Terni, dl sulle Province, Polli: ”Fino al 31 dicembre garantiti servizi e dipendenti”

Il presidente della Provincia di Terni, Feliciano Polli, anche in veste di membro dell’ufficio di presidenza dell’Upi nazionale, interviene sull’approvazione, avvenuta in Senato, del decreto sulle Province. Secondo il presidente “il disegno di legge Del Rio non rappresenta quel progetto di riforma organica della pubblica amministrazione di cui il Paese ha un urgente bisogno”. Il provvedimento, che passerà ora all’esame della Camera, secondo il presidente, “non comporterà effettivi risparmi di spesa, come più volte affermato dalla Corte dei Conti, ne migliorerà l’efficienza dell’amministrazione locale. L’unico effetto che si determinerà sarà il venire meno della rappresentanza democratica dei cittadini, i quali non potranno più scegliere i loro amministratori a fronte di un ente destinato a restare per importanti funzioni di area vasta, così come in tutti i paesi europei”.

Polli prosegue affermando: “Il tema delle Province non si esaurirà con l’approvazione definitiva della legge. Il Parlamento nei prossimi mesi sarà infatti impegnato nella riforma del titolo V della Costituzione. In quella sede sicuramente più appropriata, dovrà essere affrontata in modo organico la riforma della forma di Stato”. In questa prospettiva sia a livello locale, come presidente della Provincia, sia a livello nazionale come componente dell’ufficio di presidenza dell’Upi, Polli conferma “tutto l’impegno fino al 31 dicembre per garantire la continuità dei servizi, la tutela dei dipendenti e dei livelli occupazionali”, ricordando che il proprio lavoro nei prossimi mesi sarà “ancor di più indirizzato al rafforzamento dei rapporti con tutti i Comuni della provincia, perché questa complessa fase di transizione consenta ai sindaci di inserirsi nel modo migliore nella nuova prospettiva. Potranno così ancora di più comprendere la necessità di rafforzare l’ente Provincia come ente di servizio ai Comuni del territorio e ai cittadini. L’impegno sin da subito è anche a convocare, dopo il turno elettorale amministrativo, un’assemblea dei sindaci per avviare un lavoro comune, su una problematica sicuramente così delicata e complessa”.

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