Terni, nel 2013 persi oltre mille posti di lavoro. Aziende segnalano carenza di diplomati tecnici

Si aggrava di anno in anno la crisi occupazionale: in provincia di Terni nel 2013 andranno persi 1.130 posti di lavoro. Il dato emerge dal monitoraggio del Sistema informativo Excelsior dei fabbisogni professionali delle imprese nei settori dell’industria, delle costruzioni e dei servizi curato da Unioncamere e dal ministero del Lavoro.

Nel ternano nel 2013, secondo le previsioni degli imprenditori, sono 1.870 (di cui 660 stagionali) le assunzioni di personale a fronte di 3.000 uscite dal lavoro, con un tasso di uscita che raggiunge il 7,8% e che complessivamente a livello regionale è invece più basso: al 6,8%. Tra le assunzioni previste, quelle che riguarderanno un giovane sotto i 30 anni saranno il 31,4% e nel 72,4% dei casi chi entrerà al lavoro avrà necessità di essere formato. Per il 2013 in totale sono previste 1.210 assunzioni non stagionali.

Oltre alla crisi economica, sembra esserci anche un problema formativo. Le aziende segnalano infatti difficoltà nel reperire 1.548 unità (pari al 12,8% del totale, coincidente con la media nazionale al 12,8% e lievemente più alta della media raggiunta dalle regioni del Centro del l’11,8%): richieste che riguardano prevalentemente diplomati con profili tecnici.

Per il presidente della Camera di commercio di Terni, Enrico Cipiccia, “bisogna puntare su alternanza scuola-lavoro, formazione post diploma, orientamento in entrata e in uscita dagli istituti secondari superiori, per un maggiore raccordo tra scuola e impresa e per favorire l’occupabilità dei giovani”.

Stampa