Terni, in Consiglio dibattito infuocato su mafia e legalità, Di Girolamo: ”Non siamo Corleone”

Un dibattito incandescente sulla mafia, sulla legalità e sulla questione morale: è quello che è andato in scena nella seduta di ieri pomeriggio del Consiglio comunale di Terni. Tre gli atti di indirizzo su cui era incardinato il dibattito ma le polemiche erano partite già dalla mattina, quando si è svolto il question time. Dopo ore di confronto tra punti di vista molto distanti, alla fine il Consiglio ha approvato un atto di indirizzo per l’introduzione di un codice etico (la Carta di Pisa) ma ha bocciato l’istituzione di un’authority per la trasparenza e un atto di indirizzo del M5S che conteneva diverse misure antimafia ed anticurruzione.

Vista l’importanza del tema, vale la pena riportare tutti i passaggi più importanti del confronto dal quale emergono idee della città straordinariamente differenti.

LA POLEMICA DELLA MATTINA Le polemiche sono iniziate fin dalla mattina, durante il question time. Motivo dello scontro: l’assenza del sindaco che avrebbe dovuto rispondere a 6 interrogazioni due delle quali riguardavano importanti e controversi aspetti sugli inceneritori ed attendevano risposta da 3 mesi.

In apertura dei lavori, il presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Mascio, ha infatti spiegato che Di Girolamo aveva inviato una comunicazione giustificando la propria assenza “per improrogabili impegni istituzionali”, vale a dire la convocazione a Palazzo Cesaroni per l’audizione speciale per le riforme statutarie e regolamentari. Nella comunicazione il sindaco ha fatto presente di aver risposto in forma scritta ad uno dei quesiti (relativo agli studios di Papigno), per le altre interrogazioni, ha fatto sapere di essere disposto a rispondere in forma scritta o risponderà nella seduta del question time del 2 febbraio prossimo.

In risposta a ciò, il gruppo consiliare del M5S (che aveva presentato le interrogazioni sugli inceneritori) in una nota ha scritto: “Ci sono interrogazioni consiliari che rimangono senza risposta, sebbene sia diritto dei rappresentanti nelle Istituzioni averne, e sebbene sia dovere (non gentile concessione) darne da parte di sindaco e assessori. Da almeno 3 mesi ci sono due interrogazioni presentate dal M5S aventi per oggetto l’inceneritore ex-Printer: i suoi contributi pubblici, l’iter autorizzativo, i contratti ed eventuali conflitti di interesse. Da 3 mesi i consiglieri aspettano risposte a loro dovute, dovute alla cittadinanza ma, prima, l’assessore Giacchetti si è sottratto a dare pubbliche risposte rimpallando al sindaco la competenza delle stesse, questa mattina il sindaco è assente alla seduta di question time. Ricordiamo che alla seduta è però presente la vice-sindaco Malafoglia che avrebbe dunque potuto rispondere (in quanto sua facoltà) magari su documento scritto dello stesso sindaco; ma anche questa possibilità è stata scartata e ad oggi alle legittime domande poste dai consiglieri del M5S nin si hanno risposte. Abbiamo richiesto che oggi pomeriggio, in vista del ritorno del sindaco Di Girolamo in seduta di consiglio, il Presidente Mascio si impegni a garantire la richiesta di risposte che attendono ormai da mesi. Attendiamo speranzosi o dobbiamo credere che (visti questi continui rimpalli per evadere le risposte) ci sia qualcosa dietro quando si tratta di inceneritori?”.

ANCORA POLEMICHE Nel pomeriggio, nuove polemiche sull’assenza del sindaco visto che, mezz’ora dopo l’inizio della seduta, Di Girolamo non era ancora rientrato dall’impegno istituzionale a Perugia. Il consigliere del gruppo misto Paolo Crescimbeni che, insieme agli altri capigruppo dell’opposizione (tutti tranne Forza Italia) aveva richiesto ed ottenuto la convocazione urgente del Consiglio per trattare la “possibile contiguità tra scandali di portata nazionale (Mafia Capitale e ‘ndrangheta perugina) e il nostro territorio”, ha sostenuto che non fosse opportuno affrontare un argomento del genere senza la presenza del sindaco. E’ così iniziato un confronto particolarmente acceso tra consiglieri di maggioranza (che chiedevano di andare avanti) e di opposizione (che chiedevano di posticipare il dibattito sulla mafia al momento in cui sarebbe stato presente il sindaco) mentre il presidente del Consiglio, Giuseppe Mascio, ricordava che Di Girolamo è “tra i più presenti ma oggi si è trovato a Perugia per motivi istituzionali”. Gli scontri sono andati avanti a lungo, fino a quando non è arrivato il sindaco: a quel punto è iniziato il dibattito sulla legalità.

IL DIBATTITO Crescimbeni ha spiegato i motivi della richiesta di un Consiglio tematico su Mafia Capitale ricordando le indagini in alcune aziende di Terni e presentando un atto di indirizzo per l’istituzionedi un’un’authority per la trasparenza e la legalità.

FERRANTI Francesco Ferranti di Forza Italia ha sostenuto che “non è un comportamento responsabile quello di andare a cercare per forza il pelo nell’uovo. Mi sembra che la magistratura ternana sia composta da esponenti di tale levatura professionale, di tale esperienza e professionalità che io ritengo non abbiano bisogno di sussurri e suggerimenti di amministratori e consiglieri comunali”, ed ha ricordato le precisazioni del pm Elisabetta Massini.

SCONTRO FERRANTI-M5S L’esponente forzista ha quindi affermato di dover affrontare rapidamente l’argomento giudicando “assolutamente irresponsabile far sì che dubbi di questo genere aleggino e restino nell’aria per troppo tempo. Lasciar crescere nell’idea popolare che ci siano determinate problematiche in una città qualora non ci fossero, è un problema che aggrava gli altri problemi. Ad oggi a me non risulta che in questa città vi siano indagini aperte su infiltrazioni mafiose. C’è stata solo un’ispezione informativa”. A questo punto è partita una contestazione dei membri del M5S. Il consigliere di FI ha allora concluso il suo intervento rivolgendosi proprio ai pentastellati: “Io di fronte a questa irresponsabilità non ci sto. In questa amministrazione c’è gente che fa della lotta politica un tentativo di cercare ogni argomento pur di prevalere. Per me una persona che fa il pubblico amministratore con questi metodi è un danno da eliminare”.

CAVICCHIOLI Il capogruppo del Pd, Andrea Cavicchioli, ha ricordato la posizione del Comitato per l’ordine e la sicurezza che in un comunicato aveva smentito che a Terni ci fossero segnali di infiltrazioni mafiose, ha espresso fiducia nella magistratura ed ha ritenuto che l’istituzione di un’authority come quella proposta da Crescimbeni “sarebbe delegittimante per la magistratura, sarebbe una sovrapposizione che creerebbe semmai problemi di confusione”.

CHIAPPINI Il consigliere comunale di Città Aperta, Faliero Chiappini, ha riconosciuto l’utilità del dibattito sulla legalità visti i rischi connessi alla presenza del carcere di massima sicurezza e la vicinanza geografica con Roma. Per il controllo degli appalti, ha sottolineato l’importanza della partecipazione, della democrazia partecipata, ed ha denunciato i problemi connessi alle normative. Chiappini ha poi parlato “dei mutati bisogni della comunità, spesso si tratta di bisogni da affrontare in urgenza. Da questo punto di vista, il problema della cooperazione va visto come un sistema di imprese. La cooperazione sul nostro territorio ha qualità manageriali, progettuali e gestionali. Le istituzioni devono però riappropriarsi di un ruolo di progettazione”.

MELASECCHE Duro e articolato l’intervento del consigliere di I love Terni, Enrico Melasecche, che ha sostenuto che a Terni “per mafia si intende un sistema tentacolare che gestisce l’economia, soprattutto quella che deriva da bilanci pubblici, fa vincere le gare sempre e solo a quelle pochissime imprese” e che “questo sistema economico produce voti per la politica. E’ questo è il motivo per cui a Terni non c’è alternanza”.

Melasecche ha snocciolato alcuni casi, cominciando dalla “sanitopoli ternana”, ricordando quanto emerso dalle intercettazioni del pc della segretaria dell’ex presidente della Regione Maria Rita Lorenzetti (si parlava di “agevolazioni” per far vincere l’appalto di global service dell’ospedale di Terni). “E’ un appalto che ancora va avanti – ha detto ancora Melasecche – in cui ci sono dentro varie imprese che peraltro sono citate dalla cronaca nazionale come inserite in quella che è stata definita Mafia Capitale”. Il consigliere ha quindi specificato: “Sogesi con Panzironi rinviati a giudizio per questioni inerenti appalti delle lavanderie industriali. Sbaglio o è la stessa impresa il cui presidente era a capo dei 10 soci di Cittaperta, l’associazione al quale il sindaco in Senato ha firmato una lettera per far avere alla radio di partito finanziamenti pubblici?”. Il consigliere ha fatto insomma riferimento a Giorgio Di Pietro che era presidente di Sogesi (ora ne è vicepresidente) e, per anni, presidente del movimento politico Cittaperta attraverso il quale Radio Galileo ha ricevuto alcuni milioni di euro di finanziamento pubblico (questione finita all’attenzione della Corte dei conti e della Procura).

Ha proseguito Melasecche: “Se poi la figlia del vicepresidente nazionale della Sogesi rivince un altro appalto milionario a Terni, è normale tutto questo?”. Il riferimento è all’appalto per la gestione del Caos e dei servizi museali: sia nell’Ati che ha vinto quello dello scorso quinquennio che quello recentemente aggiudicato per i prossimi 5 anni, c’è la società di Linda Di Pietro che ha un ruolo di primo piano nella gestione del Caos. “Tutti sanno che non si può venire a Terni perché gli appalti sono gestiti”.

Melasecche ha anche affermato: “C’è stato un periodo in questa città in cui una cooperativa ha fatturato ad Atc del signor Sbarzella centinaia di migliaia di chilometri mai percorsi. E Sbarzella ha rifatturato migliaia di chilometri al Comune. Quella cooperativa ha fatto ricorso in tribunale ed ha perso. E allora in questo palazzo è stato congegnato un arbitrato in cui l’arbitro del Comune ha dato ragione alla cooperativa che pretendeva il pagamento. Cosa ha fatto la Procura della Repubblica? Ha chiesto l’archiviazione perché la gara è avvenuta con intenti fraudolenti ma il reato era prescritto”.

FATALE Il consigliere di Forza Italia, Stefano Fatale, ha detto: “Ho capito perché in questa città abbiamo le carrozzelle ma non il circo: perché il circo lo abbiamo in quest’aula. Io credo che questo sia un tema che, per ciò che i cittadini mi hanno chiamato in quest’aula, poco mi interessa. Io credo che la magistratura abbia dimostrato di essere in grado di evidenziare le falle di questo Paese: lo ha dimostrato a Roma. Io oggi sono venuto qui per parlare dello statuto dell’Asm, per parlare con i lavoratori di Umbria Mobilità e per i piani attuativi in scadenza. Signor sindaco noi non abbiamo mai avuto l’idea della città che ha lei, non l’abbiamo sulla cultura e sulle espressioni e vorremmo vincere confrontandoci su questi temi”.

PASCULLI Il consigliere del M5S, Federico Pasculli, ha affermato: “Qual è la mafia di cui parliamo? Non è quella con la lupara. E’ una mafia che vive del sistema politico perché è fatta di individui in giacca e cravatta che sono molto più pericolosi. A volte mi chiedo se tutti viviamo nella stessa città. Non ci ricordiamo di fatti gravi come il caso Porcacchia, le mazzette del primario dell’ospedale, un istituto odontoiatrico posto sotto sequestrato per finanziamenti di tipo mafioso, il mafioso che è stato arrestato in un noto albergo del centro dove viveva normalmente, il regolamento di conti a colpi di lupara in via Castello per traffici di droga”.

CECCONI Marco Cecconi di Fratelli d’Italia ha citato un recentissimo articolo sul Corriere dell’Umbria del professore Luca Diotallevi. Il consigliere ha riportato diversi passaggi di quell’articolo: “A Terni il potere è concentrato in poche mani, troppo poche e come se non bastasse, sempre le stesse. A governare Terni è un’oligarchia di conservatori ostili ai cambiamenti. Un regime oligarchico che si fonda nella mutua assistenza tra i suoi appartenenti scelti per cooptazione. Nell’agenda di un gruppo di potere come questo non può esserci la crescita della città”. Ha detto anche Cecconi: “Noi non sappiamo se Terni è come Roma, o poco più o poco meno. Quello che è certo è che dove non c’è ricambio, né di persone né di etica politica, il confine tra potere politico e corruttela rischia, ovunque, di diventare sempre più labile”.

LAMANNA Il consigliere del Pd, Saverio Lamanna, ha affermato: “Credo che la magistratura non abbia bisogno di sollecitazioni di singoli consiglieri o del Consiglio comunale che ha il compito di garantire la massima trasparenza. Questo discorso è stato avviato anche dalle dichiarazioni della pm Massini. La cosa antipatica è che queste dichiarazioni sono riportate e la stessa pm ha detto che poi sono state riportate in maniera fantasiosa quindi non sappiamo neanche bene di cosa stiamo discutendo. E’ molto antipatico discutere non su atti o conferenze stampa documentate ma su qualcosa di riferito: chi dice ‘contiguità’, chi dice ‘esclusiva vicinanza territoriale’; chi dice ‘città non libera’, chi dice che questa espressione non è mai stata utilizzata. Si può discutere su questo?”.

Ha anche aggiunto il consigliere Pd: “La limpidezza della pubblica amministrazione e della istituzione garantita al meglio dal nostro sindaco è garanzia per tutti. A Roma il problema di infiltrazioni mafiose, ha detto il Comitato per la sicurezza pubblica, ha fatto un salto di qualità durante l’amministrazione Alemanno. Noi non abbiamo certo questo problema. Il salto di qualità qui non ci sarà fin quando ci sarà questo sindaco. In questo territorio ed anche a Perugia, ci sono gli anticorpi contro queste infiltrazioni”.

DE LUCA Il consigliere del Movimento 5 Stelle, Thomas De Luca, ha affermato: “Questa discussione dovrebbe basarsi sui fatti concreti. Io cito due questioni. La prima: il fatto che le indagini di Mafia Capitale legate a Riccardo Mancini, uomo di fiducia di Carminati, sono arrivate alla Procura di Terni per l’acquisizione di atti relativi all’affidamento diretto dell’appalto di revamping dell’inceneritore Acea. Il secondo fatto: cito quanto pubblicato da un giornale locale della Sicilia riguardo al consorzio Nebrodi Ambiente. Sergio Filippi, ex assessore del Comune di Terni dal 1985 al 1992 poi passato alla Lega Coop poi a Cns, è stato rinviato a giudizio per il reato di traffico illecito di rifiuti. Il Cns ha vinto insieme all’Asm il bando di gestione dei rifiuti” della provincia di Terni. Per De Luca “è impossibile non richiedere, anche da parte della maggioranza, la presenza di un presidio di legalità in questo territorio e non cercare di approfondire”.

Il consigliere del M5S ha poi riaperto una questione sollevata nei giorni scorsi dal vicepresidente di Italia Nostra Umbria, Andrea Liberati. Ha detto De Luca: “Quando membri del Comitato dell’ordine e della sicurezza vanno a cena con dei politici ternani che sono tuttora sotto processo, violando quelli che sono le regole del codice etico della magistratura, si mina alla base la credibilità di alcuni organi (io invito la magistratura a convocarmi, non ci sono problemi). Ed è nostro dovere, come assemblea, essere presidio di legalità di questa città”.

DI GIROLAMO Al termine degli interventi dei consiglieri, ha preso la parola il sindaco Leopoldo Di Girolamo ha premesso che, vista la presenza della criminalità organizzata in Italia, “ritengo utile che il Consiglio si occupi di legalità” ma “il Consiglio non può essere trasformato in un’aula di tribunale nella quale si fanno arringhe e si condannano le persone quando sono assolte dalla magistratura o quando sono neanche perseguite e si giudicano i magistrati a seconda dei comportamenti che hanno rispetto alle proprie idee e valutazioni. Noi dobbiamo avere il massimo rispetto, coltivare l’autonomia tra politica e magistratura perché questo è il perno fondamentale che riduce ancora di più l’infiltrazione criminale all’interno del mondo della politica e della pubblica amministrazione. Il mio partito e il gruppo di cui sono rappresentanza, ha sempre sostenuto questa divisione”.

Di Girolamo ha rivendicato i provvedimenti presi dalla scorsa amministrazione in tema di trasparenza ed ha affermato: “Noi qui cerchiamo di agire con la massima trasparenza e nel pieno rispetto delle regole. Questa è l’impronta che ci siamo dati ma io credo che questa sia l’impronta che l’amministrazione ternana ha avuto nella sua storia indipendentemente da chi si è seduto su questi scranni anche se c’è stata un’alternanza politica nella conduzione di questa amministrazione. E certo, in questo concordo con il consigliere Cecconi, l’alternanza è uno degli elementi più importanti per evitare lo strutturarsi di poteri che poi possono anche diventare poteri che travalicano le regole ma credo che da questo punto di vista, un messaggio chiaro sia stato il fatto che il sottoscritto ha rinnovato quasi per intero la Giunta prendendo persone provenienti dalla così detta società civile e non certo polli di allevamento di partiti. Quindi l’alternanza nelle posizioni amministrative c’è ed è forte”.

Ha aggiunto il sindaco: “Noi dobbiamo stare ai fatti perché sento degli interventi in cui sembra che tra Terni e Corleone non ci sia differenza. C’è una criminalizzazione della città e io starei attento perché un consigliere comunale rappresenta una parte della città. Ma voi siete del tutto tranquilli che dare questa immagine di Terni all’esterno, non veritiera, sia utile nella battaglia politica?”. A questo punto il consigliere De Luca ha replicato ad alta voce: “E’ la stessa cosa che diceva sulla diossina” facendo riferimento ai dati sulla contaminazione degli alimenti. E il sindaco ha replicato: “Ma perché non corrisponde alla verità, è una forzatura. Noi ci dobbiamo muovere secondo quelli che sono i dati, poi i sospetti fanno parte di un’altra dimensione. Dai dati del Comitato per l’ordine e la sicurezza sono emerse tre cose significative: la prima è che al momento non esistono infiltrazioni criminali, c’è stata un’acquisizione documentale – facendo rifermento a Mafia Capitale e ai documenti prelevati a Terni – ma non ci sono incriminazioni. La seconda questione è che i reati scendono e i reati predatori scendono più degli altri”.

In conclusione “credo di avere l’immagine di una città che sta in una dimensione certamente problematica dal punto di vista della crisi, che non è esente da questioni legate alla legalità ma che non è assolutamente una città nella quale si possa alzare l’allarme oltre la soglia giusta e consentita”.

PIERMATTI Dopo l’intervento del sindaco, sono stati votati i tre atti: è stata approvato quello per l’adozione della Carta di Pisa mentre sono stati bocciati quelli sull’istituzione di un’authority e quello con varie misure antimafia ed anticorruzione del M5S. Il Consiglio è poi stato sospeso per permettere un incontro con i lavoratori di Umbria Mobilità. Nel frattempo però il consigliere Sandro Piermatti, che è stato assessore nella precedente amministrazione Di Girolamo e non è stato riconfermato in quella attuale, ha preso molto male le parole del sindaco, in particolare quel “polli di allevamento di partito” ed avrebbe manifestato la decisione di dimettersi dal gruppo del Pd. Preso atto di ciò, alla ripresa del Consiglio, il sindaco ha pubblicamente chiesto scusa per l’espressione utilizzata e facendo quindi rientrare le dimissioni del consigliere del Pd.

M5S CRITICO Oggi il Movimento 5 Stelle ha diffuso una nota critica nei confronti della maggioranza. Scrive il gruppo pentastellato: “In antitesi al comportamento tenuto in aula da alcuni esponenti della maggioranza ufficiale e ufficiosa (Forza Italia che è risultata in piena sintonia, come sempre, con il sindaco del PD), è stato approvato anche in consiglio l’atto proposto dal M5S sul codice etico e anti-corruzione. Ora se ne attende la concreta applicazione e soprattutto di vedere la maggioranza alle prese con il punto 7, secondo il quale sono considerati conflitti di interessi la sussistenza di rapporti preesistenti di affari o di lavoro con persone od organizzazioni interessate all’oggetto delle decisioni cui l’amministratore partecipa, anche nei casi in cui detti rapporti non configurino situazioni che diano luogo a incompatibilità previste dalla legge”.

“Forse – continuano i consiglieri del M5S – sia la Giunta che i consiglieri non si sono accorti di ciò che hanno votato, fregiandosi di essere un’amministrazione trasparente e anti-corruzione a parole e non essendolo, stando alla Carta, nei fatti. Per tutta la durata della discussione sulla legalità i consiglieri di maggioranza e di Forza Italia non hanno fatto altro che tentare di non affrontare le problematiche connesse a tematiche di infiltrazioni mafiose e in generale la possibilità di eventuali coinvolgimenti in atti di corruzione, sostenendo che tali questioni non siano competenza del consiglio e dei consiglieri”.

Prosegue la nota: “Peccato che non sono solo i consiglieri del M5S, ma la stessa la Carta di Pisa ad affermare il contrario, sostenendo di fatto una stretta collaborazione fra amministratori locali e potere giudiziario, affermando la piena competenza politica e morale degli amministratori, anche locali, ad affrontare tematiche legale alla corruzione, alla criminalità, pure quella di tipo mafioso, nonché vincolando il sindaco, che ha accettato la Carta, a costituirsi necessariamente parte civile nei processi nei quali sono coinvolti politici o dipendenti amministrativi facenti capo al suo Ente”.

Conclude M5S: “Ricordiamo che il sindaco Di Girolamo non si è mai costituito parte civile in tali casi che sono avvenuti a Terni e che hanno coinvolto soggetti politici facenti parte della stessa maggioranza, quindi questo atteggiamento di supporto alla legalità risulterà, nell’eventualità, una assoluta novità, che ovviamente ci soddisfa come forza politica sempre dalla parte della trasparenza e fattivamente contro qualsiasi tipo di censura anche verbale che oggi, da più parti, si sono sollevate al fine di non far discutere il Consiglio di questioni che come politici siamo invece moralmente, ed ora, anche da regolamento della Carta di Pisa, tenuti ad affrontare, ogni qual volta se ne ravvisi la necessità”.

FERRANTI CONTRO M5S Il consigliere di Forza Italia, Ferranti, ha ripreso la polemica con il M5S che era partita ieri in aula. Oggi in una nota scrive: “Da troppo tempo a Terni si diffondono voci e si genera uno stato di allarmismo e si consente la circolazione di dati preoccupanti. Mai come in questi ultimi mesi abbiamo assistito a derive al limite della demagogia sviluppate e pubblicizzate da alcune forze politiche, un movimento neofita su tutti i 5 Stelle, che chiedono in Parlamento la chiusura del sito siderurgico di Terni per risolvere i problemi ambientali e che localmente sostengono(purtroppo seguiti anche da alcuni personaggi noti per aver caratterizzato la propria azione politica non per la proposta bensì per la denuncia e la contrapposizione a prescindere) sostanzialmente che la magistratura non possa fare il proprio mestiere di indagine fino in fondo in quanto bloccata da chissà quali poteri oscuri superiori e che allo stesso modo il Comune, l’Arpa, il Noa della Provincia e l’Asl manomettano dati, schiacciati e spinti da interessi economici. Come Forza Italia siamo convinti che la magistratura e i bravi magistrati ternani svolgano perfettamente il loro compito, sappiano bene come muoversi e che abbiano fatto e faranno del tutto per proseguire con un’azione che garantisca Terni e i Ternani sia dai disastri ambientali che da penetrazioni mafiose o criminali in generale”. 

Prosegue Ferranti: “Nell’ultima seduta del consiglio comunale abbiamo assistito a uno spettacolo indecente nel quale si confondono clientele e gestioni ingessate e improduttive del potere politico con la criminalità organizzata e si è perfino arrivati a sostenere la tesi che un magistrato di indiscutibile valore abbia detto cose e poi ne abbia dette altre poiché condizionata da ipotetici richiami e pressioni di livelli superiori. Chi dice questo offende il Pm in questione da sempre distintosi per un lavoro attento, denigra l’intera procura ternana e specula sulla credibilità delle istituzioni pubbliche e produce un danno incalcolabile all’interesse pubblico, economico e produttivo di questo territorio”.

Il consigliere di Forza Italia ha aggiunto: “Alcuni esponenti dell’opposizione denunciano una scarsa alternanza di amministrazione e noi di Forza Italia faremo di tutto affinché questa alternanza si concretizzi, ma con proposte, progetti alternativi e migliorativi in tanti settori, dalle infrastrutture, dove da sempre sosteniamo i project financing, alla sanità che deve andare nella direzione della meritocrazia e della maggior collaborazione pubblico privato, fino agli ammortizzatori che proponiamo per l’edilizia e il settore immobiliare o agli interventi di adeguamento delle scuole pubbliche e la difesa di una proposta culturale plurale rivedendone quanto prima l’attuale gestione inadeguata ed esclusivistica, ma senza cadere nel giustizialismo e nel trasformare l’interrogazione nelle aule elettive con l’ esposto in Procura della Repubblica”.

“Circa l’ambiente – scrive Ferranti – da più di un anno chiediamo che venga fatta chiarezza e che i cittadini siano informati sul reale livello delle criticità e che se possibile si attuino misure migliorative anche concertandole con i privati che operano nelle attività industriali ed economiche locali. In tal senso riproponiamo un’operazione di chiarezza e verità che sgomberi il campo da questo gioco al massacro svolto da irresponsabili avventori della politica: con un atto d’indirizzo chiederemo, anche prendendo spunto dalle aperture dell’assessore Giacchetti, che il Comune affidi a un istituto di ricerca esterno di alto livello e credibilità uno studio generalizzato che dia certezze sui livelli di inquinamento in questo territorio sia nell’aria, che nelle falde acquifere e nel suolo e che, sulla base di questi approfondimenti, si attuino progettualità e politiche volte a migliorare il livello ambientale e perseguendo il principio per noi sacrosanto dello sviluppo ecosostenibile”.

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