Terni, disoccupazione giovanile, Rs: ”Ecco 2 provvedimenti concreti”, Tcf: ”Grave silenzio sindaco”

I dati sulla disoccupazione, soprattutto quella giovanile, dipingono per Terni una situazione economica disastrosa ed in rapido declino. Nonostante siano stati diffusi l’altro ieri, Comune e Provincia non hanno ancora commentato quei drammatici numeri. Oggi sono due movimenti politici non rappresentati nelle istituzioni locali ad avanzare valutazioni e proposte. Rinascita Sociali Rdl propone due provvedimenti che Comune e Provincia potrebbero mettere in atto mentre Terni Città Futura giudica grave il silenzio del sindaco.

RINASCITA SOCIALISTA In una nota il segretario regionale di Rinascita Socialista, Andrea Fabbri, scrive: “Essendo una priorità assoluta perché ne va del nostro futuro, è necessario mantenere costantemente aperto il dibattito sul problema della disoccupazione giovanile. A tal fine Rinascita Socialista R.D.L. offre qualche proposta operativa”. La prima delle quali è quella di “modificare il regolamento sui volontari civili”.

VOLONTARI CIVILI Fabbri spiega così la proposta: “Le circoscrizioni non ci sono più, ma si continua a mantenere il sistema dei volontari civici gestito dalla pre-esistente Direzione decentramento: centinaia di pensionati impiegati in attività di guardiania e di diverso tipo di volontariato, pagati a ora. Un sistema che ancora oggi impegna il bilancio comunale di Palazzo Spada per più di 600 mila euro all’anno. Non diciamo che gli anziani non debbano essere aiutati o che si debbano prendere decisioni che possono far emergere conflitti generazionali. Al contrario affermiamo che il Comune di Terni, attraverso una revisione del regolamento sui volontari civici, operi una politica sociale volta alla continuità generazionale in cui le vecchie generazioni siano di aiuto e sostegno alle nuove, non in termini assistenzialisitici bensì di incentivazione all’operatività quotidiana. Ovvero: se il Comune di Terni ha davvero bisogno di volontari civici, metta questo strumento a disposizione dei giovani ternani neodiplomati o neolaureati attraverso la modifica dello specifico regolamento grazie alla quale modifica si possano studiare percorsi simili a quelli del servizio civile, in cui i ragazzi – magari selezionati in base a meriti scolastici – possano avere la possibilità di partecipare alla costruzione della loro comunità, possano maturare esperienze e/o conoscere da vicino i percorsi amministrativi che sovraintendono la vita di una città. Sarebbe una esperienza formativa ed educativa in grado di rappresentare una prima, seppur parziale risposta. Per fare ciò – aggiunge il segretario regionale di Rs – non è necessario rinunciare agli anziani, il cui ingresso nel nuovo sistema di volontariato civico potrebbe essere condizionato a reali necessità economiche e sociali da accertare tramite il nuovo Isee. I giovani hanno bisogno di scelte chiare da parte della politica. E bisogna farle”.

GARANZIA GIOVANI La seconda proposta di Fabbri è rivolta alla Provincia di Terni: “Rinunci alla consulenze esterne per la selezione di Garanzia Giovni e metta i soldi per aumentare il numero di ragazzi accolti nel progetto”. Spiega ancora il segretario regionale di Rs: “La Provincia di Terni attraverso i Centri per l’Impiego sta gestendo l’operazione ‘Garanzia Giovani’. Ma da questa operazione chi ci guadagna? I giovani o anche qualcun altro? Sebbene il personale della Provincia di Terni sia stato dichiarato in eccedenza rispetto agli effetti bisogni, e nonostante le recenti stabilizzazioni di lavoratori presso i Centri per l’Impiego la Provincia di Terni ha affidato a operatori esterni il compito di effettuare i colloqui orientativi ai ragazzi che fanno domanda di accesso al programma. Perché? Il programma Garanzia Giovani ha tempi e risorse contingentate. Il programma si esaurisce entro il 31 dicembre di quest’anno e si esaurisce quando si esauriscono le risorse assegnate dal Governo alla Regione Umbria. Stanno arrivando moltissime domande. Parecchie saranno accolte, ma quando saranno finiti i soldi a disposizione non ne saranno accolte altre. Perché destinare risorse all’ingaggio di orientatori esterni quando i Centri per l’Impiego hanno orientatori al proprio interno? Questi soldi possono essere utilizzati per dare possibilità a qualche giovane in più o no?”.

TERNI CITTA’ FUTURA Michele Rossi del movimento civico Terni Città Futura in una nota scrive: “Sappiamo come è ridotta questa città, quanto stia soffrendo. Quanto la realtà di ogni giorno sia effettivamente dura. Alcune notizie uscite questa settimana meritano molto di più della veloce attenzione della stampa; meritano giuste ed opportune valutazioni e consequenziali reazioni; non ci possiamo permettere di dimenticarle nel giro di pochi giorni; non si possono politicamente ne minimizzarle ne tanto meno ignorarle, pensando di ridurre il tutto allo sdegno di un attimo. Per questo è grave la mancanza di un commento ufficiale da parte del primo cittadino”.

Per Rossi “si tratta di dati e notizie che ben delineano la peculiare situazione della città di Terni e che se collegate nella stessa riflessione ci danno un quadro chiaro e crudo della reale situazione. La sempre aperta vertenza Ast (con i suoi circa 500 fuoriusciti) a cui si sono aggiunti in queste ore i terremoti giudiziari relativi ai furti e al sistema degli appalti, perché a differenza di chi vuol farcelo credere, per opportunismo elettorale, noi tutti sappiamo che questa città non può essere immune da fenomeni di corruzione”.

Continua l’esponente di Tcf: “Aggiungiamo poi al discorso quel dato enormemente pesante relativo all’aumento dei furti in appartamento, quel + 243% (in 10 anni) che piazza Terni al quarto posto dei territori italiani più bersagliati dai ladri, e la trasforma in un caso nazionale da discutere politicamente nei talk televisivi. Come non riportare poi alla mente i dati diffusi dalla Camera di Commercio, quel 51% dei giovani sotto i 25 anni che in questa città non ha una occupazione, il 10% rispetto al trend nazionale;è chiaro che qui la disoccupazione giovanile è ormai una vera e propria emergenza sociale, più che altrove”.

“In questa città – sottolinea Rossi – un giovane su due è senza lavoro, dunque senza futuro, senza speranza di costruire la propria vita, il proprio percorso nella società. La disoccupazione generale è triplicata in 3 anni, dal 4,2% al 12,2% del 2014. In nessun altro territorio si è assistito alla triplicazione del tasso di disoccupazione. Questo è ormai un territorio dove neanche una azienda di call center (Key4Up), da sempre considerata una occupazione in crescita, stressante ma anche relativamente facile da trovare, riesce a sopravvivere; è in crisi non paga gli stipendi e si prepara a ridimensionarsi se non a chiudere. Basterà collegare queste singole informazioni a ciò che ogni giorno vediamo in città, pensiamo al degrado diffuso,alla sporcizia e alle tante saracinesche abbassate; ai tanti imprenditori lasciati al loro destino, agli anziani che vediamo scarruffare nei cassonetti della spazzatura o alle spiazzanti richieste di aiuto delle nuove povertà, per avere il completo e reale quadro della peculiare crisi che vive la nostra città”.

Conclude Rossi: “Un quadro di enorme difficoltà, di sofferenza, di povertà, di depressione e di innegabile decadenza. Prima si prende coscienza della situazione e prima si riuscirà ad individuare gli strumenti per risolverla. Perché continuare a far finta di nulla, ripetere a se stessi e ai cittadini che va tutto bene non è la soluzione; così come convincersi, per assoluzione anche della propria coscienza, che non siamo l’unica città in queste condizioni e che c’è pure chi sta peggio, non potrà che portarci a situazioni ancor più drammatiche; bisogna agire”.

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