Terni, inquinamento, Italia Nostra: ”Frottole indecenti del sindaco, omette i dati”

Il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, replicando al Movimento 5 Stelle, oggi ha fornito la propria versione dei fatti sulla questione della contaminazione degli alimenti cui ha fatto seguito la replica del consigliere M5S Thomas De Luca. Risponde al primo cittadino anche Italia Nostra che per prima ha portato a galla i dati “incriminati”. Per il vicepresidente di Italia Nostra Umbria, Andrea Liberati, il sindaco sostiene delle “frottole indecenti”.

La nota di Andrea Liberati, vicepresidente di Italia Nostra Umbria:

“Il sindaco di Terni si produce nell’ennesima difesa della presunta Arcadia-Terni. Così facendo, purtroppo, spiace dirlo, si prosegue con le frottole.

Nello sviscerare a suo modo la materia, pubblicamente resa nota da Italia Nostra e WWF sin dall’inverno 2013/2014, egli anzitutto omette completamente il superamento dei livelli di azione sulle diossine nel latte e nelle uova: ma come mai? E perché dimentica il quinto campione di uova sopra il livello di allarme sui 21 di Terni? La legge comunitaria impone di ‘contenere o eliminare la fonte contaminante’, una volta accertate le diossine/PCB negli alimenti. Cosa si sta facendo al riguardo? Questa norma non si applica forse a Terni? Ma davvero possiamo permetterci tanta dozzinalità da uno stimato medico? ‘Contenere’ significherebbe stanziare ogni anno molte decine o, forse, centinaia di milioni, come è giusto che sia, dopo decenni di noncuranza. Eppure Thyssen, a Duisburg, spende ben 300 milioni di euro all’anno da quasi 15 anni; e qui? Nel piano Morselli si parla di appena 10 milioni di euro/annui, forse, per l’ambiente. Patetico. Imbarazzante. Come è penosa la cifra di € 5 milioni che la Regione Umbria accantonerebbe quale misura speciale per Terni: si confrontino questi numeri con quel che stanno facendo Toscana e Puglia per Piombino e Taranto.

Ricordiamo dunque che, in tutto, ben 10 prelievi su 21 di uova a Terni sono sopra il livello di attenzione e lo stesso vale per il latte, checché il sindaco ne taccia: sono contaminati il 50% di uova e latte ovi-caprino provenienti da allevamenti rurali, non astrattamente ‘familiari’ come scrive il dr. Di Girolamo (alcuni vendono i propri prodotti ben al di fuori della propria famiglia), sindaco che si crogiola inoltre nell’indicare per l’ennesima volta presunte responsabilità degli allevatori stessi. E’ semplicemente indecente.

Intendiamo continuare a criticare un approccio fuorviante quale quello portato avanti dal primo cittadino, ma indicheremo anche le responsabilità di chi difende per interessi di bottega questo sistema moralmente sfibrato, esausto, nonché la Thyssen e i boss dell’incenerimento: questi ultimi guadagnano miliardi di euro sulla pelle nostra, dei lavoratori e dei residenti di Terni, grazie al dumping ambientale. Non investono, non vivono qui. La politica italiana pratica da sempre nei loro confronti un assurdo laissez faire, fino agli infausti esiti che conosciamo sul fronte socio-occupazionale e ambientale con TK-AST.

Il progresso, la qualità della vita delle comunità non sono certo scopi dell’industria pesante, né dei loro azionisti: del resto, come affermò Keynes, ‘saremmo capaci di spegnere il sole e le stelle, perché non ci pagano un dividendo’. Ecco: Terni è già in via di spegnimento nella complicità di forze organizzate finanziariamente e politicamente.

Frattanto il ‘modo Di Girolamo’, questo stucchevole troncare e sopire, fa probabilmente comodo agli inquinatori, ma non a residenti e lavoratori.

Eppure la vicenda eternit, così come ILVA e altre, stanno lì a dimostrare che la miopia e, talora, certe strettissime collusioni, portano a sicuri esiti fatali a carico di un’intera comunità”.

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