Terni, Mafia Capitale, L’Espresso torna su appalto per revamping inceneritore

I lavori di rifacimento dell’inceneritore di Maratta e le relative ombre di Mafia Capitale finiscono anche sulle pagine dell’Espresso. Di quell’appalto vinto da una società di Riccardo Mancini se ne era già occupata un anno fa la redazione romana di Repubblica e il Comitato No Inceneritori Terni (successivamente ne aveva brevemente parlato anche Presadiretta, la trasmissione di Rai Tre). Nessuna istituzione e nessun organo di controllo avevano allora preso alcun provvedimento o rilasciato dichiarazioni. Con le indagini su Mafia Capitale, la vicenda ha però assunto una luce ancora più sinistra e la Procura di Terni ha deciso di muoversi acquisendo dei documenti. I rappresentanti delle istituzioni locali non hanno invece ancora preso alcun provvedimento né rilasciato dichiarazioni di sorta. Oggi della questione si occupa anche il settimanale L’Espresso.

In un articolo titolato “Gli affari neri di Acea. Anche la più grande fra le aziende del Comune di Roma ha affidato lavori a persone che figurano nell’inchiesta Mafia Capitale”, viene dedicato un intero paragrafo all’appalto di revamping dell’inceneritore di Maratta. Scrive il giornalista Stefano Vergine: “Oltre a guidare l’ente Eur, una delle tante società del Comune, Mancini faceva anche l’imprenditore. E con una delle sue aziende, la Sogeri, ha preso appalti dall’Acea, pure lei controllata dal Campidoglio. Il contratto in questione riguarda l’inceneritore di Terni. Storia che inizia nel 2010, quando Acea pubblica un bando di gara per ristrutturarlo. A vincere, per 16 milioni di euro, è la Ibi, una società di Napoli che gestisce discariche. Dopo pochi mesi la Ibi viene però colpita da un’interdittiva antimafia. Bisogna perciò rifare tutto. Ed è a questo punto che entra in gioco Mancini, che beneficia di una decisione di Acea: sfruttando una legge (la 163 del 2006) che permette di evitare gare d’appalto in condizioni di «estrema urgenza derivante da eventi imprevedibili», nel 2011 la multiutility affida i lavori per via diretta a un consorzio. Si chiama Terni scarl. E al suo interno c’è, appunto, la Sogeri di Mancini. Prezzo di aggiudicazione dell’appalto: 21,9 milioni, quasi sei in più rispetto all’anno prima”.

Si tratta, come detto, di informazioni già note soprattutto a romani e ternani ma che ora vengono rilanciate dalla stampa nazionale. Il Comitato No Inceneritori Terni ha allora convocato una conferenza stampa per lunedì mattina alle ore 10,30 presso la sala del Consiglio comunale spiegando: “Alla luce delle recenti notizie relative alle indagini su Mafia Capitale della Procura di Roma e i conseguenti accertamenti della Procura di Terni in merito all’appalto dell’inceneritore di ACEA, nonché le notizie relative ai rapporti societari di Cosp Tecnoservice con la coop 29 giugno di Buzzi, nonché del dibattito scaturito in città e anche in Consiglio comunale, intendiamo dire la nostra entrando nel merito dei fatti. Fatti che vennero preannucnaiti da un articolo di Repubblica.it il 27 gennaio 2013 e a distanza di pochi giorni dalla nostra inchiesta”.

Prosegue il Comitato No Inceneritori: “Le novità che però emergono in generale sul settore rifiuti impongono un chiarimento e una riflessione, su quelli che sono soggetti a pieno titolo aggiudicatari e/o soci di pezzi importanti dell’economia della città, soprattutto nel settore dei servizi. E’ proprio di oggi pomeriggio (ieri ndr) una anticipazione di un articolo de L’Espresso sugli appalti di ACEA, che sembra mettere in fila, partendo dall’appalto dell’inceneritore, una serie di fatti relativi proprio alla municipalizzata romana con importanti interessi in Umbria. Cercheremo di capire perché la politica tace, e la magistratura non ha agito a tempo dovuto”.

Stampa