Terni, giudice proscioglie imprenditore applicando principio Corte dei diritti dell’uomo

Il giudice monocratico del tribunale di Terni, Angelo Matteo Socci, ha emesso un’importante sentenza. Ha stabilito il non doversi procedere nei confronti di un imprenditore ternano accusato di omesso versamento di alcune centinaia di migliaia di euro di Iva, poiché si sarebbe trattato di un doppio giudizio per la stessa evasione fiscale. L’uomo aveva infatti già provveduto al pagamento della relativa sanzione amministrativa del 30% rispetto all’importo non versato.

Sulla questione del doppio giudizio, nell’ambito di un altro procedimento, la Cassazione, con la sentenza 1782 depositata il 15 gennaio scorso, ha rimesso gli atti alla Corte costituzionale. Nel frattempo il giudice Socci ha applicato in via diretta la decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo Grande Stevens del 4 marzo 2014. La quale ha sancito la dichiarazione di non doversi procedere per divieto di ne bis in idem, il principio giuridico per il quale non si può essere processati due volte per lo stesso fatto. Nel caso specifico il tribunale di Terni ha dichiarato la non procedibilità di un secondo giudizio relativamente a sanzioni tributarie già adeguate al fatto.

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