Terni, Liberati: “Casette post sisma non saldate dalle coop al costruttore, 50 posti a rischio”

Il caso era già finito oggetto di un servizio della trasmissione Mediaset Le Iene ed oggi torna al centro dell’attenzione di un altro media nazionale, il quotidiano La Verità, per alcuni sviluppi economici. E’ la questione delle casette post sisma appaltate al Cns, il quale le avrebbe a sua volta commissionate ad una cooperativa di Terni, la Cosp Tecno Service.

Secondo Paolo Giovannelli de La Verità, Cns e Cosp “mancando dei requisiti e del know how per costruirle” hanno commissionato la realizzazione delle casette ad un’azienda di Terni, la Vipal Spa. Scrive il giornalista che ad accompagnare il presidente della Cosp ed i rappresentanti del Cns alla sede della Vipal era stato Francesco Quadraccia, direttore commerciale di Italsteam (ed editore di un giornale umbro online). In quell’incontro era prima stata commissionata una casetta prototipo e poi, dato il buon esito, era seguito l’ordine di 300 Sae.

Sempre secondo La Verità, Vipal ha eseguito il lavoro ma poi ha ricevuto soltanto una parte di quanto gli sarebbe spettato: “Gli accordi di pagamento prevedevano che all’azienda umbra spettasse il 40% del totale alla consegna delle casette in cantiere, il 50% a montaggio concluso con verbale di consegna chiavi effettuato dalla ‘stazione appaltante’ e il restante 10% al collaudo delle stesse casette con la stazione appaltante. Di 14 campi di casette allestiti dalla Vipal ad Amatrice e Norcia (escluse 10 casette fornite in uso ai militari), a oggi la Cosp Tecno Service di Terni, associata al Cns, in associazione temporanea con un’altra azienda ternana, Italstem spa, ha pagato gli acconti del 40% per 12 campi, un ulteriore 50% solo per due campi dopo circa i 20 giorni dalla consegna delle Sae in cantiere e non ha pagato, su nessun campo, il restante 10%. Il problema, gigantesco, è la tempistica del pagamento del 60% del totale”. Si tratterebbe di 2,8 milioni di euro.

LIBERATI Il caso dell’appalto alle coop delle casette post terremoto era stato sollevato per la prima volta dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati, che oggi interviene nuovamente. In un suo comunicato cita un passaggio dell’articolo de La Verità: “…Non le sanno fare, però le fanno. La Cosp, cooperativa ‘monnezzara’ che tratta lo smaltimento rifiuti, le Sae doveva tirarle fuori dal cilindro per forza: un’altra mega gara pubblica era stata vinta dal Cns”.

Commenta il consigliere pentastellato: “Come intuito da tanti, la Cosp Tecnoservice, coop ‘monnezzara’ incaricata dal Cns di produrre le Sae del post sisma, poiché non aveva i requisiti per poterle effettivamente costruire, le ha a sua volta assegnate ad altra impresa, la Vipal, storica azienda umbra davvero in grado di realizzare tali opere. Peccato che questo cervellotico sistema stia stritolando e travolgendo la Vipal stessa, essendo stata pagata solo parzialmente e ora sull’orlo del fallimento, dopo aver edificato ben 300 casette. E pure 50 posti di lavoro sono a rischio”.

Prosegue Liberati: “Dove sono adesso i vari Errani, Curcio e Marini, che hanno inaugurato enfaticamente alcuni alloggi, peraltro quote minimali di quelli necessari? Per opportuna conoscenza, ricordiamo che il capo di Cosp, Danilo Valenti, aveva finanziato a titolo personale la campagna elettorale della presidente di Regione Umbria, Catiuscia Marini, ma anche quella del sindaco di Terni, Leopoldo di Girolamo”.

Conclude Liberati con una serie di quesiti: “Quanto lucra il CNS, già condannato dal Consiglio di Stato per manipolazione del mercato, attraverso il semplice ‘far fare’ casette ad altri soggetti? Quando finirà il monopolio delle megacoop negli appalti pubblici? Quando sarà finalmente spezzato il rapporto tra politica e cooperative? Quando si riuscirà a tutelare concretamente maestranze e subappaltatori delle coop?”.

LEGA NORD Sul caso intervengono con un comunicato congiunto i consiglieri regionali della Lega Nord, Emanuele Fiorini e Valerio Mancini:

“Dare un tetto ai terremotati e poi rischiare di fallire: l’ennesima brutta pagina per la regione Umbria che vogliamo a tutti i costi scongiurare. La Lega Nord Umbria annuncia una convocazione urgente in Regione in merito alla questione della Vipal spa. Secondo recenti notizie apprese da organi sindacali e fonti di stampa nazionali l’azienda, con stabilimenti a Ferentillo, Arrone e Rieti, rischierebbe la chiusura con il conseguente licenziamento di circa 70 operai, in quanto, dopo aver installato circa 300 sistemi abitativi di emergenza a Norcia e Amatrice per gli sfollati, il committente non avrebbe ancora pagato la totalità della somma pattuita. La Vipal spa, che dovrebbe ancora percepire 2,8 milioni di euro, aveva ricevuto il compito di realizzazione delle casette dalla Cosp Tecnoservice di Terni che, insieme ad un’altra azienda ternana, la Italstem Spa, avrebbero preso in carico (attraverso le associate Gesta e Kineo) i lavori dal colosso Cns (Consorzio nazionale servizi) aggiudicatario dell’appalto per la fornitura dei moduli abitativi.

Secondo quanto dichiarato dall’amministratore unico della Vipal spa, Innocenzo Rossi Bartoli, ancora non è ben chiaro ‘quando arriveranno i pagamenti del 60% delle casette’. Come Lega Nord non possiamo accettare che a rimetterci sia un’azienda come, appunto, la Vipal che ha fatto il suo lavoro, ma che, da ultimo anello della catena, rischia di venire danneggiata da un contorto sistema di appalti e subappalti che parte dal Governo e sembra vedere coinvolte le ‘solite’ cooperative. Per chiarire i molti lati oscuri della vicenda, chiederemo la convocazione in Commissione regionale dei sindacati di categoria e dell’amministratore unico della Vipal, Innocenzo Rossi Bartoli”.

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