documenti e rispondere ai quesiti per mesi e mesi) i risultati di bilancio sarebbe stati ben diversi con disavanzi da ammettere ogni anno rispetto ai pareggi o agli avanzi dichiarati. È tutto questo normale, in un Paese normale, in una città normale, oppure chi ha il dover di accertare i danni e le colpe oltre alle volontà di nascondere il tutto per mesi e per anni forse dovrebbe battere qualche colpo?”.

Il consigliere prosegue: “Rimane il problema di procedere nell’iter previsto dalla legge che porterà da qui a Natale il Comune di Terni ad essere uno degli 84 su oltre 8.000 in Italia costretto al disonore di una procedura di predissesto, sottoposto al controllo continuo della Corte dei Conti riservato alle citta inaffidabili ma, soprattutto, quello delle conseguenze pesanti per i cittadini che saranno costretti per molti anni (fino al 2045) per colpa di sindaci ed assessori del PD a vedere aumentate tasse e tariffe, a vedere ridotti i servizi forniti dovendo pagare ogni anno dei prossimi cinque un importo pari ad oltre 5 milioni da sottrarre agli investimenti ed ai servizi ai cittadini. Come suol dirsi “lacrime e sangue”. #grazieleopòquantoseibravoebuonotu”.

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